Il lavoro ai tempi del nonsenso

Schiavi africani XIX secolo, trovata in rete

Ve lo dico chiaramente: è diventato particolarmente difficile per me parlare di lavoro e downshifting in questo particolare momento.

DownshiftingBaby è un blog scherzoso, semiserio, che racconta cose abbastanza false attraverso i miei pensieri sempre veri. Non parla di attualità, società, cultura in senso politico. Per me è addirittura più web narrativa, brevi ipertesti assurdi che hanno la funzione di liberare me dalle mie angosce. Che poi a volte tutto abbia dei risvolti fortemente legati all’attualità è abbastanza normale.

Quando mi stacco dalla fiction brevissima e fulminea del blog, spesso mi tuffo nella descrizione di alcuni fatti e situazioni tipici delle aziende italiane, in molte delle quali ho lavorato, e di certo invento tutto, ma prendendo ogni spunto dalla più vera delle realtà.

Ordunque, in questo paese, come nelle aziende che ne sono il riflesso, stanno accadendo cose mostruose per un’epoca e una parte di mondo che molti si ostinano a giudicare civile.

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Contratto a progetto vs stupidità: 0 a 1

Asso di picche, trovato in rete

Per fortuna che ho questo blog.

Parto sempre dai vostri commenti, soprattutto da uno di Exodus e da uno di Goldie e vado per punti, da brava manager ordinata che mette il caos a sistema (ah ah! figuriamoci…):

  1. forse non si possono fare vere lotte politiche o sociali in questa società, ma borbottare come delle pentole a pressione e lamentarsi, peraltro in modo stupido con me, non sortirà loro nessun effetto, o meglio, nessun effetto positivo
  2. come ho scritto, io sono il loro capo, e sta nel mio ruolo sentire le loro lamentele, e sono sempre disponibile a rispondere e a motivare: ma devi parlarmi in modo adeguato, se mi sfidi facendo nascondino a lavoro o piangi miseria e poi vai alle Maldive, beh, vedi punto sopra…
  3. la società è sì un muro di gomma, ma non digerisco chi fa la rivoluzione nelle pause caffè, o peggio su una sdraio alle Maldive: non si può fare socialmente niente? Bene, fai causa all’azienda, oppure vattene perché se continui così ti licenzio… e a questo ricatto ci sei voluto arrivare tu, non io, che ti ho offerto 1 anno di contratto a 2000 euro netti al mese con flessibilità, e cazzo!!!!!
  4. in ogni caso la società, il sistema, i muri di gomma, sono fatti di persone: non puoi attraversarli, ma puoi trovare delle vie laterali. Io sono diversa da PollyCanna e da GranCamiciaCifrata, io sono una piccola via laterale!! Ho poco margine di manovra, ma nel mio piccolo open space si può creare un ottimo microcosmo, se non apprezzi, se vuoi minare proprio me… beh, allora vedi punto sopra
  5. in sostanza, questi Collaboratori stanno perdendo una partita contro la stupidità, perché si può recriminare in modi diversi, e loro hanno scelto quello sbagliato, il che mi dimostra quello che penso già: 

è vero Exodus, queste sono le regole del gioco, e loro non le conoscono perché col capo non ci si comporta mai così; no, non conviene, perché oggi stesso potrei IO usare come arma il contratto a progetto, smettere di avere comprensione e mandarli a casa IMMEDIATAMENTE.

Amen.


LaStancaSylvie e i Contratti a Progetto

Fuck You, Marion Peck

Come dire: il bene si nasconde ovunque. E anche il male. Questo problema mi si ripropone ciclicamente, come la cipolla di un Kebab (che mi divorerei, se non avessi smesso di mangiare carne, anche adesso alle 07.36, come entrée du matin) mandato giù troppo in fretta. Durante la stagione dei Rinnovi dei Contratti, i Collaboratori, da me SEMPRE difesi e protetti (per ciò che posso, non sono mica Wonder Woman, anche se desidererei tanto la tiara…), diventano ciechi e irragionevoli come i Capi. Né più, né meno. Incredibile quante somiglianze fra caste nemiche. Di questo periodo il Contratto a Progetto diventa oggetto di riti satanici nel retro-magazzino, rivoluzioni alla macchina del caffé, comizi social-politici col proprio ombelico in bagno.

La questione è complicata e si articola in diversi livelli, ma provo a schematizzare. Allora, posto che:

  • i miei Collaboratori dovrebbero essere assunti, ma NoNothing Inc. non vuole: la policy aziendale recita che le funzioni di staff si assumono, mentre chi lavora sul prodotto o è un P.I. o è un Contratto a Progetto
  • NoNothing Inc. non ha mai, a onor del vero, promesso o indotto a sperare in nessuna assunzione, purtroppo, ma almeno non c’è l’inganno
  • Io non posso fare nulla, onestamente, se non cercare di usare in modo più equo possibile il maledetto Contratto a Progetto nella gestione dei Collaboratori

Come LaStancaSylvie ha impostato il Lavoro a Progetto dei Collaboratori:

Leggi il seguito di questo post »


Il Sogno Originario e lo Spread

Adam and Eve in the garden of Eden, trovato in rete

Parto da un nuovo commento di Exodus ad un vecchio post, è bene fare il punto ogni tanto, anche per una downshifter inetta per definizione e con intenzioni per nulla chiare come me.

Il mio Sogno Originario (più grave e pesante del Peccato…):

  • licenziarmi e diventare una scrittrice: fallito
  • lasciare Milano e andare a vivere sul Lago di Garda: fallito

C’è poco altro da dire, è così. Lavoro nello stesso posto, a due anni dall’apertura del blog su Splinder, e abito sempre a Milano.

Ma vediamo, invece, come va sulla strada dei Sogni Imperfetti:

Leggi il seguito di questo post »


Lettera aperta a ErNeanderthal

Woman licking envelope, Aaron Cobbett

Da: Sylvie, LaStanca <LaStancaSylvie@nonothinginc.com>
Date: 22 settembre 2011 18:37
Oggetto: DIVIDI’ e lavori vari
A: ErNeanderthal@nonothinginc.com
Cc: PollyCanna@nonothinginc.com

Gentile ErNeanderthal,

rimarrà sicuramente stupito dalla mail (mail = questa lettera qui che vede sul monitor). Non parlerò infatti del DIVIDI’ e delle miriadi di compiti che mi vengono assegnati da lei. O meglio: sì ne parleremo, ma solo per dire che non ho più intenzione di fare alcunché. I 12 video (video ≠ dvd, video =  serie di immagini in movimento con un inizio e una fine, a prescindere dal supporto dove si trovino: internet, tv, dvd…) che dovevamo montare li abbiamo montati, e questo è quello dice il contratto. Tutto il resto sono favori che non posso più farle. Ecco, argomento chiuso.

Le assicuro che non è mia intenzione mancarle di rispetto, ma credo che una persona debba avere in primis rispetto per sé, e per fare questo ho davvero bisogno di dirle quello che penso: potrebbe essere un’esperienza nuova anche per lei, lei che la verità non se la sente dire da nessuno, almeno in questa azienda.

Come ha avuto modo di apprezzare da febbraio ad oggi, io sono una persona pragmatica e precisa, a tratti maniacale, ed è per questo che vado per punti:

Leggi il seguito di questo post »


Specie letali: ErNeanderthal

Neanderthal Head, Nick Hewetson

Negli abissi delle aziende, pronta a salire in superficie in qualunque momento per trangugiare la preda, vive una specie letale non soggetta ad evoluzione. È per questo che è così tremenda. Mortifera, brutale, più pericolosa dei capi e dei clienti perché è una razza nata dall’accoppiamento fra di essi, ha ereditato le caratteristiche peggiori di entrambi, condensandole in un mix pestifero. È il temutissimo ClienteInterno, ovvero un cliente geneticamente modificato che prospera dentro le viscere della tua stessa azienda e il cui veleno ti porterà alla tomba. Ma seguiamone uno che vive far le rovine sommerse di NoNothing Inc., per scoprirne comportamenti e caratteristiche.

Lavoratori, lavoratrici, osservate da lontano e con le protezioni al posto giusto, ecco a voi ErNeanderthal:

  • questo è un esemplare anziano, molto anziano, che tipicamente usa la sua esperienza non per trasmettere conoscenza ai cuccioli, ma per sbranarli: è l’Erode del complesso e delirante sistema aziendale;
Leggi il seguito di questo post »

Out of office

Valigia, viadipoggio.wordpress.com

Taglio corto: dopo due settimane di muso, silenzio e sguardi di disprezzo alle riunioni, PollyCanna mi ha comunicato che da settembre avrò le persone che mi servono, prese da un’altra BU e solo per il mega progetto da seguire, quindi poi non rimarranno. Come per dire “Hai vinto solo a meta’, plebea (e tosati quelle sopracciglia, che va bene che son tornati gli anni ’80, ma con moderazione -pare volesse aggiungere…)“.
Mentre me lo diceva, con la complicita’ del BlackBerry che vibrava e smaniava sulla scrivania piena di riviste di localita’ esotiche lussuosissime, pensavo: “Ah si’ eh! Vi siete cagati sotto un pochinino ehhhh? Va bene che le persone non le ho scelte io, va bene che se ne andranno, pero’ intanto ci saranno e il lavoro diventa fattibile senza morire! L’ho spuntata, l’ho spuntata!
Ma il mostriciattolo della rabbia non taceva. Forse era lo sguardo di PollyCanna, incorniciato da una perfetta linea di eye-liner, forse era il BlackBerry tremante e bisognoso di attenzioni… fatto sta che gli ho sentito dire attraverso la mia bocca, incorniciata da un doloroso herpes labiale: “Bene, ti ringrazio. Le mie richieste pero’ non sono finite. Sono ormai quasi 4 anni che lavoro qui e non ho mai avuto un aumento. Sono una professionista senior che si fa un culo incredibile, la sicurezza del contratto non e’ un fattore sufficiente, mi merito un riconoscimento economico. 300 euro nette al mese in busta paga e MBO doppio. Se non fosse possibile rassegno le dimissioni e nel frattempo mi metto in malattia. Perdona la franchezza, ma non ho molto altro da dire.”
Mentre me ne andavo il BlackBerry si contorceva, suonava, facendo quasi traballare la scrivania.
Immobile, PollyCanna non ha risposto, io ho messo l’Out of Office e sono volata via, lontano.