LaStancaSylvie e il mostriciattolo

Mostriciattolo, labottegadelleregine.splinder.com

A volte succede e basta un niente. Quella sensazione limpida di chiarezza che improvvisamente sale alla coscienza. E sembra che non ci sia altro da fare, la strada e’ segnata.

Lunedì 18 – Uffici di NoNothing Inc. – primo pomeriggio

Ci viene confermato un grosso, grosso progetto di comunicazione cross a tutte le piattaforme, con minisiti, serie di video virali, spot, articoli, blog, app e widget. Bene, direte voi. Eh no! Dico io. Dopo i licenziamenti (dall’anno scorso fino a giugno pare che non abbiamo fatto altro) io ho meta’ staff e non riesco a cavarmela così. L’ho fatto presente a tutti i miei capi mille volte per cercare AIUTO e l’unica cosa che GranCamiciaCifrata ha saputo dirmi e’ di usare il pensiero laterale!!!

Arriva dunque via mail la conferma della chiusura dell’accordo, con contratto in firma alle parti in allegato. Leggo le tempistiche di consegna di tutto il materiale e svengo sotto la scrivania. Avrei bisogno del doppio delle persone per portarla a casa in modo mediocre e senza dover pensare di dormire sul set o in ufficio. Schizzo come un proiettile daPollyCanna.

Mentre salgo le scale sento che mi è spuntato all’improvviso un mostriciattolo di rabbia nello stomaco, un mostro di stanchezza, di insoddisfazione, impotenza.

LaStancaSylvie (bussa ed entra senza aspettare): PollyCa-

PollyCanna (con l’orecchio in adorazione sul BlackBerry): …e così e’ salvo anche il mio MBO e poss- LaStancaSylvie!! – scusa, ti richiamo dopo – click. Allora, cos’è quest’impeto?

LaStancaSylvie (che non si lascia distrarre dall’incarnato perfetto e leggermente abbronzato della sua inetta cappa, illuminato da pendenti dorati che stanno benissimo anche con quella sua coda alta, ormai quasi ossigenata): Ho letto il contratto del nuovo progetto (pensa: sì, perché IO li leggo …).

PollyCanna (sfodera sorrisone): Capito che colpaccio? La nostra salvezza!

LaStancaSylvie (pensa: la salvezza del tuo MBO, stronza): Bene ma… Io non ho le persone per farlo in assoluto e soprattutto in quelle tempistiche folli. Devo prendere dei freelance, praticamente uno staff parallelo.

PollyCanna: E’ escluso: l’utile non deve scendere e lo manteniamo solo se usiamo lo staff interno.

LaStancaSylvie (volto tirato, più disperata che incazzata): PollyCanna, ti giuro sulla mia testa che e’ impossibile, anche se lavorassimo senza mangiare e dormire!!

PollyCanna (col broncio da bambina e pure un filo di incazzatura nella voce): Non capisco come mai tu abbia sempre questo atteggiamento distruttivo e critico, anche di fronte alle splendide notizie.

Ed ecco che il mostriciattolo della rabbia, della stanchezza, e ora del disprezzo, aumenta di dimensioni.

Dopo aver dovuto licenziare dieci dei miei collaboratori precari da anni, accettare che gente come LaMortaFelice o IlCavaliereMuto abbia invece un bel posto fisso sotto al culo, dopo avere visto con i miei occhi che le note spese dei capi superano il mio stipendio, e di molto anche, dopo che mi si chiede anche di pulire, dopo avere dedicato a questo posto di merda tutta la mia vita per quattro anni per cercare di fare meglio il mio dovere e contribuire a salvare il progetto, dopo che vedo costantemente l’ignoranza e l’approssimazione della classe dirigente, le assurdità che combinano e i soldi che dilapidano in minchiate … Beh, non c’ho davvero più visto. Ed e’ successo. Una piccola scintilla come tante ha provocato la deflagrazione nel mio cervello.

LaStancaSylvie, dopo aver udito le parole pronunciate attende un attimo, guarda al cielo, inspira, si siede davanti a PollyCanna ancora corrucciata e poi dice, con calma:

LaStancaSylvie: Ascoltami.

PollyCanna tenta di raggiungere Il BlackBerry, pensando di cavarsela distraendosi come fa di solito, ma LaStancaSylvie le blocca la presa appoggiandole la mano destra sulla sua gelida manina e il gelido apparecchio di s-comunicazione.

LaStancaSylvie: Ascoltami.

PollyCanna ha l’aria di una damigella medievale minacciata nella sua purezza da un decrepito e schifoso corteggiatore. Broncio indignato, sguardo sprezzante con una punta di noia.

LaStancaSylvie (la fissa negli occhi, voce pacata ma carica): Stavolta non cercherò di portare avanti le cose comunque, facendo sacrifici per cui non vengo pagata e chiedendo ai miei collaboratori di fare altrettanto. Ti parlo molto francamente, mi sono rotta i coglioni (qui PollyCanna ha un sussulto, uno scossone). Questo posto non funziona, in niente: chi e’ assunto non fa un cazzo e occupa il tempo a capire come fare a lavorare ancora di meno, i precari devono portare avanti tutto e noi li lasciamo a casa, quello che sarebbe davvero importante passa in secondo piano mentre andiamo dietro alle stronzate. Basta. (LaStancaSylvie molla la manina e il BlackBerry, PollyCanna ha un’aura di elettricità inorno).

PollyCanna (trema di rabbia, le mani perfette sono strette in un pugno): Non permetterti MAI più di rivolgerti a me in questo modo. Non ti conviene.

LaStancaSylvie: PollyCanna, non voglio mancarti di rispetto, ma stavolta non posso farlo. Ti parlo come non avrei mai pensato di fare fino a 15 minuti fa. Se vogliamo darci un’altra possibilità o mi dai le persone che chiedo oppure rassegno le dimissioni. Non voglio vivere mesi al collasso. Basta. Devi decidere tu.

LaStancaSylvie si alza e piano piano se ne va.

PollyCanna deve ancora rivolgerle la parola.


41 commenti on “LaStancaSylvie e il mostriciattolo”

  1. ImpiegataSclerata scrive:

    Urka!

  2. Exodus scrive:

    Uh! Ti do ragione in tutto tranne che nello scoppio di rabbia. Fotografi benissimo la situazione dei precari ma poi ti ribelli a quella che è la situazione, sarà umano ma non è saggio. Viviamo in “questo” mondo, non è detto che debba piacerci o cambiarci, ma questa è la realtà del “ciò che è”. Accettarlo può anche voler dire disprezzare ciò che ci sta intorno, ma non scontrarci con esso.

    Se ti va dai un’occhiata al mio ultimo (lunghissimo) post che parla della vita come di una partita infinita, che cmq dobbiamo giocare in un modo o nell’altro. Penso sia la migliore strategia, certo dipende dal tipo di personalità, ma mi sembri abbastanza ironica e disincantata per accettarlo.

    Io scriverei subito un’e.mail di scuse al tuo capo, magari ti si aggroppano le budella, ma, come mi diceva un predicatore cristiano: “un po’ di santa ipocrisia non uccide”. Anzi, l’arma migliore che abbiamo in questo folle mondo è il disinteresse reale camuffato da interesse. Ma deve essere reale, essere spiritualmente liberi e non legati a queste inezie materiali, di un mondo che cmq vada è desttinato al degrato. Ciò che conta è che il tuo spirito sia sereno, quello non degrada.

    Io scriverei ribadendo la mia disponibilità e porterei avanti un progetto che può anche risolversi in un disastro, ma tanto il disastro può arrivare lo stesso per qualunque motivo. Magari poi ti va tutto bene, chissà! E poi, non hai cose più importanti a cui pensare, tipo la casa da comprare, la famiglia da costruire? Porta avanti il progetto, troppe cose crediamo dipendano dai nostri sforzi, soprattutto nel lavoro, e poi vanno avanti da sole o si devastano da sole.

    Resto in ascolto.

    Ciao

    • LaStancaSylvie scrive:

      Io temo di essere arrivata ad un punto in cui, sebbene conosca le regole del gioco alla perfezione, non riesco più a passare sopra all’ipocrisia, mascherandola da tattica. Il mio mondo deve essere più semplice, l’ipocrisia deve rimanere ipocrisia.

      Corro a leggere il tuo post!

      LaStancaSylvie

  3. AD Blues scrive:

    Non lo so se sarebbe poi tutta questa soddisfazione…
    magari sarebbe proprio quello che vorrebbero LORO ed io francamente preferirei schiantare piuttosto di dargliela vinta…

    Nooo, non sono orgoglioso… è che mi disegnano così!😉

    —Alex

  4. ImpiegataSclerata scrive:

    Non si può essere mobbingzate in eterno….

  5. Brocheor scrive:

    Hasta La Revolucion! Siempre!
    Beh in questo frangente non potevi fare di meglio. Ammirazione.

  6. aleamodoleamodo scrive:

    Ben detto, che diamine! Non si può mica spremere il sangue dalle rape!
    Hai fatto bene a rifiutarti, tanto poi troveranno sempre il modo di addossarti la colpa…

  7. Hai fatto benissimo!
    E che diamine, mica si può piegare la testa ogni volta!

  8. aritmia scrive:

    quello che ho visto sulle tempistiche impossibili mi ha insegnato che gli operativi (noi) pensano sempre di non farcela e che i capi siano dei cog****i di grandi dimensioni. salvo poi che le tempistiche vengono sempre rispettate e i progetti (bene o male) portati a termine. allora, chi è più cog****e?

    alla fine, accoglieranno le tue dimissioni oppure ti daranno un cospicuo aumento? ce la giochiamo?

    • Sab scrive:

      Beh i tempi vengono (forse) rispettati se la manovalanza si mette a lavorare 15 ore al giorno. Se lo fa, i cog***i sono loro. Io esco dopo le mie 8 ore (al limite 9) e se non riesco a finire in tempo dico “ve l’avevo detto”. Dopo 1 o 2 volte cosi’, le tempistiche si allungano. Rimarro’ sempre una “manovale” ma non me ne frega nulla di fare carriera, la mia vita NON e’ nell’ufficio ma fuori.

  9. wp scrive:

    beh, sei stata anche gentile

  10. Fabio scrive:

    Per quanto mi riguarda hai assunto una presa di posizione sfoggiando una gran classe. Devi essere orgogliosa di te, della tua pazienza, fermezza e coraggio mostrato. Magari ci fosse un po’ più di gente che pensa valga ancora la pena parlare chiaro e schietto, come hai fatto tu. Oggi tutti giocano al risparmio e a salvarsi le chiappe. Tu invece hai capito che qualche graffio uno se lo deve anche fare quando si lotta per una giusta causa…
    Tempo fa a me è successo di parlare chiaro più di una volta (per motivi diversi ma che vedevano me essere quello che ci rimetteva). Il risultato è stato una maggiore considerazione, rispetto e anche un po’ di timore da parte di quelle persone che ho affrontato di petto ma sinceramente. In bocca al lupo che ora potrebbe essere il momento della tempesta, ma vincerai se mantieni la rotta, come insegna Perotti.

  11. Stefano scrive:

    Niente succede per caso

  12. pattylafiacca scrive:

    Eh no eccheccacchio ! Loro lavorano coi piedi tanto sanno che poi c’è chi si smazza la mole e tu ti dimetti ?! No no mia cara, il gioco deve essere al loro livello….Dalla prossima settimana ti viene un’inspiegabile quanto acuta lombosciatalgia accompagnata da vertigini che ti impedisce intanto di andare in unfficio per almeno 10 gg e poi su ordine tassativo dle medico non puoi nè leggere nè tantomeno lavorare al pc da casa. Che sfortuna !!! proprio adesso che c’era questo lavoro importante !!! Dai ti prego fallo !!!

  13. AkaiSuisei scrive:

    Ad averne la forza….Pattylafiacca ha avuto una bella idea…. Ma temo che la loro mente machiavellica potrebbe partorire di ben peggio. Ma è un momento un po’ critico. Forse è meglio pensarci per bene…e fare due conti molto selfish, my dear. Prima tu…poi tutto il resto. E’ uan questione di sopravvivenza, mica cattiveria, sia ben chiaro….Non so…In questo momento sono un po’ confusa. La follia altrui mi spiazza davvero ultimamente…Sto bene a bagnomaria nella mia…..😉

  14. pentapata scrive:

    anvedi !
    capitasse da me, farebbero finta di nulla ti farebbero fare il lavoro-salvezza e poi in un momento di down ti farebbero le scarpe. ammazzali!!!

  15. Exodus scrive:

    Dalle nostre risposte emerge quanto siamo uno diverso dall’altro, anche in un blog che dovrebbe essere rivolto a persone con interessi e curiosità un po’ in comune. Sarà questa la bellezza dell’Italia ma in questa situazione, in un paese come il nostro, l’unica strada percorribile è quella individuale, il “si salvi chi può e con i mezzi che ritiene più opportuni”.

    Silvie, vai dove ti porta il cuore e in bocca al lupo.

  16. Fabrizio scrive:

    Era ora !! Non si puo’ vivere in eterno, rincorrendo sempre in affanno compiti ed obblighi oltre le nostre possibilita’. Certo, c’e’ la crisi (ma c’e’? o sono balle, visto che i luoghi di villeggiatura sono sempre stipati di gente all’inverosimile….) ma in nome di un posto di lavoro non si puo’ svendere la propria vita e la propria dignita’. Anche perche’ comunque, molti dei soldi che poi uno guadagna rimanendo in posti che logorano l’esistenza, vengono spesi nell’immediato futuro in cure, medici, visite, per malanni causati proprio dal lavoro stesso. Conviene di piu’ portarsi a casa 1500 euro al mese ed essere incazzati da mattina a sera, rischiando (e molte volte raggiungendo!) l’esaurimento nervoso, la depressione, l’ansia, o guadagnare 700-800 euro a testa, limitarsi nelle spese inutili (ed oggi sotto la categoria INUTILI ce ne possiamo mettere un buon 70%, partendo da aperitivi, cene inutili, ciarpame assolutamente superfluo in casa, ecc.ecc.) e godersi la vita ed un minimo di liberta’ ??? Certo, magari non si potra’ uscire il venerdi sera a sbandierare a destra e a manca l’iPhone nuovo e la prenotazione per Cortina d’Ampezzo per agosto, assieme a 1000 altri pecoroni che faranno la stessa cosa, ma magari si potra’ , ogni giorno, guardare il cielo, godersi le piccole cose, come un pasto consumato in relax, con la propria meta’, e cercare di portare le proprie passioni, fino ad un livello che queste, se si e’ in gamba, riescano a sostituire qualsiasi altro lavoro, e che con queste ci si possa mantenere. Ah certo, c’e’ chi solo a sentire queste cose rabbrividisce, certo… meglio stare a testa bassa e fare gli schiavi pur di poter farsi le rate per la macchina nuova, o per mille gingilli che la societa’ di oggi ci fa passare come INDISPENSABILI… poi ognuno e’ libero di scegliere !! In ogni caso, brava Sylvie, stavolta hai davvero fatto la cosa giusta !!

  17. emily scrive:

    io sto dall’altra parte e capisco la situaizone.
    probabilmente sono riusciti a prendere questo lavoro proprio xkè hanno fatto i conti di riuscire a portarlo a temrine col personale ridotto, altrimenti nn lo prendevano. quindi nn hanno intenzionone di alzare i costi assumendo
    la riduzione degli sprechi e l’aumento di redditività del personale è stato uno degli obbiettivi di quest’anno anche da me.
    con uan serie di cambiamenti abbiamo alzato la produttività di un terzo perdendo il30% di personale….di questi tempi è necessario darci tutti una svegliata, altrimenti i lavori nn si prendono,.
    immagino che nn sia il tuo caso, immagino che tu questi conti li abbia già fatti. però volevo darti anche il mio punto di vista!!!

    • LaStancaSylvie scrive:

      Hai fatto bene, mi interessa la tua opinione!

      Però: un conto è fare del proprio meglio (e non proprio di tutto) per accaparrarsi lavori in questo momento tragico, un conto però è chiedere acrobazie impossibili perché tanto a stare in bilico su un filo è Sylvie. Ti assicuro che per farlo senza risorse esterne io non dovrei dormire per 2 mesi, insieme ad altre 10 persone almeno. I miei capi non sanno niente del mio lavoro, quindi non hanno fatto nessun conto, qui si sparano cifre a caso e basta, alzando ogni giorno la soglia, sempre più alta!

      In più: io rinuncio alla mia vita per mesi per studiarmi i modi per alzare la produttività: ma a me, che cazzo mi viene?

      Meglio allora sfruttare questa energia per se stessi, non per una qualunque NoNothing Inc..

      LaStancaSylvie

  18. pentapata scrive:

    non è casa mia ma non ce la faccio @emily pure il mio capo parla come te solo che il culo che si spacca è il mio.

    • emily scrive:

      può essere nn ti conosco, io so solo che l’azienda nn è un’associazione d beneficenza e se nn quadrano i conti si chiude e credo che in questi anni le abbia viste anche tu le centinaia di aziende che chiudono.
      quindi credo che sia necessario una revisione del proprio mod di lavorare.
      vorrei precisare che come titolare nn mi prendo stipendio da 2 anni, ho utilizzato tutto quello che avevo messo via, compresa la mia pensione ma i miei dipendenti nn sono mai rimasti senza stipendio.
      questo x dire che i sacrifici nn sono solo da una parte, credo che quegli immprenditori che parlano di sacrificio e poi cambiano l’auto ogni anno o fanno le vacanza alle maldive siano semplicemente disonesti

      • Fabrizio scrive:

        … purtroppo pero’ ce ne sono tanti, troppi , di imprenditori che alla fine si fregano tutto, lasciano dipendenti senza lavoro e senza stipendio per mesi, e telano, andandosi a godere la bella vita in posti lontani. L’azienda non e’ un’associazione di beneficenza, verissimo, pero’ il lavoratore non e’ un volontario che presta la sua opera a titolo gratuito, e visto che in Italia oltretutto gli stipendi in quasi tutti i settori sono ben al di sotto dei paesi europei di pari livello, direi che non si possa poi far la voce grossa addosso a chi lavora sodo, e da cui si pretende sempre di piu’, a fronte di uno stipendio stantio e ormai non in linea coi tempi.

      • LaStancaSylvie scrive:

        Secondo me stiamo parlando di 2 aziende diverse: io sono certa che ci siano imprenditori onesti (come te, che gestisci con impegno i tuoi affari in un momento di crisi e pensi al tuo personale come a delle persone).

        La mia azienda, però, è ENORME, con dinamiche non paragonabili a realtà medio-piccole.

        La mia azienda chiede a me, che lavoro 12 ore al giorno (se devo cambiare modo di lavorare non posso aumentare, posso solo diminuire sia l’impegno che le ore!!!!) di lavorare ancora di più, ogni giorno, senza nulla in cambio. E lascia gente a non fare un cazzo.

        In questo la crisi non c’entra niente e ti assicuro che i mieie capi non conoscono la parola sacrificio: no, le grandi aziende NON fanno sacrifici.

        Grazie del tuo prezioso commento, che sta dall’altra parte!

        LaStancaSylvie

  19. Stefano scrive:

    Sylvie, abbi cura del mostriciattolo.
    Sembra un mostriciattolo perche’ ancora non lo conosci bene, vedrai che se te ne prendi cura piano piano si trasforma.
    All’inizio sputare fuori e’ l’unico modo per vincere la resistenza, poi le cose cambiano.

    Complimenti

    Stefano

  20. Exodus scrive:

    # Emily:

    si è il “morte tua vita mea”. Però a questo punto, a chi ha perso il lavoro conviene appostarsi in una strada, randellare il primo che passa e rubargli il portafoglio. Lasciando il messaggio: “di questi tempi è necessario darci tutti una svegliata, guarda dove cammini”. Sta passando un messaggio con questo “diamoci una svegliata” che potrebbe giustificare molte cose. L’importante è non essere tra quelli licenziati, oppure a cui rubano il portafoglio, l’auto o vittime di truffa. Se uno giustifica certi comportamente leciti ma moralmente devastanti, non vedo perchè non si possano giustificare anche i piccoli crimini. Anche il brigantaggio una volta era giustificato, magari siamo lì. Guai ai vinti, chiunque siano. Un mio conoscente venne licenziato, dopo qualche giorno l’auto del suo capoufficio prese fuoco. Nessuno fiatò, entrambi accettarono la cosa, fa parte del gioco. Avendo studiato economia, direi che è un gioco a perdita condivisa.

    Ho finito recentemente di legge “Mystic river” e il libro mi ha ricordato una cosa, che forse avevo dimenticato: l’esistenza è un gioco senza esclusione di colpi a cui faticosamente si cerca di porre argine tramite una serie di regoli morali, di convivenza, di comportamenti… Se davvero ci “svegliamo” e ricordiamo chi siamo in realtà non è al sicuro il lavoratore, ma neanche l’imprenditore a cui possono tranquillamente fare tutto il male di cui l’essere umano è capace. E io vengo da una regione in cui questo accade abitualmente, proprio agli imprenditori che non sottostanno a certe regole. Anche il predatore (datore di lavoro) ha i suoi predatori, se la vigilanza morale si attenua, proprio perchè ad un certo punto non si crede più in valori condivisi, “tanto mi licenziano cmq”, l’imprenditore non se la passerà meglio di coloro che ha licenziato. Quando passa la legge del più forte le parti possono ribaltarsi in un attimo. Infatti negli ultimi anni di “svegliatevi”, credo che anche le medio-piccole imprese stiano peggio di quando ancora vigeva un patto sociale solido.

    Non per fare moralismo, sono convinto cmq che l’uomo sia una bestia e che periodicamente azzeri quello che ha costruito, perdendo tutto, per ricominciare con forze giovani e fresche. Se qualcuno è interessato, i libri di Joseph Tainter e di Jared Diamond (antropologo uno e geografo l’altro) valgono più di centomila discorsi sull’economia, la finanza, l’impresa, etc…

    X Silvie: sto’ post sta sollevando un casino, ma com’è finita col tuo capo?

    • emily scrive:

      io nn so bene dove in quello che è scritto è passato un concetto del genere. quello che tu descrivi nn è certo quello che voglio e credo che sia giusto.
      io parlo d’altro. io parlo di pezzi che escono dalle nostre fabbriche che costano 10 volte quello che costano in una fabbrica cinese e l’imprenditore perde l’appalto.
      possiamo impedire che le cose costino meno in cina?
      no, a meno che nn riusciamo ad esportare un po’ dei nostri sindacalisti…e nn sarebbe uan cattiva idea.
      nn piace nemmenoa a me questa situazione, ma continuare a fare il muso duro nn serve a nessuno.
      io dico di svegliarci in un senso più ampio, di rivedere i nostri bisogni, quelli che spingono a vivere di rate x qualcosa di cui nn hai bisogno ma che per pagarle ti strozzi la vita.
      cmq è un discorso difficile, io nn ho la soluzione

  21. ImpiegataSclerata scrive:

    Non si capisce perchè in questo caso i capetti continuino ad ingrassare facendo casini e prendendosi lauti stipendi e lascino tutto sulle spalle dei soliti noti che devono farsi il culo quadro per una miseria, lavorare come degli ossessi e il fegato marcio.

    • Fabrizio scrive:

      perche’ purtroppo, se chi e’ sotto di loro non solleva le sue ragioni, questi fanno la bella figura con la fatica degli altri… e’ un discorso vecchio come il mondo, di gente che ‘sa gestire’ le risorse umane, per meglio dire ‘tenere a bada’ o addirittura ‘soggiogare’ il personale, in modo da sfruttarlo a suo piacimento. Per questo la risposta di Sylvie alla sua capoccia e’ l’atteggiamento giusto da avere sempre e comunque: perche’ il piu’ delle volte non ci saranno screzi, ma qualcuno capira’ di dover rispettare un po’ di piu’ chi lavora per lui, perche’ e’ vero che siamo tanti, e com’e’ che dicono ? ah “tutti siamo necessari ma nessuno e’ indispensabile”, ma di questi tempi, la crisi la si trova anche nell’assumere personale con un minimo di capacita’, questo dappertutto. Quindi e’ vero che alla fine decidono i capi, pero’ pian piano si troveranno sempre con meno gente capace, e quando sotto alla fine non si produce, i primi a saltare sono proprio loro, ovvero i capi.

  22. Exodus scrive:

    # Emily,

    purtroppo io ho la risposta alla tua domanda, mi interesso da anni del fenomeno, anche se non a livelli professionali, ma ho una laurea in Economia, ho fatto una tesi di laurea sui sistemi sociali, e non ho mai abbandonato la curiosità per la ricerca.

    E la risposta è semplicissima: in Italia (nel mondo) c’è una fascia che non si può permettere niente. Lasciamoli da parte, non possono permettersi niente non possono “aiutare” la crescita economica. Poi c’è una fascia, maggiore nel nostro paese per fortuna, che non riuscirà mai ad assorbire la quantità di offerte rese disponibile con la globalizzazione: c’è troppo di tutto, troppa carne, troppo pane, troppi videogiochi, troppe offerte turistiche… Al tempo stesso c’è un paese con troppa offerta di lavoro: troppi insegnanti, troppi scrittori, troppi medici, troppi professionisti della politica, troppi ragionieri, troppo dipendenti pubblici, troppi esseri umani addirittura… per dei lavori che prima si svolgevano in Italia adesso all’estero. Ciò che non si è pensato quando si è dato avvio, col crollo del muro di Berlino, al più grande sistema di sfruttamento economico mai concepito, la globalizzazione, che sarebbe stata in esubero un’altra categoria di persone: gli imprenditori. E manager, datori di lavoro. Siete troppi anche voi. E dato che la torta è piccola, sarà un lotta sempre più spietata, o le risorse entrano nelle Vs. tasche, i nelle tasche dei dipendenti, fornitori, dello Stato, cose che tutti gli imprenditori sanno.

    Non so se sono stato chiaro: non c’è differenza tra il problema che dovranno affrontare i datori di lavoro e quello che affrontano i lavoratori oggi, verranno entrambi divorati dal sistema, dal pesce più grosso. Ma come non ha speranza di essere reintegrato in un sistema produttivo chi ne viene espulso, se non accontentandosi di molto meno, anche gli imprenditori verranno espulsi, per un semplice calcolo che è matematico prima che economico. Se il dipendente è all’inferno ogni giorno nel suo ricatto di essere licenziato, l’imprenditore lo sarà sempre più nell’angoscia di perdere tutto. Ma è uno sbocco naturale di un sistema predatorio: va bene finchè l’uomo d’affari, il manager con la sua azienda è al vertice della catena alimentare. Adesso con la politica “globale”, sono entrati attori in grado non solo di spazzare via ogni forma di concorrenza sgradita, ma addirittura in grado di trattare meglio i propri lavoratori, di concedergli condizioni che la piccola-media impresa non può permettersi.

    Prima non parlavo di ciò che volevi, parlavo di dove porterà inevitabilmente (diciamo pure che ha portato, ci siamo in mezzo), un discorso del tipo “svegliatevi”. Dove ho appena illustrato. “Svegliatevi” era quello che si diceva nei paesi ex-comunisti per spingerli verso le meraviglie del capitalismo economico. Quella gente che prima era oppressa in patria, senza libertà, e adesso è libera di emigrare dove vuole perchè il nuovo sistema gli ha tolto ogni futuro. Capisci, non parlo di ciò che vuoi o desideri, i risultati delle nostre azioni non dipendono dai desideri ma dalle azioni stesse.

    Ci sono troppi imprenditori. E non sarà una legge a spazzarli via, ma solo lo sbocco naturale dell’attuale situazione. Oppure lo starnutino di qualche banca, basta quello e uno apre la finestra e si butta. Basta quello e il fornitore non vi paga. Basta quello e lo Stato vi pignora. Adesso non vorrei essere offensivo, ma davvero, Voi imprenditori, “svegliatevi”. Potete anche tagliare ancora sul personale ma non servirà a niente, non sarete mai competitivi con paesi che producono ai costi della Cina, mai, qualunque cosa facciate, è semplicemente impossibile, avete visto il cambio euro-yan? Con tutti i tagli che potrete fare non intaccherete per niente il vantaggio competitivo estero sui prezzi. Quando si parla di competitività vi stanno semplicemente ipnotizzando, potete sperare solo sul valore virtuale del made in italy, e puntare all’esportazione in paesi emergenti, mettendo di lato il fattore prezzi. Molti lo fanno con buon successo, ma anche lì dovrete spendere, piangere, impazzire di preoccupazione, non dormire la notte dalla paura di fallire, non ha importanza se io compro o non compro l’i-phone o tutti i giochini inutili che la mia povera vita in questa valle di lacrime mi suggerisce, non è colpa di queste ridicole spese se voi dovrete passare una vita di angoscia (come molti altre categoria sociali del resto), ma tutti si è voluto questo sistema e si è spinto verso di esso. Il capitalismo ha vinto, nel mondo ha sostituito l’incubo del comunismo come possibile alternativa. Adesso sta arrivando il conto da pagare. Magari riuscite ad esportare tutto in Cina e a produrre lì, ma ciò di cui sono sicuro è che i tempi passati in confronto a quelli che verranno, anche per voi, verranno ricordati come tempi di serenità. Sta arrivando l’inferno (economico, sociale) come non scamperanno molti lavoratori, verranno inghiottiti molti imprenditori. Però fa parte del gioco, se uno ha il coraggio di licenziare e non accetta l’ipotesi di fallire, beh, posso solo citare l’attore Carlo Croccolo:

    “Se uno della vita vuol prendersi le rose e non le spine, allora non è un illuso, è uno stronzo”.

    Saluti a tutti.

    • emily scrive:

      nn sono capace di rispondere a tanto studio sull’argomento, ho già detto che nn ho le idee chiare su come ci siamo arrivati, su chi ci sarà ancora tra qualche anno.
      credo che fino a pochi anni fa era facile fare l’imprenditore e aziende ne sono nate un’infinità.
      senza capacità, senza un’idea, magari soltanto scopiazzando un po’ gli altri.hanno giocato risparmiando sul personale, con questi contratti assurdi e alla fine hanno spostato tutto in romania, oppure nei paesi africani.
      nella mia zona ad esempio il tessile è stato spazzato via.
      io nn riesco a capire i massimi sistemi, io vedo il mio microcosmo e sono anni che vedo che ci sono molte persone che tirano a campare sulle spalle degli altri, sfruttando tutte le agevolazioni che un paese civile da ai lavoratori.
      credo che x questi la cuccagna sia finita.almeno nella mia azienda i pochissimi licenziamenti hanno riguardato queste persone, la stragrande maggioranza ne ha tratto vantaggio.
      su una cosa ti do ragione: l’ansia sta raggiungendo livelli assurdi, la voglia di mollare è grande. perchè di spine sinceramente ne avrei le palle piene

    • ondalunga scrive:

      l’unica soluzione per la sopravvivenza è il succo di questo blog: il downshifting!

      • Exodus scrive:

        Il (cosidetto) downshifting può essere un buon esercizio personale per sè stessi, per stare meglio interiormente, come scelta di vita, ma non ha alcuna incidenza sulla capacità di sussistenza nè a livello personale nè sociale. Non è il luogo adatto ma mi piacerebbe dimostrarlo numeri alla mano. Lo dice uno che lo pratica sin dall’età di diciotto anni e si è accorto sia di cosa si può ottenere, sia di cosa è inutile sperare. E la mia famiglia lo stesso, anche se non l’abbiamo mai chiamato con un nome inglese nè abbiamo mai pensato a definirlo. Apprezzo anzi questo blog che lo prende allegramente in giro (“una vita un po’ punk e un po’ deluxe”), perchè credetemi, come dicono i buddisti quando hanno praticato molto una cosa “Non è poi sta’ gran cosa”.

        La povertà non si combatte col downshifting (cosa vuoi scalare?). E’ la troppa abbondanza che abbisogna del down (lì sì che puoi “scalare”). Divertiamoci con le storie di questo mondo assurdo ma non crediamo di essere preparati a ciò che sta arrivando, nessuno lo è. E come dice la mia mamma: “teniamoci forte!”.

    • LaStancaSylvie scrive:

      Non sono una economista con le idee così chiare, ma una cosa io la dico dal primo giorno del blog: il nostro sistema è al collasso, sta per finire un’era.
      LaStancaSylvie

  23. Silver Silvan scrive:

    Downshifting. Io lo chiamo da vent’anni “basso profilo”, in palese contrasto con la chiassosità volgarotta ed esibizionista della massa di cafoni. Alla fine, può essere male interpretato, se lo si guarda solo superficialmente, e passare come una forma di snobismo alla rovescia: in realtà, c’è anche parecchia sostanza, contrariamente a quanto accade per l’esibizionismo cafone. La differenza è tutta lì.

  24. extramamma scrive:

    Devi scrivere subito la seconda puntata, non puoi lasciarci cosi!

    e poi come sta Baby Monster? E’ cresciuto? Ha caldo?

  25. […] altri personaggi LaStancaSylvie e il mostriciattolo […]

  26. […] io ho dato al FornitoreX il cellulare di PollyCanna. Rate this: Share this:CondivisioneFacebookTwitterEmailDiggStumbleUponRedditStampaLike this:LikeBe […]

  27. […] Il progettone per il quale ho sclerato (oppure sono guarita?) è cominciato. Ieri. Sveglia alle 5 del mattino, […]

  28. […] volta che nella mia vita professionale ho fatto presente a PollyCanna che non ce la facevo a seguire tutto e che stavo impazzendo, facendo male il mio lavoro, mi stavo […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...