Back to NoNothing Inc.

Girly shirt militare

Lasciare casa è stato uno strazio. Ho pianto sulla spalla del fidanzato per 20 minuti prima di scendere le scale con l’attrezzatura. Vada come vada, io ti amerò sempre – Mi ha detto, mentre  mi asciugava le lacrime dal viso abbronzato. Vedi di tornare viva, amore mio. Con la morte dentro, scendo le scale carica delle armi che fino a ieri erano degli oggetti inutili, senza significato:

  • Copertura rigida e mimetizzante (Tailleur giacca-pantalone lino verde militare, Sisley)
  • Protezione podalica e mimetica  (Sandali marroni, Zara)
  • Un preciso 2,53 GHz Intel Core i5 (Mac personale)
  • Un veloce C3-00 (Cellulare aziendale)

Vengo caricata dopo poche miglia su un carro rotaia, pieno zeppo di prigionieri maleodoranti, anche  loro con le maschere a gas (occhiali da sole giganti, i miei sono Mango) dietro alle quali piangono per i figli, la famiglia che hanno lasciato a casa e che chissà quando e se rivedranno.

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Arrivano gli Americani a NoNothing Inc.

Un top manager dovrebbe farsi venire il panico perché la baracca crolla, perché ha perso un cliente, perché il suo braccio destro si licenzia, insomma, robe così.

E invece a NoNothing Inc. PollyCanna e GranCamiciaCifrata (IlPorcoPusillanime e’ in ferie in Brasile da 2 settimane,) vanno in panico per la visita INFORMALE di un partner di terzo grado americano. Soldi in vista? No. Investimenti possibili? Nessuno. Collaborazioni probabili? Niente di concreto. La vera ragione della visita? Uno degli azionisti del gruppo li conosce bene e ha detto loro di approfittare del viaggio di lavoro per venire a conoscerci. Ora, fra tutte quante le business unit che ci sono a NoNothing Inc. hanno scelto la nostra per una nobilissima ragione: e’ la più vicina al loro albergo.

Non so più quante mail da quanti dirigenti siano arrivate sull’argomento, due agende al giorno, abbiamo fatto una riunione plenaria in cui ci hanno spiegato chi sono e cosa fanno gli Americani, hanno acquistato una nuova macchina del caffè che sembra un’astronave e il corridoio d’entrata e’ stato ridipinto scegliendo l’elegante nuance celestino ospedale. Gia’ tre giorni prima PollyCanna e GranCamiciaCifrata erano inavvicinabili, professionalmente fuori uso perché tanto presi dai preparativi della visita. L’unica parola che si sentiva risuonare in tutti i device elettronici e nelle stanze da loro popolate era America.

Io ho dovuto preparare mille documenti, proiezioni economiche, showreel, ppt, ma non e’ questo cio’ che mi ha fatto andare fuori di testa. E’ stato piuttosto questo:

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I consigli de LaStancaSylvie: come lavare i piatti

 

Housewife, Bert hardy Advertising Archive

Da quando cucinicchio il fine settimana non faccio altro che lavare i piatti. Ho anche variegati attrezzi da lustrare, robe mai viste prima: rotelle per dolci, togli torsoli per mele, fruste, frullatori, dosatori, stampi per impasti, arriciaburro, setacci, mattarelli, bilance e meraviglie simili. Sono incredula io stessa. Cucinare mi faceva cagare tre mesi fa, adesso mi diverto come una rondinella fra le nuvole. Anche se non ci bevo su (beh, un bicchierino me lo sono fatto, ma non conta mica!).

Mi piace nutrire i miei amici e il mio fidanzato. Ma questo è un altro post.

Insomma, si spreca un sacco d’acqua se non si ha un metodo per lavare i piatti. Io lavavo freneticamente ogni volta che finivo di usare un attrezzo qualunque (o pensavo di poterlo fare…), così dovevo aspettare ogni volta che l’acqua diventasse calda e in più sciacquavo singolarmente tutto. La spungna, inoltre, restando per un po’ inattiva, vampirizzava il sapone. Brutto spreco, e solo perché non avevo voglia di pensare ad un’alternativa. Che poi già conoscevo, lo faceva mia nonna.

Quindi mi preparo:  vecchio cerchietto sui capelli sparati un po’ qua e un po’ là, adorabile grembiule (regalo fantastico di un’amica), Converse rotte del liceo, guantoni psico-verde in gomma extralarge  e…: Leggi il seguito di questo post »


Pop Muffins & Scrub Fai Da Te

Pop muffins, Bluecover

Mi sto trasformando nella perfetta casalinga della domenica, ma con uno stile tutto mio.

Mi alzo presto, faccio piano perché il fidanzato dorme e gli ospiti in sala pure. Il colore della mia pelle riflessa nello specchio del bagno mi dice di non mangiare cioccolata e di farmi uno scrub, santo dio. Seguo il secondo consiglio, del primo me ne infischio. Ho promesso muffins per tutti la sera prima a cena, tra brindisi e chupiti. Verrò piagata dal disonore se manco alla parola data da ubriaca.

La luce verde brillante che filtra dalla tenda in cucina mi dà la forza per affrontare tutto. Infilo: collant rosa fluo dell’anno scorso (Calzedonia, € 15,00)  + maglione oversize nero a stelle bianche giganti (H&M, € 17,00)+ ciabatte rosa e bianche stile Huggs con pon pon (Accessorize, € 26,00). Sembro uscita da un manga, solo molto meno carina e decisamente troppo vecchia.

I muffins non sono difficili, non bisogna essere precisi nel farli, bisogna solo sbattere tutto energicamente con la frusta, niente di minimamente simile alla crostata, che fu davvero una faticaccia. Quindi sento di potercela fare. Mi ero già fatta dare la ricetta: Leggi il seguito di questo post »