Crisi: responso all’ultimatum de LaStancaSylvie

Flying china pig, Peter Dazeley

Il fine settimana mi è servito per riflettere. Ma non ho riflettuto. I pro e i contro della faccenda facevano a cazzotti nel mio cervello, niente era chiaro, niente lo è adesso. Sono da 35 minuti ferma davanti allo schermo che tergiverso. E per fortuna che mi lamento sempre di non avere mai tempo.

Venerdì mi chiama PollyCanna nel suo ufficio e mi fa accomodare:

PollyCanna: Allora Sylvie, ci siamo, abbiamo fatto le verifiche con le RU e con i controller, ieri ho parlato con GranCamiciaCifrata e dal prossimo anno possiamo darti un aumento di 200 euro netti e raddoppiamo l’MBO. Come da tua richiesta per rimanere.

LaStancaSylvie (sconvolta, ma non molla): Purtroppo avevamo parlato di 300 euro netti al mese.

PollyCanna (sorriso sornione e saputello): Andresti a pagare più di tasse perché sali di scaglione, il lordo sarebbe maggiore ma il netto inferiore. Abbiamo pensato a tutto.

LaStancaSylvie (scioccata, ma si aggrappa ad una speranza): Non si può proprio prima di gennaio 2012?

PollyCanna (alza le sopracciglia con stupore e maestria di gioco di sguardi): Beh, sai che mi stai chiedendo qualcosa di impossibile. Se vuoi per forza fare richieste impossibili la tua strada è un’altra, Sylvie.

LaStancaSylvie (seria, spiazzata, cerca un cliché ma non lo trova): Ok, va-va- bene. Grazie.

LaStancaSylvie si alza indugiando e imbuca la porta mentre PollyCanna la guarda con aria di sfida mista a soddisfazione.

LaStancaSylvie non se lo aspettava.

LaStancaSylvie aspettava il giorno in cui le avrebbero detto NO e lei avrebbe potuto fare il suo discorsetto e sentirsi autorizzata, dalla sua coscienza e dalla società, ad andarsene.

LaStancaSylvie ha un aumento e si sente sconfitta. Perché l’aumento le serve per il mutuo, ma se non l’avesse avuto adesso si sentirebbe più libera.

LaStancaSylvie pensa che PollyCanna, oltre che dal miglior parrucchiere, sia andata anche al miglior corso di empowerment aziendale: ma chi diavolo è quella bionda sicura di sé nel suo ufficio, che trafigge con lo sguardo e mi fa sentire una stracciona perfino quando sta zitta? E… e… il suo stupido BlackBerry?


19 commenti on “Crisi: responso all’ultimatum de LaStancaSylvie”

  1. AD Blues scrive:

    Magari non è nemmeno farina del suo sacco.
    Recita la parte che l’HR le ha suggerito di recitare.

    Comunque io sono un pragmatico: prendi i soldi e quando ne hai messi abbastanza da parte per la famosa casa sul lago, scappa.

    —Alex

  2. Sandro scrive:

    Cos’è l’ MBO?

  3. sesto rasi scrive:

    mi sembri consapevole che non potevi aspettarti l’azienda si atteggiasse a: ” sei più forte di noi, hai vinto, e quell’aumento siamo costretti a dartelo”.
    La scena accondiscendente del “brava sylvie, abbiamo deciso di muoverci al meglio perchè tu possa produrre contenta” ti ha un po’ spiazzato e lo sbigottimento ce l’hai perchè in fondo la vittoria teatrale, o al limite la sconfitta con scontro, ti avrebbero dato più soddisfazione immediata (almeno come te le immagini con la tua fantasia da sceneggiatrice…)

    Meglio badare al sodo (i 200 euri sono intanto ci sono e non ti impediscono proprio un bel niente: quando nella tua testa saranno acqusiti, cioè tra poco, sarà ora di cominciare a caricarsi a molla per altre richieste… se vorrai). Buona settimana

  4. Fabio scrive:

    Ovviamente se vuoi andartene puoi farlo lo stesso! Sei proprio sicura che avresti lasciato il lavoro se la zoccolona non ti avesse concesso l’aumento? Credi che ti avrebbe aiutato veramente la cosa? Secondo me, per scelte così, ci vuole prima di tutto una decisione personale. Poi gli eventi possono anche aiutarti, ma alla radice c’è la scelta. Quindi se vuoi andartene, vattene. Altrimenti rimani ancora un po’: in ogni caso 200 euro al mese per 14 mensilità sono 2800 euro l’anno, non abbastanza di sicuro per allietare in modo significativo la permanenza in quell’azienda ma neanche così pochi da buttarli via. Io fossi in te mi farei un altro anno e poi ciao ciao (ma i tempi li conosci solo tu!).

  5. ciskje scrive:

    …attenta gatta ci cova……hummmm

  6. Silver Silvan scrive:

    Ahem, lo dice anche il nome. Maiali. Mai ali. Quella foto è un nonsense.

  7. Locomotiva scrive:

    Piglia i soldi e scappa…

    O meglio, dato che hai abbassato il ritmo post-ultimatum, non farti fregare dal senso di colpa del ‘oddio, m’han dato qualcosa, do qualcosa’.

    Quelle duecento sono gli arretrati. Da qui in su ‘vedere soldi, dare cammello’

  8. Antonella scrive:

    Cara LaStancaSylvie, secondo me per essere davvero liberi bisogna saper resistere alla schiavitù del denaro. Ciao e buona fortuna! Antonella

  9. Exodus scrive:

    Ciao,

    io se chiedo un aumento mi dicono: quella è la porta…🙂

    Sai, penso tante cose circa la situazione che racconti ma naturalmente non le dirò perchè la vita è solo tua. Però è come se tu raccontassi di una vita che non è la tua, come una recita in cui interpreti un ruolo, come se tu fossi a teatro, ma quella parte è una parte appunto, come se non fosse vita. Allora mi chiedo: sei sicura di stare guardando nella direzione giusta, pensando nel modo corretto o in armonia con quella che è davvero la tua vita… E’ come se tu scrivessi della vita che ti passa a fianco…

    Se è così, comunque vada, non starai mai meglio di come stai adesso in una bella giornata di tranquillità. Se ciò ti basta, se una bella giornata di tranquillità ti appaga non avrai bisogno di cambiare pensiero (non vuol dire cambiare vita, è cosa che non c’entra davvero), ma se desideri di più e ti manca quel di più come se ti mancasse l’aria, allora…

    • Fabio scrive:

      Interessante Exodus, in particolare quando affermi che, cambiando vita, non si starà meglio di come si sta adesso se non si cambia (a meno di accontentarsi del dolce far niente).
      E’ un meccanismo che non mi è del tutto chiaro. Perchè mai uno dovrebbe cambiare per forza? Forse perchè il malessere lavorativo attuale è causato anche da se stessi, dal proprio approccio? E quindi facendo il salto verso una vita meno impegnata (lavorativamente) ci si portebbe dietro anche certi difetti che ci danneggiano?

      • Exodus scrive:

        Se si pensa che il problema sia il lavoro è facile risolverlo. Arrivi ad un punto in cui se non cambi esplodi, lo fai e basta. Non ti poni domande a quel punto, succede e basta.

        L’inganno è che (per comodità, perchè è semplice farlo, perchè è un bersaglio evidente) si da’ la colpa del nostro malessere al lavoro. Finchè succede non ci saranno cambiamenti.

        “Perchè mai uno dovrebbe cambiare per forza?”.

        Se uno sta bene non deve cambiare, anzi deve cercare qualche notaio che gli garantisca che non ci saranno cambiamenti!

  10. Fabiana scrive:

    Eh. Si potesse prescindere da ‘sta dannazione dello stipendio. Paris Hilton (beata vacca!) non ha di questi problemi. Ma il denaro (anche poco) ha sempre un grande potere: rinunciarvi e magari affrontare un periodo di incertezza, economica ed esistenziale, è un passo difficile, molto difficile. Non che io ne sappia qualcosa, eh… dico così per dire.
    E un po’ condivido il commento qui sopra: leggerti è sempre un piacere, e fa riflettere. Ma sembra di leggere lo script di un telefilm (se non lo è, ti ho appena regalato un’idea di business!). Un buon telefilm, comunque.

  11. Fabio scrive:

    @Exodus grazie della risposta, è come pensavo.

    “L’inganno è che (per comodità, perchè è semplice farlo, perchè è un bersaglio evidente) si da’ la colpa del nostro malessere al lavoro. Finchè succede non ci saranno cambiamenti. ”

    Siamo noi i responsabili, appunto, è il nostro approccio… quante volte penso che sarebbe bello rimanere sempre così come sono, ma in realtà non lo so veramente. Quante volte si pensa di essere a posto e di essere in grado di giudicare, decidere, fare ma non è così perchè poi, per un motivo o per l’altro, quando si riesce a fare un salto di qualità, ci si accorge sempre di quanto ci si sbagliava. E allora è vero che anche le difficoltà sul lavoro sono una prova da superare, un’occasione per crescere. E solo dopo essere cresciuti si può veramente decidere per il proprio e altrui (chi ci è vicino sentimentalmente) bene.

    • Exodus scrive:

      Nel tuo ragionamento però manca un aspetto essenziale, per me il principale: non siamo noi a decidere, la nostra vita non ci appartiene, il cambiamento arriva anche se non l’abbiamo invitato, nasciamo, soffriamo, cresciamo moriamo, non c’è nulla di statico. Lasciamo, siamo lasciati, impotenti. Abbiamo l’illusione di decidere. Quello che possiamo fare (e anche molto bene) è vivere la vita in cui siamo immersi, accettarla o rifiutarla. E’ quella la chiave di volta, cavalcare l’onda, che però non è nostra.

      Non si impara a creare l’onda si impara a farci il surf sopra. Può anche essere molto divertente, dipende da quanto sei diventato bravo con la tavola, se hai imparato le regole del surf, se non hai confuso il gioco del surf con altro, tipo la costruzione edilizia. Perchè se è facile scivolare sopra l’acqua (quando non è in tempesta), cercare invece di dare una forma all’acqua è un’impresa assurda.

      • Fabio scrive:

        Ciao, forse sarà per la mia giovane età (ho 31 anni) ma sicuramente anche per carattere e una certa convizione interiore, ma non riesco a concepire una vita in cui non decido.
        Io penso che piu’ si cresce, invece, e piu’ si arriva a capire e aumenta la possibilità di decidere. E’ vero che quello che c’è, c’è, e non si può far finta che non ci sia. Se c’è un onda, io in qualche modo ci devo convivere. La cavalco, la infrango, scappo, mi ci lascio trascinare, affondo, sono tutte espressioni della relazione che decido di vivere con essa. Ma io penso anche che la realtà abbia infinite possibilità e crescendo come persona, imparando e facendo esperienza aumentano la capacità di modellarla in qualche modo. Secondo regole che già esistono, questo sì, e che vanno studiate e accettate.
        Insomma, non penso che possiamo solo sfruttare quel che c’è e diventare bravi a farlo… possiamo anche cercare ciò che ci piace, solo dopo aver capito cos’è e aver tentato in tutti i modi di guadagnarcelo; possiamo decidere con quanto entusiasmo e a viso aperto affrontare la vita, perchè un conto è navigare fra placide acque e tempeste a vele spiegate, un altro lasciandosi trasportare: i risultati sono completamente diversi e non penso affatto che siano imprevedibili.
        Grazie dello scambio di idee, ciao

    • sesto rasi scrive:

      mmm..coincidenza, ma una parafrasi del tuo commento l’ho postato giusto ieri sera laggiù da me. Siamo decisamente d’accordo, così come concordo con exodus, le onde sono lì, o ci surfo sopra o vado altrove/a fare altro.
      Ma un dubbio mi viene: potrei sempre ritenere che farmi sbatacchiare dall’onda sia una prova da superare, altrettanto quanto lo sia imparare a non vedere una sfida in qualunque cosa. Per non parlare dell’imparare a cercare un comportamento medio tra questi due estremi.
      Mi sono ficcato in un loop di relativismo destrutturato…che però forse suggerisce qualcosa: che nessun ragionamento ci possa aiutare in certe decisioni?

  12. Fidelito scrive:

    Che discorsoni intellettualmente elevati che fate.. io penso questo: ho iniziato a leggere x caso i post di Sylvie perché scrive e romanza molto bene disavventure lavorative di una classe di professionisti, che per molti di noi sono diventate il pane quotidiano..e’ l’esposizione di una situazione che si ripercuote in lungo e in largo per la penisola..la chiave ironica e’ indispensabile, altrimenti chi se la filerebbe??? E’ la versione moderno-femminile di livello alto del vecchio intramontabile rag. Fantozzi..Se dovessi cambiare lavoro che cosa ci racconteresti poi Sylvie??? E poi, se potessi scegliere, cosa faresti nella vita?? magari l’hai già detto ma ho letto solo i tuoi post degli ultimi mesi..ciao a presto

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