Downshifting à la Sylvie # 3

Woman in bathroom, With Love Photography, Flickr

Senza preamboli vi dico subito che dopo aver passato una tenera e ludica mattinata a letto col fidanzato, mi sto preparando per la mia SPA casalinga:

  • scrub viso fai da te
  • maschera Weleda Amande (quando avrò finito questa ne autoprodurrò una)
  • depilazione con lametta (sì, sì, oltre ad essere magra di natura non sono nemmeno una che soffre di pelo irto e setoso… eh, so’ fortune)
  • doccia calda e lunga
  • automassaggio con gel Equilibra Aloe Vera (anche questo, una volta finito,  lo vorrei autoprodurre)

Nelle settimane scorse, inoltre: Leggi il seguito di questo post »

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LaStancaSylvie come Marilyn

 

Marilyn Monroe

Tutte le cose belle finiscono, solitamente un filo prima di quelle brutte, e mercoledì è stato l’ultimo giorno del corso di cucito.

Ho già tagliato un’altra gonna ma, soprattutto, ho rifinito la prima, quella che non scorderò mai: ho fatto l’asola a macchina al cinturino, l’ho tagliata con questo attrezzo buffissimo, che si chiama, appunto, taglia asole, ho scoperto che esiste un punto che si chiama punto biscia, che ho usato per rifinre l’orlo dello spacco e… zac, me la sono infiata per l’ultima analisi de LaSaggiaMaestra.

Anche io e le mie compagne ammiravamo, in modo chirurgico, davanti allo specchio la mia creazione (avevo peli sulle gambe, il calzino bucato, una magliettina minuscola del colore più sbagliato per la gonna sotto, ma ho imparato a non fare caso a certe stupidaggini, almeno in certi contesti): tutta la stoffa seguiva perfettamente le linee del mio corpo, la vita strettissima, i fianchi un po’ larghi, le mie rotondità e spigolature, fino a scendere perfettamente lungo la linea delle gambe ed aprirsi, sul dietro, con lo spacco, lasciando intravedere l’orlo interno, perfettamente rifinito con la stessa stoffa della fodera. Leggi il seguito di questo post »


Downshifting: LaSaggiaMaestra era un’impiegata

 

Figurine with toy sewing machine, Wendy Idele

A lezione di cucito, mentre cercavo di far andare dritta la macchina che faceva lo zig zag, ho carpito questo stralcio di conversazione:

AspiranteSarta: Mia madre cuce da quando ha 12 anni, ci credo che è bravissima.

LaSaggiaMaestra: Bah, io ho iniziato a 32 anni a prendere l’ago in mano, tutto sta nell’impegno e nella determinazione. Se ti piace e capisci che è quello che vuoi fare,  gli ostacoli li superi.

A 32 anni?? E io che credevo che fosse nata col centrimeto al collo! Blocco subito la macchina da cucire (ha un pedale proprio come un’auto!) e mi intrometto bellamente, tanto che dalla foga mi alzo in piedi.

LaStancaSylvie: Ma mestra! Ma davvero hai iniziato così tardi? Dai, raccontaci!

LaSaggiaMaestra: Non c’è molto da dire, in verità. Sono cersciuta in uan sartoria perché mia nonna e mia madre facevano le asolaie. Io quindi ho volevo fare una cosa completamente diversa, aghi, fili e mani che cucivano mi uscivano dagli occhi! Ho studiato, sono diventata impiegata in un importante studio notarile qui a Milano. Leggi il seguito di questo post »


LaSaggiaMaestra e il giudizio del corpo

Vanessa Beecroft, Barbie army

Che la saggezza e il buon senso non si imparino al lavoro in azienda, è ormai assodato. Che non puoi essere chi sei veramente in azienda è chiarissimo. Che tutti non facciamo altro che notare in noi e negli altri difetti non conformi a chissà  chi o a cosa, è lapalissiano. Che abbiamo tutti una fottuta paura dei nostri simili, tanto da non guardarci in faccia e non sfiorarci è esperienza comune. Bene. Per fortuna non è sempre e comuqnue così: non al mio corso di cucito.

Era tempo per la prima prova della gonna che io e le mie 6 compagne di corso avevamo imbastito.

LaSaggiaMaestra: Su, ragazze, spogliatevi e mettetevi davanti allo specchio, solo con con le gonne e il reggiseno, così vediamo insieme le correzioni da apportare e ognuna impara dall’altra. Leggi il seguito di questo post »


A lezione di cucito e di vita

Clothing pattern, CSA Images

Come già vi raccontavo, ho dovuto fare delle modifiche alla mia prima gonna: nessun capo viene perfetto al primo colpo, va sempre adattato al corpo che lo ho indosserà. E, grazie a Dio o chi per lui, ogni corpo è diverso. Al corso di cucito mi accingo dunque a fare la seconda prova della mia creazione.

LaStancaSylvie: LaSaggiaMaestra, mi sembra che adesso vada bene!

LaSaggiaMaestra: Non mi pare proprio: guarda, è larga in vita e anche leggermente sui fianchi, dietro alla cerneria fa ancora un difettino …

LaStancaSylvie: Wow, che pignola! sai che non lo avrei mai detto… ma ora che me lo fai notare, se stringo vita e fianchi di un paio di cm, la gonna mi calzerebbe a pennello …

LaSaggiaMaestra: Ah, ah, cara, non è che sono pignola, è che siete talmente abituati a comprare cose che il mercato vi spaccia per perfette che ormai non ne vedete più i difetti.

Se avevo bisogno di un altro esempio di quanto tutto il meccanismo in cui sono immersa mi rende cieca, beh, LaSaggiaMaestra me l’ha cucito addosso


La mia prima gonna: filo e saggezza

 

Dancer, CSA Images

Ieri ho provato la mia prima gonna. L’ho fatta tutta io. Non ci potevo credere, davvero, è stata una sensazione strana. Uscire di corsa dall’ufficio in tacchi, giacca e tailleur (era giornata di riunioni …), arrivare a scuola affannata, mettere via pc, smartphone, spegnere cellulare e prendere in mano ago, filo da imbastitura, gesso, squadra, forbici e ditale.

Cosa ho imparato:

1 aprire uno spacco e mettere una cerniera lampo

2 fare i punti un’imbastitura in diagonale

3 imbastire pences e contorni della gonna

4 applicare il canneté come cinturino

L’ho infilata con grosso sforzo, avevo anche paura di rompere le imbastiture e di aver lasciato qualche spillo in giro. Bisogna fare delle correzioni, ha detto LaSaggiaMaestra, perché ho fatto qualche sbaglio nell’attaccare la lampo e in più bisogna adattare meglio il modello al mio corpo:

sì, hai sbagliato qualcosa, ma sbagliare è necessario per capire perché devi farlo giusto, dalla perfezione non si impara nulla

noi cuciamo con dei modelli e delle figure di riferimento, poi ogni corpo è diverso e bisogna adattare il modello alla realtà, non come succede oggi, che si crede di dover piegare la realtà al modello

Insomma, anche ieri al corso di cucito ho mangiato filo e saggezza.


Il corso di taglio e cucito e LaSaggiaMaestra

 

Dressmaking form, CSA Images

Per i miei vecchi amici è cosa nota: io avrei voluto fare la sarta. Non la stilista: proprio la sarta. Ma ho sempre pensato che fare un lavoro intellettuale sarebbe stato più fico da raccontare, in più mi riusciva benissimo, quindi sono diventata una manager infelice. E pensare che potevo essere una sarta felice! (Ok, lo confesso: ho da sempre nutrito scarso interesse per la manualità e moltissima inclinazione all’inutile contemplazione delle idee …)

Ma visto che ho deciso di iniziare a pensare che è stupido credere che sia sempre troppo tardi per tutto, mi sono iscritta ad un corso del comune, praticamente gratis: Le basi del taglio e del cucito.

È iniziato il mese scorso e sono tronfia d’orgoglio per quello che sto imparando in queste tre serate settimanali, in cui faccio di tutto per volare via dall’ufficio all’improbabile orario delle 18.00 per arrivare puntuale alle 19.00, orario d’inizio delle lezioni. L’altra sera mi facevano male le punte delle dita dopo avere cucito per tre ore e mezzo. Ma sotto le mie mani qualcosa di tangibile stava prendendo forma, e non era esattamente la stessa cosa che spaccarsi le dita su una tastiera per scrivere mail prive di senso.

Ecco le cose che ho imparato: Leggi il seguito di questo post »