Un altro cattivo proposito per il 2012

Quelli già elencati non bastano. Ne ho dimenticato uno, importantissimo. La lingua in questo caso rifugge il dente che duole, lo rimuove. È questo che mi sono, fra le mille altre cose, imposta per tutta la vita, no? Rimuovi ciò che non puoi risolvere. E va anche bene, l’errore però è non capire, e non si può tanto parlare nemmeno di “rimozione”. È un po’ un darsi pace, via. E non è facile come dire “accettare”, no, non è un semplice “accettare”, perché a questo si aggiunge il concetto di … “assimilazione”. Si tratta di decodificare, prendere atto senza soffire, valutare la situazione, agire (che può anche essere un non agire).

Ma mi sto perdendo, come spesso, spessissimo ultimamente, mi perdo e mi abbandono lì. Poi mi sveglio e sono altrove. Un inerte delirio.

Ma la cosa che volevo in realtà dire, il consiglio che mi devo dare, l’ennesimo cattivo proposito per quest’anno è:

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Cattivi Propositi 2012

Girl with sunglasses and tongue out, Carey Kirkella

Finisco l’anno con una lista e inizio il 2012 con una lista. Ho un’anima tassonomica, lo sapete, per me i bullet sono una religione. Ecco dunque la lista dei cattivi propositi per i prossimi 365 giorni:

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La lista dei difetti de LaStancaSylvie

Note to self, Weeping Willow Photography

È ancora notte fuori e io non riesco a dormire. Non posso sperare che la vita si occupi solo di me. È in situazioni come questa, intima, in cucina, con una fioca lucetta che illumina il mio spazio vitale, che mi dico che devo fare i conti con me. Prima che con tutto il resto, con me prima che col lavoro, con Milano, con il mutuo e via dicendo.

Ecco cosa c’è che non va:

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Ciambellone Emotivo (o alla downshifting)

Mariarosa Bertolini

Questa mattina mi sono svegliata prestissimo. Fa freddo, è ancora buio e io avrei tanta voglia di fare una cosa d’altri tempi.

Nel silenzio della mia cucinetta, col sole che ferisce gli spazi degli scuri di legno alla finestra, vorrei cucinare per poter nutrire delle persone che amo. Cucinare una cosa semplice, morbida, pronta per il momento in cui la casa si animerà di voci e presenze concrete.

L’ho mangiato per una vita, inzuppato nel latte la mattina prima di andare a scuola. Per me non è solo un dolce, è un ricordo, il sapore di tanti anni. È il vento pungente delle colline da dove vengo, la voce di un’insegnante, la soddisfazione di un’equazione risolta, i pomeriggi liberi passati in piazzetta. La pallavolo, la sala giochi, l’odore di casa.

Prepararlo è come calarmi nella donna che non sarò mai, quella che pensa a far crescere, a scaldare gli altri, qualcuno che con la semplicità e la naturalezza ha sconfitto il tempo e la paura, qualcuno che lo faccia per un’esistenza intera.

Bisogna cucinarlo in vestaglia, assolutamente spettinati, con lentezza (che tanto la ricetta è veloce) e in silenzio, ascoltando i rumori della casa che si sveglia. Avete presente l’aristocraticona Csaba? Ecco, l’esatto negativo, il contrario, l’opposto, l’inverso. Senza palo nel culo, insomma.

Ciambellone Emotivo 

Ingredienti

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I consigli degli Altri: la SylviePhylosophie

Atena (io sono luce), Davide Puma- http://www.premioceleste.it

In questi giorni fitti di eventi nel mondo e dentro di me, mi è capitato di riflettere soprattutto su una cosa.

Quando scambio opinioni sul lavoro e sulle altre disgrazie della vita, una delle frasi che mi sento più spesso ripetere da amici, familiari, blogger, conoscenti & co. è:

Ma fregatene, cerca di fartelo scivolare addosso.

Orbene. Apparentemente è un consiglio ottimo, dato con la migliore delle intenzioni e… forse ad un certo punto diventa anche vero ma…

e se io invece non fossi così?

Sapete cosa penso?

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Downshifting à la Sylvie # 4

Jumping Girl, Harry Todd

Roba grossa stavolta ragazzi. Snocciolo i seguenti punti con un certo orgoglio (e anche con un certo pregiudizio):

  • questa è la mia settimana n.9 SENZA SIGARETTE. Sì, ho smesso di fumare. (Cavolo, dovevo metterlo nel titolo del post, Dio SEO lo avrebbe imposto…). Fumavo da quando avevo circa 16 anni, praticamente non ho ricordi di una vita senza fumo. Mi sento ancora molto fragile, ma senza sigarette ho superato già prove difficilissime: otto ore di corso di formazione; un matrimonio; cena con amici; un festival di musica elettronica; aperitivi; GliAmericani; lite con il fidanzato; la vita di tutti i giorni…
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La Sonar Sylvie

Alva Noto Performing at Sonar, i.max, Flickr.com

Beh. Beh. Diciamo che in fin dei conti le buone impiegate a quest’ora sono in ufficio. Quelle cattive invece stanno per fare il check in per Barcellona. E stanno anche per ballare al Sonar da domani a domenica mattina.

Buoni revised budget a tutti!!