Il Cliente ha sempre ragione…

Hand holding receiver of telephone, H. Armstrong Roberts

…anche quando è un gran Coglione.

Io normalmente non mi lamento troppo dei clienti (esterni, per carità, non interni al gruppo! Quelli li ucciderei), il vero problema sono i capi e i colleghi (e… me medesimisssima), come sapete. Ma a volte è inevitabile non riportare su queste paginette scrollabili cosa devono sentire le mie piccole e morbide orecchie (ehm… in verità ho delle orecchie a sventola spaventose, ma mi piace che mi immaginiate così: orecchie piccole e morbide, ok??).

Open space, LaStancaSylvie al telefono: stralcio di conversazione

ClienteX: Quando è pronto lo spot?

LaStancaSylvie: Il 7, dopodomani, come da vostre indicazioni che abbiamo fatto inserire nel contratto. (PollyCanna non è l’unica a non leggere contratti, vi stupireste, NESSUNO li legge davvero, un po’ come i quotidiani, ci si ferma ai titoli dei paragrafetti, n.d.r.)

ClienteX: Ah. E come ce lo date?

LaStancaSylvie: Consegniamo solo via ftp, come da contratto, per evitare lungaggini e spedizioni.

ClienteX: Via che????!!!! Dove lo devo far comprare?

LaStancaSylvie (con la giugolare ingrossata): Non deve comprarlo, chieda al suo IT.

ClienteX: Ma non possiamo fare le cose normali? Non abbiamo un… un… ppt, fft, insomma, quel coso là!! Noi facciamo detersivi(tutti hanno un ftp, solo che non lo sanno, ormai nemmeno provo più a dirglielo, per qualche oscuro motivo si incazzano, n.d.r. + la prossima volta gli chiederò delucidazioni sul suo concetto di normalità )

LaStancaSylvie: Ce lo abbiamo noi, non si preoccupi, vi diamo le chiavi di accesso e sarà semplicissimo scaricare il video.

ClienteX: Ma io voglio un dvd!!

LaStancaSylvie: Non c’è problema, solo che il dvd arriverà il giorno dopo.

ClienteX: Ma io voglio un dvd subito, ne ho bisogno per motivi interni!! (gastrointestinali?? n.d.r.)   

LaStancaSylvie (con la giugolare che, come un pitone, praticamente le avvinghia il collo): Le spiego: io le consegno il video e lo carico su ftp (ma poi: ma perché quando lo ha visto scritto nel contratto non ha detto NO, VOGLIO UN DVD? Ah già, non lo legge… n.d.r.). Poi masterizzo il dvd e lo spedisco a Roma. Il corriere lo consegnerà presso la sua sede, sollecitato dal pagamento della tariffa più veloce, quella Ali ai piedi, che mi costerà più di una giornata di un regista. Queste tre/quattro azioni, a seconda di come la si voglia vedere, NON possono essere svolte nell’arco della stessa giornata. È meccanicamente e fisicamente impossibile.

ClienteX: Ma io voglio un dvd subito!!

LaStancaSylvie (mentre lotta ormai per la sopravvivenza contro la sua giugolare): Certo. Potrebbe scaricarlo dall’ftp e masterizzarlo.

ClienteX: Senta, io sono Mister Laido- Il maestro del pulito, sono il cliente e  il dvd me lo deve spedire lei perché la pago, diamine!

LaStancaSylvie (imperterrita, paonazza, ma regge il colpo… e la giugolare, ormai tramortita): Certo. Ma davvero non so come fare: la sua sede è a Roma. La nostra a Milano. Non è colpa mia. Non c’è soluzione.

ClienteX: Non sarà colpa sua, ma è un suo problema e la soluzione la deve trovare lei.

LaStancaSylvie (accarezzando la sua giugolare come fosse un furetto): Mi scusi. Ha ragione lei, ho appena trovato la soluzione. Le confermo la spedizione e l’arrivo a Roma del video su dvd  contemporaneamente al caricamento su ftp a montaggio terminato.

LaStancaSylvie attacca la cornetta, chiama un suo redattore e gli dice di prendere un dvd vuoto, metterci dentro un file corrotto, nominarlo come lo spot, metterlo in spedizione veloce per la mattina dopo alla cortese attenzione del marketing manager di Mister Laido.

Se non c’è soluzione, non c’è nemmeno il problema.


13 commenti on “Il Cliente ha sempre ragione…”

  1. Exodus scrive:

    Ecco perché la vita oggi sembra una catena di Sant’Antonio a chi s’incazza di più: col file corrotto hai trasferito l’incazzatura da te a lui, adesso dovrà passarla a qualcun altro affinché non rimanga fregato.

    Finito il bel periodo post-vacanze in cui tutte le persone sembravano serene, sicure di sé ed invincibili, mi trovo ad affrontare torme di innervosite, non sono maschilista (o forse sì, basta non mettersi al guinzaglio per esserlo mi pare!) ma sta colpendo le donne. Infatti ho inserito nel mio programma di serenità quotidiana di non scambiare cortesie o mi strappano il cervello. Gli uomini invece sono i soliti str…, chi già da prima era str… ma str… scientifico, burocratico, non improvvisato, essere str… è una strategia di carriera o di sopravvivenza ma cmq utile ed efficiente/efficace. Qualcuno si salva ma, come me, non è in vena di scambiarsi cortesie, vuol solo godersi le ultime belle giornate in sacra pace.

    Io incontro clienti come quello ogni giorno ma per fortuna basta un fax o un indirizzo mail per spedire documenti. Lavoro in un settore cmq in cui in fondo sono fortunato, non devo inviare niente di particolarmente utile ma di abbastanza furbo. Ovvero, dato che lavoro con le pubbliche amministrazioni devo inviare qualcosa che permetta al mio interlocutore di sgravarsi da ogni responsabilità nel caso qualcuno chiedesse conto. Basta inviargli qualcosa che è inutile, ma nella pubblica amministrazione tutto è inutile, diventa utile solo nel caso di controlli, anzi diventa drammatico. Allora gli invio non ciò che serve, ma ciò che servirebbe in caso di eventuale controllo per restarsene con le mani pulite.

    Inviare qualcosa con cui l’interlocutore possa giustificarsi. La burocrazia è fatta così. L’attuale Ministro competente, non scrivo chi è perche col decreto intercettazioni basta che uno si svegli la mattina, chiunque, e chieda la rettifica per essere costretti ad intervenire sul blog entro 48 ore, dicevo che questo ministro ha complicato le cose in maniera inverosimile: ha talmente terrorizzato gli impiegati pubblici con la sua “statura” di economista e politico, nonché con minacce di licenziamenti ed altre sanzioni, che adesso gli impiegati stessi non muovono un dito se non sono perfettamente in sintonia con tutti i regolamenti. Il risultato, naturalmente, è la paralisi del sistema stesso. Basta uno sbilancio di € 0,0001 in un documento (dico sul serio) per iniziare una procedura di accertamento che costa soldi e tempo alle aziende e all’Amministrazione. Un tempo si prendevano la responsabilità e chiudevano ma con quel maciste al posto di comando chi volete che rischi una sanzione o di essere cacciato? Nessuno. Si rispettano le regole. Tutte le regole. Milioni di regole, visto che così si vuole ai piani alti. L’alternativa sarebbe eliminare le regole, ma siamo ad un punto che si potrebbe passare dalla padella alla brace, perché le regole i piccoli le seguono e le subiscono, i grossi o le inventano o le ignorano.

    Questo solo per dire che tutta la nostra Società è una catena di Sant’Antonio in cui lo scopo è di trasferire il problema su qualcun altro. Ho un appunto Silvie: se però parli sempre di ciò che non va, dell’assurdo, del grottesco, dell’inutile, del folle, questo ti rimane addosso, è esorcizzato ma rafforzato, non riesce a scivolare via. E’ una grande tentazione descriverlo, ma significa rivivere sempre lo stesso incubo, solo travestito da farsesco sogno di mezza estate.

    Ciao.🙂

    • LaStancaSylvie scrive:

      Ciao Exodus,
      probabilmente hai ragione! Ma il fatto è che non desisto dal narrare, cosa che mi procura una gioia immensa!
      Grazie, grazie sempre per i tuoi commenti.
      LaStancaSylvie

      • Exodus scrive:

        Ah ah… Ci facciamo le pere di narrativa folcloristico-aziendale eh?

        Allora ho ragione quando dico che il downsschifting è una balla perchè corpo e mente accettano e godono di tutto, vuoto o pieno, libero o occupato, purchè… piaccia, porti gioia, si ami ciò che si sta facendo! Nel tuo caso narrare la follia, non viverla, ma altrimenti la materia prima dove la prendi? Se guardi gli uccelli sul lago di gardo non ti si ispira come gli avvoltoio di No-Nothing!

        Ciao🙂

  2. Locomotiva scrive:

    bhe, no Exodus, c’è una grande differenza.
    La citava già Guareschi ai suoi tempi, quando faceva raccontini sulle sue vicende familiari.

    Che quando un caso comune viene raccontato e condiviso, non è più un caso comune personale, ma un problema di categoria. Ed è tutta un’altra cosa.

    • Exodus scrive:

      Io credo che la mente stia dove si ferma il pensiero. Se si ferma sul luogo di lavoro, rimane lì, non esce.

      Mi ricorda la disputa tra un saggio buddista e uno scrittore. Uno si teneva lontano dalle passioni, l’altro ne traeva linfa per la sua scrittura, e non voleva nè poteva rinunciarci.

      Dato che raccogliamo ciò che seminiamo, uno ottenne la pace, l’altro l’ispirazione per scrivere. Al tempo stesso, il primo non scriveva e il secondo non aveva pace.

  3. pattylafiacca scrive:

    E così si fa ! Mentre ti leggevo, a metà post, pensavo proprio a quella soluzione…bisogna dare alle persone quello che voglio, tutto lì. Contenta te , contento lui e se non si apre il file non è colpa tua ma un problema suo….. e avanti un altro

  4. ciskje scrive:

    lavoro da 12 anni in customer care…..ti adoro!!!!😀

  5. ToNoir scrive:

    Il cliente ha SEMPRE ragione, anche quando ha torto marcio. Questo è quello che ci insegnano nelle aziende. E noi da bravi soldatini obbediamo…..più o meno.
    Grande Sylvie, sei un esempio di creatività.

  6. AkaiSuisei scrive:

    Hehehehe…Consideriamo la sua incazzatura con te come preventiva.😉
    In fondo, prima lo era te senza motivo. Dopo che avrà ricevuto il dvd?… Io lo dico sempre: sei incazzato con me per niente o a torto? Tanto vale darti un buon motivo per incazzarti sul serio. Grande Sylvie!!!😀

  7. Zoppas scrive:

    Eh eh, sono solidale con te😉


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