Il male peggiore: Il ppt del Global Meeting

PowerPoint

Arrivo nella sala conferenze della sede centrale di NoNothing Inc. , nella capitale.

Ci arrivo dopo notti insonni, una settimana di vomito  (sì, da quel giorno non mi sono più fermata…) e una settimana di tortura psicologica alle prese con la preparazione del ppt che avrei discusso. Davanti ad una massa di sconosciuti in giacca e cravatta e tailleurs grigi. In inglese. Venticinque minuti.

Il ppt. Il ppt. È stato come redigere un testo sacro e politico, un documento filosofico in codice che risponde a leggi eterne e insondabili, alla portata solo degli illuminati appartenenti a caste inaccessibili. Sono arrivata alla versione 24. E senza capire un tubo di quello che facevo.

IlPorcoPusillanime: Ma no LaStancaSylvie, ma non puoi scrivere questo!

LaStancaSylvie: E perché no?

IlPorcoPusillanime: UUhhhffffff, perché in sala ci saranno anche quelli della BU UselessProducts, che storicamente fanno più o meno la stessa cosa nostra, cosa che noi non dovremmo fare, perché noi dovremo fare altro, siamo nati e ci hanno costituito per fare altro, solo che questo altro va male, quindi ci siamo messi a fare quello che come ben sai facciamo, ma in realtà non potremmo farlo assolutamente e loro sono davvero gli ultimi che dovrebbero venire a sapere cosa noi facciamo in realtà.

E non parliamo della formattazione. Gantt, link esterni, margini curati con precisione maniacale, box e forme, immagini e ombreggiature, ogni linea recante i pantoni esatti dei colori sociali. Amen.

GranCamiciaCifrata: Ma LaStancaSylvie, ti pare che i bullet della slide 18 siano allineati con quelli della slide 5? E la casella di testo con le keywords nella tavola 9 è di colore diverso da quella a pagina 23, inaccettabile, cioè, lì non è che ti puoi presentare con i documenti fuori regola, stai scherzando, ne va della nostra immagine. Il titolo della slide 14 rientra in maniera diversa da tutti gli altri e l’immagine dell’allegato 2 ha una trasparenza maggiore di quella nell’allegato successivo. I link delle reel sono allineati in modo diverso dai link dei promo, il diagramma di flusso relativo al traffico network  è troppo piccolo, il titolo della copertina non è centrato e ricorda bene: io odio il corsivo, il Verdana, il sottolineato e le tavole troppo colorate.

E pensare che pensavo di essere la migliore, o la peggiore, e dipende dai punti di vista, a fare i ppt.

Alle 21.03 del giorno prima della partenza per la capitale, chiudo il PowerPoint per l’ultima volta. Lo carico sull’ftp del Sacro Romano Comitato Organizzatore, dopo averli implorati singhiozzando di sostituire la mattina dopo la copia inviata alle 17.45.

E finalmente, si fa per dire, la copertina del mio ppt risplende sul telo gigante da proiezione alle mie spalle, nella sala conferenze, come anche sulla postazione monitor del lungo tavolo. Ho telecomando e microfono. Leggo il titolo e mi dico che è bellissimo. Recita:

Cosa noi facciamo in realtà

Rigorosamente in Verdana su fondo arcobaleno.


7 commenti on “Il male peggiore: Il ppt del Global Meeting”

  1. pattylafiacca scrive:

    Eh, te piacerebbe ! Mi sà che invece hai dovuto abbassare il capo, lavorare come una somara per esordire con una presentazione che, detto tra noi, non racconta niente di vero……. sbaglio? consolati, così fan tutti !

  2. Nanaros scrive:

    Questo post mi ha fatto ridere un sacco… anche perché io sono una fondamentalista dei ppt, lavori nei quali sfogo tutte le mie manie di controllo … Allineare, uniformare, ordinare, che meraviglia! E poi conosco molto bene il dire e il non dire di questi documenti. Ah, se lo conosco! Ma com’è andata la presentazione?

  3. Exodus scrive:

    Già è un grande dilemma: forma o sostanza. Magari ci illudiamo, speriamo, che in questa vita la sostanza, in qualche modo, per qualche miracolo, debba alla fine, in fondo, prevalere sulla forma ma solo troppo tardi, ben oltre l’età della pensione, ci si accorge che non è così. In fondo, anche in natura, alcuni animali sopravvivono e prosperano grazie alla loro capacità di mimetizzarsi, di sembrare ciò che non sono. Zero sostanza ma buona forma.

    Beh, forse fare un ppt senza capirci un tubo ma farlo bene rientra nel ciclo naturale della sopravvivenza e della prosperità. Basta non cercare di capire perché sia così, altrimenti si rischia la sanità mentale.

    Ciao🙂

  4. Marco scrive:

    Non se ne può più delle slide.. ma qualcuno che ne ha occasione, non ha il coraggio di sostituirle con creatività?

  5. Locomotiva scrive:

    Sai che pensavo? Gli manca una P. a ppt.

    Perché, fosse pppt suonerebbe Pa-Pa-Pa-Ta tipo ‘Il Giorno Più Lungo’ (O Radio Londra)

    E una slide tipo ‘Giovanni ha i baffi lunghi’ o ‘I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno’ ci starebbero perfettamente.

  6. widepeak scrive:

    cioè, sei nella capitale e io non ne so niente???!!!😉

  7. […] altri personaggi Il male peggiore: Il ppt del Global Meeting […]


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