Lettera aperta a ErNeanderthal

Woman licking envelope, Aaron Cobbett

Da: Sylvie, LaStanca <LaStancaSylvie@nonothinginc.com>
Date: 22 settembre 2011 18:37
Oggetto: DIVIDI’ e lavori vari
A: ErNeanderthal@nonothinginc.com
Cc: PollyCanna@nonothinginc.com

Gentile ErNeanderthal,

rimarrà sicuramente stupito dalla mail (mail = questa lettera qui che vede sul monitor). Non parlerò infatti del DIVIDI’ e delle miriadi di compiti che mi vengono assegnati da lei. O meglio: sì ne parleremo, ma solo per dire che non ho più intenzione di fare alcunché. I 12 video (video ≠ dvd, video =  serie di immagini in movimento con un inizio e una fine, a prescindere dal supporto dove si trovino: internet, tv, dvd…) che dovevamo montare li abbiamo montati, e questo è quello dice il contratto. Tutto il resto sono favori che non posso più farle. Ecco, argomento chiuso.

Le assicuro che non è mia intenzione mancarle di rispetto, ma credo che una persona debba avere in primis rispetto per sé, e per fare questo ho davvero bisogno di dirle quello che penso: potrebbe essere un’esperienza nuova anche per lei, lei che la verità non se la sente dire da nessuno, almeno in questa azienda.

Come ha avuto modo di apprezzare da febbraio ad oggi, io sono una persona pragmatica e precisa, a tratti maniacale, ed è per questo che vado per punti:

  • tutti qui, dai fattorini ai dirigenti, hanno paura di lei perché è Amico d’infanzia dell’Azionista maggioritario: sappia che non le ubbidiscono per dedizione o ammirazione, ma solo perché temono che possa fare una chiamata al suo migliore Amico e farli licenziare
  • il fatto di essere l’Amico d’infanzia dell’Azionista maggioritario è la sua unica qualità che viene presa in considerazione: nessuno si interessa veramente a lei, valuta le sue proposte, la tratta come un vero professionista, anzi,  nessuno sa che lavoro faccia
  • ad ogni sua annunciata visita, la gente tenta di scappare, nascondersi, fa voti alla Madonna, medita, finge svenimenti, prende tranquillanti, ha crisi apoplettiche, si mette a piangere in corridoio, ingoia pallotte di carta grandi quanto pugni, batte la testa sulla macchinetta del caffè: lei è visto come un essere invincibile per riflesso del suo Amico, appiccicoso come la bava di una lumaca, una condanna che quando ti prende non ti molla più, insomma, una vera disgrazia 
  • una persona della sua età dovrebbe essere considerata un modello di saggezza, equilibrio ed esperienza, invece tutti pensano che sia un raccomandatello capriccioso, un rampolletto insopportabile, un grottesco Amico di papà 
  • lavorare per lei è impossibile: non conosce questo ambiente, non ne conosce la lingua (monitor ≠ televisione, monitor =  schermo attaccato ad un qualcosa che fa vedere quello che c’è dentro a quel qualcosa), i tempi, le peculiarità; se ha voglia di continuare a sfruttare la sua unica fortuna, si faccia almeno spiegare cosa facciamo, sarà meno rivoltante per noi e più gratificante per lei
  • io lavoro per la persona che ci legge in cc, non sono una sua dipendente e ho appena smesso di sgobbare da febbraio gratis per lei, che mi dà ordini discordanti, incomprensibili e degradanti (no, dal calzolaio non ci sono andata) senza poterlo fare formalmente
  • lei non paga mai: faccia come vuole, ma qui tutti pensano che sia una cosa disonesta (lo credono anche i disonesti, e qui dentro ce ne sono a pacchi) e, nel suo caso, davvero senza dignità
  • parli pure con l’Azionista maggioritario, mi faccia licenziare, io prima o poi mi troverò un altro lavoro perché sono una professionista (senza contare che proverei a fare causa), e non perché il mio migliore Amico possiede un impero (il mio in realtà fa il parrucchiere in un salone di proprietà di qualcun altro: incredibile, vero?)
  • non sa che gioia si provi nel poter apertamente dire la verità
  • … ma lei, che lavoro fa?
LaStancaSylvie
Editorial Coord.
NoNothing Inc.

13 commenti on “Lettera aperta a ErNeanderthal”

  1. martinalamatta scrive:

    e con questa direi che possiamo mettere una bella pietra sopra sul il suo ego.
    magari una bella lapide.😄

    • ImpiegataSclerata scrive:

      Perchè? Dici che capirebbe e comincerebbe a vergognarsi? Ho il sospetto che gente così non ci arriva perchè ha passato tutta la vita a calpestare gli altri e ormai lo vede come un diritto acquisito di essere riverito obbedito vezzeggiato qualunque boiata chieda.

      • martinalamatta scrive:

        no no, sicuro che non cambia modo di comportarsi… ma forse c’è speranza che ci rimanga così MALE che non ribatta nulla! non sottovalutare la mattonata della mancata sudditanza (che è data così per scontato che è IMPENSABILE che qualcuno si ribelli)!

  2. Locomotiva scrive:

    Se è come quelli che conosco io, rimarrà segretamente traumatizzato dallo scoprire che non basta schioccare le dita. La cosa lo sconvolgerà nel profondo.

    Andrà a rompere le balle a qualcun altro con cui funziona ancora la magia.
    Senza rimpiangere niente, senza pentirsi, senza neanche lamentarsi (perché poi dovrebbe spiegare perché), semplicemente svicolerebbe per tornare dove tocca.
    Per dimenticarsi la vertigine di essersi trovarsi oltre il baratro, senza appigli.

  3. ondalunga scrive:

    io voglio leggere la sua risposta…sempre che sappia scrivere….

  4. Silver Silvan scrive:

    In un piccolo paesino muore il parroco: gli abitanti si riversano commossi davanti al suo letto di morte, chi piangendo sommessamente, chi soffiandosi rumorosamente il naso, chi parlando sottovoce.In un angolino, l’anziana perpetua si dispera e geme in modo straziante. Quelli delle pompe funebri arrivano con la cassa e uno di loro, commosso, si rivolge alla perpetua e le chiede: “Vuoi dargli un bacio, prima che lo metta dentro?” E la poverina, scoppiando in lacrime, esclama: “Me lo diceva sempre anche lui!”

  5. AD Blues scrive:

    Ma le saprà leggere le mail?😀

    —Alex

  6. Fabrizio scrive:

    Sylvie, ha fatto una gran cosa. E questo a dispetto di tutti coloro che si stanno ‘cagando in mano’ al posto tuo (senza motivo quindi!). Nella vita quando ce vo’ ce vo’.
    Lascia che racconti un aneddoto che mi ha riguardato negli anni passati. Nel 2000 rimasi senza lavoro, venivo da un’esperienza professionale da responsabile, e purtroppo pero’ la societa’ presso la quale lavoravo improvvisamente decise di chiudere tutti i suoi punti vendita in Italia.
    Trovai impiego presso un’azienda locale, di quelle dove il padrone/capo ha l’ufficio a pochi metri dal tuo, e dove tutti, per le paure piu’ astruse, facevano ore ed ore extra senza fiatare, pena senno’ le ritorsioni su ferie, permessi e compagnia bella.
    Ero ‘in rodaggio’, ufficio tecnico, grafico disegnatore, assunto da pochi giorni. Un pomeriggio mi trovo in ufficio da solo, gia’ l’ambiente non mi piaceva per quel poco che avevo potuto vedere, bene: squilla un telefono, che non era il mio, ed io, vista la mia educazione, non mi sono sognato di andare a rispondere, in quanto NESSUNO me lo aveva lasciato come incombenza. Ma senza pensare a null’altro che a non mancare di rispetto ad alcuno, impicicandomi degli affari suoi. Non passano nemmeno 5 minuti, che sento dal piano di sotto inveire ed urlare a destra e a manca, il capoccia/padrone, che smadonnava sparando frasi di tutti i tipi su ‘quel deficiente che non risponde al telefono’. Ed io, al momento, nella mia (allora) ingenuita’ manco pensavo che ce l’avesse con me. Passano pochi istanti e me lo trovo in ufficio, io stavo lavorando , nemmeno finita la pausa pranzo. E questo comincia: “Ue’ ascolta testina, quando suona un telefono, devi rispondere te capi? Cosa giochi a fare il tonto? Ve che la luna di miele poi finisce fra qualche giorno, e si inizia a pedalare sul serio…’.

    Bene, al momento non avevo altre prospettive in vista, venivo da una bella ‘botta’, il licenziamento per chiusura dell’azienda precedente, ma in 4 e 4 otto non ho esitato. Fra me e me mi sono detto che non ce l’avrei potuta fare a stare li un minuto di piu’, a tollerare certa arroganza, nemmeno a fronte del piu’ lauto stipendio che ci potesse essere e, visto che ero ancora nei 45 giorni di prova, mi sono recato da una delle segretarie e le ho chiesto gentilmente di prepararmi una lettera di ‘commiato’ (che poi, appunto essendo in prova, nemmeno serviva…). La prassi voleva che il dipendente la dovesse firmare al capoccia/padrone nel suo ufficio. Uno spauracchio? Chi lo sa, dopo una mezz’oretta mi chiama lui, abituato a smerdare tutto e tutti, ed inizia lo sfotto’, ma con un risvolto che nessuno avrebbe mai immaginato: inizia con frasi del tipo ” cosa pensavi che fossero tutte rose e fiori ?” e via dicendo, e finisce con la plateale “se pensi che io paghi le mie segretarie per scriverti le letterine di dimissioni, sbagli di grosso…”.
    A questa affermazione, e mentre sto ponendo la mia firma in calce alle dimissioni, armato di tutta la mia educazione, ma forte di una insperata sicurezza lo guardo negli occhi e gli pronuncio poche parole: “ehi coglione, dici che io a 28 anni non ho capito come funziona il mondo del lavoro? Beh puo’ essere , visto che tu a 50 e passa anni non hai ancora capito come si trattano le persone. Se pensi di fare quel che ti pare con gli altri, sono fatti tuoi, con me mi dai del lei, firmi questa lettera, e te ne torni a giocare al capo nel tuo ufficio. Se gli altri si fanno mettere i piedi in testa da uno come te, sono fatti loro, con me sicuramente non lo farai.”
    CHE LIBERATA !!! Lui? Dopo qualche istante, rimasto inebetito dalla cosa, inizia quasi a scusarsi, io prendo la porta, e torno in ufficio a prender su le mie cose.
    Saluto i ragazzi, ottimi ragazzi, e li lascio dicendo quello che penso, ovvero che erano ottimi disegnatori, sprecati e sfruttati in un posto come quello. Arrivano un paio di segretarie ad abbracciarmi e ancora incredule: nessuno, NESSUNO , in tanti anni si era mai licenziato, nessuno aveva mai avuto il coraggio di farlo, e soprattutto di parlargli cosi. Lui? Mi dissero che era ancora nel suo ufficio, con la lettera in mano. La cosa piu’ bella?
    Qualche mese dopo sono venuto a sapere che i due ottimi ragazzi , colleghi disegnatori, se ne erano andati, fra mille sue imprecazioni, ed avevano aperto una societa’ per conto loro. Io ? Io ho fatto altre esperienze lavorative, non sono morto di fame, e tutt’ora lavoro a tempo determinato, con tranquillita’, serenita’ e sicuro di aver fatto la cosa giusta !!!
    Bisogna lavorare per vivere, e’ vero, ma mai, MAI vendere la propria dignita’ per 4 soldi !! Il lavoro se uno vuole, se lo trova, o se lo crea: una volta che invece si abbassa la testa, se non si rinsavisce, la si abbassa per sempre.
    Grande Sylvie, sempre piu’ tosta !!!

    • Silver Silvan scrive:

      Mio nipote ha fatto una piazzata simile al suo boss: in più gli ha sparecchiato la scrivania, cosa che gli ha dato più gusto di tutti, a suo dire. Da allora, lo amo. Ha subito trovato un altro lavoro, migliore del precedente, naturalmente.

      P.S. Spero che il signor ErNeanderthal non abbia figli: è risaputo, ErNeanderthalis pater …

  7. […] altri personaggi Lettera aperta a ErNeanderthal […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...