Downshifting?!

Andrew Brett Wallice, Business Woman sitting on toilet

Niente paura, niente pippone grammatical-filologico-socio-culturale-life-style: in inglese significa scalare marcia. Quindi vi chiederete: ma dove, ma perché, sei in discesa?

Dove: nella testa prima che nelle azioni.

Perché: perché da anni non sono più padrona del mio tempo e dei miei pensieri.

Sei in discesa: sì, drastica, nella vita. Vita che mi sto perdendo mentre rispondo a due cellulari e chiudo una pratica brieffando un’agenzia e preparando un budget di cui non so nulla ma che sto già spedendo con mille persone in copia nascosta, ascoltando le lamentele dei miei collaboratori e formattando una presentazione di 79 slide che ho fatto in pausa pranzo durante una call conference in inglese con il nostro referente russo in Francia.

Insomma, il downshifting si potrebbe chiamare anche “semplicità ritrovata”: vai ad abitare in un posto meno caro, fai un lavoro meno impegnativo e complicato, guadagni meno soldi, ma tanto ne hai meno bisogno e … in premio c’è un po’ di tempo libero. Per fare il cazzo che mi pare.

No no, non la faccio facile, è durissima ma non impossibile: se in 8 anni sono diventata un mostro, secondo me nella metà del tempo posso riuscire a tornare come prima. Una persona normale.

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21 commenti on “Downshifting?!”

  1. […] Il downshifting: questo sconosciuto […]

  2. r ha detto:

    Quanto hai ragione. Da dove si inizia?

    🙂

  3. orticellobello ha detto:

    eh, non sarebbe male, io lo farei!

  4. Antonella N. ha detto:

    Wow, sei una forza!!
    Complimenti!! Molte persone ci mettono una vita a capirlo!
    Antonella;D

  5. Lox ha detto:

    E già sembra facile, ma non lo è.
    Ma la cosa più importante è CREDERCI, perché tutto è possibile anche se non facile è POSSIBILE.
    Io ce l’ho fatta, o meglio ancora non sono stabile, ma ho mollato tutto!
    Ho venduto la mia azienda che andava a gonfie vele, la mia casa e ora sono davanti a tramonti magnifici e lavoro con le mie mani realizzando cose tangibili, non virtuali.
    Coltivo il mio piccolo orto, dipingo i miei batik, studio, addestro i miei cani e tante altre cose…
    All’inizio la depressione di aver fatto un passo falso, poi la vita ti riprende per mano e vai avanti meglio di prima.
    SMETTETE DI PENSARE, bisogna agire!

  6. E già sembra facile, ma non lo è.Ma la cosa più importante è CREDERCI, perché tutto è possibile anche se non facile è POSSIBILE.Io ce l’ho fatta, o meglio ancora non sono stabile, ma ho mollato tutto!Ho venduto la mia azienda che andava a gonfie vele, la mia casa e ora sono davanti a tramonti magnifici e lavoro con le mie mani realizzando cose tangibili, non virtuali.Coltivo il mio piccolo orto, dipingo i miei batik, studio, addestro i miei cani e tante altre cose…All’inizio la depressione di aver fatto un passo falso, poi la vita ti riprende per mano e vai avanti meglio di prima.SMETTETE DI PENSARE, bisogna agire!
    +1

  7. Diego ha detto:

    Anche senza essere drastici come Lox che è passato da proprietario di azienda a pittore di Batik, si può fare anche nel piccolo e nel quotidiano … guadagnandone tantissimo in termini di qualità della vita.
    Provare per credere !

  8. Mamma Cattiva ha detto:

    Yes. E ora chi ti molla.

  9. Clarita75 ha detto:

    E’ dura, ma solo iniziare. Poi non smetti più. E ne stra-vale la pena ;))) Un bacio, Chiara

  10. lev ha detto:

    bello.. davvero. ma se il downshifting te lo impone l’azienda per cui lavori e già non guadagni tanto, pur con 3000 qualifiche?

  11. Lishe Cairns ha detto:

    E già sembra facile, ma non lo è.Ma la cosa più importante è CREDERCI, perché tutto è possibile anche se non facile è POSSIBILE.Io ce l’ho fatta, o meglio ancora non sono stabile, ma ho mollato tutto!Ho venduto la mia azienda che andava a gonfie vele, la mia casa e ora sono davanti a tramonti magnifici e lavoro con le mie mani realizzando cose tangibili, non virtuali.Coltivo il mio piccolo orto, dipingo i miei batik, studio, addestro i miei cani e tante altre cose…All’inizio la depressione di aver fatto un passo falso, poi la vita ti riprende per mano e vai avanti meglio di prima.SMETTETE DI PENSARE, bisogna agire!+1
    +1

  12. HoSceltoUnAltroNome ha detto:

    ieri notte, in una delle mie solite sedute di balconing notturno ad ascoltare musica e a fumare, ho pensato a LaStancaSylvie e ti ho rivolto una domanda a cui necessariamente non potevi prestare ascolto….beh te la ripropongo: “in un processo di downshifting ha senso tendere ad aumentare la qualità delle cose che si fanno/ hanno piuttosto che eliminarle?” Sono un innamorato pazzo della vita di città e non so quanto l’allontanarmene mi aiuterebbe a migliorare la mia tranquillità…

    dal downshifting al highquality shifting?

    Nel processo di highqualityshifting c’è LaStancaSylvie!

    • LaStancaSylvie ha detto:

      Si’, Si’, Si’!!!!!!!!!!!!!!!!! E’ proprio questo secondo me! Chi lo dice che per fare downshifting si debba andare a vivere in campagna? O in paese? Ognuno deve trovare il proprio posto dove stare bene. Giusto: highquality shifting!
      GRAZIE
      LaStancaSylvie

  13. è la testa che deve cambiare insieme al resto, è il modo di pensare e di vedere le cose che si deve “snellire”!
    io sono “vittima” di un downshifting tanto forzato quanto involontario….ho fatto di necessità virtù e ho scoperto che “con meno si sta meglio”.
    come se ad una riduzione delle “necessità” materiali corrispondesse un aumento dello spazio mentale.
    Ogni volta che elimini qualcosa, riesci a vedere un pò più in là: come se spostando un oggetto ingombrante dal comodino scoprissimo che dietro c’erano altri 20 cm di mobile di cui non ci eravamo mai accorti e che possiamo usare come vogliamo.
    Sto scoprendo che le cose davvero importanti nella vita si contano sulle dita di una mano e che quando le soffochiamo con tutto il resto, con quello che pensiamo ci serva, allora non riusciamo più a rimanere in equilibrio.
    Per camminare dritti sul filo bisogna viaggiare leggeri.


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