I consigli de LaStancaSylvie: come lavare i piatti

 

Housewife, Bert hardy Advertising Archive

Da quando cucinicchio il fine settimana non faccio altro che lavare i piatti. Ho anche variegati attrezzi da lustrare, robe mai viste prima: rotelle per dolci, togli torsoli per mele, fruste, frullatori, dosatori, stampi per impasti, arriciaburro, setacci, mattarelli, bilance e meraviglie simili. Sono incredula io stessa. Cucinare mi faceva cagare tre mesi fa, adesso mi diverto come una rondinella fra le nuvole. Anche se non ci bevo su (beh, un bicchierino me lo sono fatto, ma non conta mica!).

Mi piace nutrire i miei amici e il mio fidanzato. Ma questo è un altro post.

Insomma, si spreca un sacco d’acqua se non si ha un metodo per lavare i piatti. Io lavavo freneticamente ogni volta che finivo di usare un attrezzo qualunque (o pensavo di poterlo fare…), così dovevo aspettare ogni volta che l’acqua diventasse calda e in più sciacquavo singolarmente tutto. La spungna, inoltre, restando per un po’ inattiva, vampirizzava il sapone. Brutto spreco, e solo perché non avevo voglia di pensare ad un’alternativa. Che poi già conoscevo, lo faceva mia nonna.

Quindi mi preparo:  vecchio cerchietto sui capelli sparati un po’ qua e un po’ là, adorabile grembiule (regalo fantastico di un’amica), Converse rotte del liceo, guantoni psico-verde in gomma extralarge  e…: Leggi il seguito di questo post »

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Punk kitchen

Punk eating apple, Michael Jang

Da brava downshifter stamattina mi sono alzata presto (e a fatica…) e sono andata col fidanzato a fare la spesa. Abbiamo anche il carrellino, sì quello che usano le sciure, rosso scozzese con ruote incazzate da king of the road.

Da brava manager s-fashionista sfoggiavo:

occhiali verdi leopardati giganti  (6.99€, H&M), calzamaglie grigie (20€, Calzedonia), maglietta nera oversize (non ricordo ma pochi pochi €, H&M), anfibi vintage con punta in ferro appartenuti ad un ex fidanzato dell’università (tante milalire negli anni novanta, Cult), piumino corto stile impero verde petrolio lucido (60 €, marca tale sconosciuta “Cindy”).

Come alieni ci aggiriamo per le corsie del Simply, comprando addirittura una spianatoia e una teglia per muffin. Abbiamo ancora le cispe da sonno negli occhi. Sulla via del ritorno commentiamo che il sabato mattina il supermercato è un’esperienza da attacco epilettico. E che il carrellino va alla grande anche sul fango del parco finto davanti casa.

In ascensore litighiamo sulla ricetta da seguire: quella di Sonia di Giallozafferano oppure quella delle Sorelle Simili? Quella di mia madre o quella della sua? È solo l’inizio di un lungo attacco di panico culinario. Leggi il seguito di questo post »


PollyCanna decadence

Surprised young blonde woman, Image Source

Sono in arretrato con un sacco di post:

  • Il budget familiare da maggio
  • delle considerazioni personali da vera adulta sulla vita e l’amore che in questo momento difficile affiorano sulla soglia della mia coscienza
  • l’ultimo giorno de LaDonnaCheZompa
  • l’arrivo di una nuova collega, a cui dovrò trovare un nome
  • un identikit-indice dei personaggi del blog, che iniziano a diventare tanti e confusi

Ma puntualemnte PollyCanna combina qualcosa che con arroganza si prende il diritto di spuntare in cima alla classifica di ciò che devo rendere noto. La missione di parlare dell’assurdità del mondo aziendale, per sfogarmi, per aiutarmi a fare downshifting, per vedere con distacco quello che rischia di diventare ogni giorno la mia vita, passa davanti al resto quando c’è di mezzo lei.

Si tratta di nuovo di contratti, di BlackBerry, di soldi e della sua leggendaria sbadataggine, incapacità, leggerezza e inettitudine. L’ultima volta ha perso €150.000 (rinegoziati poi da GranCamiciaCifrata, ma il danno è stato comunque grosso), stavolta forse il doppio. Leggi il seguito di questo post »


Sei cuori, un camper e il downshifting

Camper VW Westfalia 1974

No, non che uno possa o debba vivere in vacanza, questo no, lo dico con coscienza di donna cresciuta in una famiglia di ex mezzadri che sa bene che la vita te la devi guadagnare. Però questi due serenissimi giorni passati con i miei amici in camper mi hanno fatto pensare ancora di più a cosa è veramente importante nell’economia di una giornata:

  1. l’aria aperta: non posso più sopportare di uscire di casa, entrare nel carro bestiame della metro, infilarmi in ufficio, uscire quando è già buio, tornare nel carro bestiame della metro, tapparsi in casa di nuovo. A volte senza nemmeno aver tirato su le tapparelle dell’appartamento
  2. la compagnia: io passo 10 ore al giorno con persone che non ho scelto, forse 2 ore al giorno con le persone che ho scelto, ma siamo già stanchi, assonnati, e la maggior parte delle volte dobbiamo  solo risolvere dei problemi Leggi il seguito di questo post »

Giù le mani dal mio week end e dal budget domestico

Closed for vacation, Dodeskaden

Questa settimana, va detto, ho di nuovo lavorato troppo e adesso sono ancora in ufficio. Purtroppo ho saltato il corso di cucito e anche il Pilates. Per il corso di cucito mi è dispiaciuto da morire, anche perché era la penultima lezione. Però, però, però: in questo modo ho scampato un altro fine settimana a rischio,  sono riuscita ad organizzare tutto con i miei collaboratori (devono lavorare tutti, e dico tutti, almeno sabato, la metà anche domenica, devono girare uno spot e tre intervista non in sede…) in modo che la mia presenza non fosse assolutamente necessaria. E… domani parto per un fine settimana al mare con il fidanzato e alcuni amici!

Dai, non si può avere tutto dalla vita, no?

A proposito di “avere tutto”: non ho fatto spese inutili, solo igiene dentale, qualche cremetta in farmacia e un manuale di cucito (bellissimo!)… Vediamo quanto spenderò nel week end, ma sono fiduciosa, campeggiamo e stendiamo le chiappe al sole. Leggi il seguito di questo post »


Il budget familiare de LaStancaSylvie

Golden pig on red velvet, Tooga

Scampato il pericolo di dover lavorare il fine settimana, ieri ho fatto il temibile cambio dell’armadio, ho pulito casa e ho impresso a fuoco nella mia mente due cose:

  1. Se compro anche solo 1 altra t-shirt mi merito il singhiozzo a vita, ho talmente tanti vestiti che dovrò cacciare il mio coinquilino di casa per auto-subaffittarmi la sua camera come armadio. Mi posso concedere solo 1 abito per il super matrimonio di due miei cari amici a luglio, non sopporto di essere meno elegante della sposa… no, nemmeno se è mia amica, che volete farci!
  2. Se il suddetto coinquilino non mi aiuterà a pulire seriamente dovrò pagare qualcuno che mi dia una mano. Già non ho tempo libero, se poi devo passare il sabato e la domenica a scrostare le mattonelle di pomodoro… Sì sì, lo so: che ci vuole a farlo fare al coinquilino? La fate facile… diciamo che… non è abituato? Diciamo che la madre gli ha sempre pulito dietro mentre sbriciola patatine sul pavimento al grido di fighiuzzo non ti preoccupare ci pensa la mamma che è l’unica donna della tua vita?

Questa mattina ho infine trovato in rete il modulo per la gestione del mio budget familiare (con tutti i file Excel che faccio al lavoro non avevo proprio voglia di costruirmelo da sola) e ho messo dentro le spese e le entrate relative al mese di maggio. Per la compilazione seguirò queste regole: Leggi il seguito di questo post »