Estensione del dominio della manipolazione: il dipendente modello

 

Impiegata modello, da libro dedicato alle donne impiegate (anni '50) by Lanifici Marzotto Valdagno

LaStancaSylvie continua a leggere (insieme ad altri de libri…) Estensione del dominio della manipolazione di Michela Marzano e continua a trovare descritta se stessa.

Senza farla troppo lunga cito la pagina 37 (nella lettura spesso vado avanti e indietro), dove ho sottolineato questo paragrafetto, ho fatto un orecchio alla pagina e ho disegnato un punto esclamativo sul margine destro del foglio:

Il dipendente modello è un individuo impegnato, che DEVE CREDERE nel suo lavoro e trovarvi motivi di felicità: elastico, flessibile e versatile, deve riuscire a trovare esaltante tutto ciò che è alienante. Al posto delle disposizioni tradizionali, vediamo emergere un nuovo sistema di obblighi che richiede ai dipendenti di ESSERE PIU’ AUTONOMI E INSIEME PIU’ VINCOLATI. Di fatto, i lavoratori non sanno più quale sia il oro posto: si illudono di essersi finalmente inseriti nella scala gerarchica, mentre sono soltanto rotelle di un ingranaggio; sono ritenuti autonomi, ma si vedono imporre obiettivi vincolanti che li costringono a monitorare costantemente la qualità e la quantità di lavoro compiuto. Ne deriva UNA TENSIONE PERMANENTE, dal momento che le nuove RESPONSABILITA’ NON CONCEDONO NE’ TEMPO NE’ LIBERTA’.

(sì lo so, ho usato l’apostrofo al posto delgli accenti, che il Dio dell’ottimo redattore mi perdoni)

Perché Michela Marzano era cosciente prima di me (che sono il soggetto!!!!) di tutto questo casino?

(Silenzio)

Perché non mi sono mai concessa tempo per PENSARE.


6 commenti on “Estensione del dominio della manipolazione: il dipendente modello”

  1. Zoppas scrive:

    Niente da aggiungere🙂
    Leggo gli annunci lavorativi, si chiedono a laureandi (neanche laureati) compentenze e maturità da vecchi lupi di mare… noi pensiamo che chi chiede ciò sia solo un pazzo, invece è un pazzo cosciente, in quanto richiedere alle persone grandi cose facendo leva sul loro orgoglio, sul loro desiderio di realizzazione, sul loro bisogno di conferme, è il modo migliore per costringerle in uno stato di continua tensione e superamento dei limiti. Limiti immaginari, che esistono solo nella testa, che in realtà generano un senso di continua frustrazione, di ansia, di alienazione.

  2. unarosaverde scrive:

    Lavoro da circa undici anni in aziende medie e grandi. Da neolaureata mi era stato chiesto solo quanto ero in grado di offrire: un pezzo di carta che testimoniasse il completamento del corso di studi, qualche parola in inglese, tutta la disponibilità a investire la maggior parte del mio tempo in ufficio. Ho accettato. Quanto descritto nel brano riportato è molto simile a quello che ho provato per molti anni. Un ingranaggio che utilizza la tecnica del bastone e della carota, che fa leva sulla voglia di far carriera, sull’orgoglio e sulla competitività. Un meccanismo alienante. Ad un certo punto mi sono fermata perchè mi sono accorta che non ero felice e ho cambiato azienda. Al primo cambio non è andata molto bene, al secondo invece è andata benissimo. E va tuttora così. Suona assurdo ma lavoro meno ore e ho ottenuto molto di più, in termini di riconoscimento e di soldi, cosa importantissima, dato che quasi nessuno lavora per beneficenza! La competenza e il livello dell’azienda in cui mi trovo sono paragonabili a quelle della prima esperienza ma il clima è completamente diverso. C’è il tempo per pensare a quello che si sta facendo, c’è il tempo per ritagliarsi tempo libero e fare orari umani, c’è il tempo per dedicarsi con soddisfazione ad incarichi stimolanti. E ci sono, naturalmente, anche giorni in cui ci si devono fare cose meno gratificanti ma le ruote dell’ingranaggio adesso sono molto distanti tra loro. Insomma, dato che, per ora, non sono ancora nelle condizioni di poter fare downshifting, anche se è nei miei piani futuri , ho capito che, spesso, tocca solo a noi dire basta e non accettare di essere risucchiati. Ci vuole fortuna, sicuramente. Ci vogliono anche un po’ di coraggio e di passione per il proprio mestiere. Ma i posti in cui le ore lavorative non sono una tortura esistono. E, a volte, ci si diverte anche.

  3. sesto rasi scrive:

    esatto, michela marzano non deve aver mai fatto l’impiegata…a me il suo testo ha segnato una specie di non ritorno, mettendo a fuoco opinioni che già avevo, ma non così nitide da farci caso: pur non dando soluzioni (lo osservavo citandolo, il 17feb2010) dopo averlo letto dici: “OK, non mi dai soluzioni, ma da ora vedo chiaro che nemmeno come sto vivendo è una soluzione”.
    E poi c’è qualche idiota che recita “la filosofia è quella cosa per la quale, con la quale o senza la quale, il mondo rimane tale e quale”. Scusabile solo perchè di solito ha 16 anni.

  4. Uolly scrive:

    sarà che questo libro parla di te, ma intanto te ne stai rendendo conto (se è vero) e allora prendi coscienza.
    Il tempo aiuta a PENSARE (ultimamente ne so qualcosa in merito) e pensare non porta sempre a conclusioni felici.
    Prenditi il tempo se puoi, è la risorsa più preziosa che hai. Vedrai che a passi piccoli esci dal casino (ce ne sono tanti che come te ci stanno provando)

    p.s.
    mi ero pure dimenticato di linkarti sul blog ma ora ho riparato🙂
    ciao Sylvie

  5. Sherpa01 scrive:

    L’aziende sono dei piccoli sistemi totalitari. Vogliono le tue energie migliori, il tuo tempo, tutto il tuo tempo, vogliono addirittura dirti chi sei, definire la tua identità.
    Il fatto è che poi non gliene frega un ca**o di te.

  6. […] di comunicazione, adora leggere riviste leggere (ma non Cosmopolitan, piuttosto Glamour e Vanity) e saggi di sociologia, vorrebbe fare la scrittrice (ed ecco perché si inventa storie anche non vere, le parole la […]


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...