Lettura: Estensione del dominio della manipolazione

Tempi moderni, trovata in rete

Mentre io aprivo questo blog, Corriere scriveva l’articolo che mi chiarì che questa cosa che io sentivo aveva un nome e Michela Marzano dava alle stampe con Mondadori il saggio che sto ora leggendo: Estensione del dominio della manipolazione – Dall’azienda alla vita privata. Ringrazio chi me lo ha consigliato, uno di voi … ma non ricordo chi…

Quel saggio parla di me, mi riconosco in ogni paragrafo. Sylvie, sei un fenomeno sociologico da studiare. FicoNoNothing Inc. è un male da estirpare, con tutti noi schiavi, tutti inclusi nessuno escluso, nemmeno GranCamiciaCifrata, a cui pesano quelle cazzo di quattro cifre sulla camicia. Tutti operai alla catena di montaggio deluxe.

Cito: Il manager è sempre più soggetto alle regole della corporate governance, i suoi margini di libertà sono ridotti in maniera considerevole: oggi non è altro che l’amministratore del fondo, lo zelante servitore della collettività degli azionisti ai quali è tenuto a garantire il guadagno. Altro che autonomia, altro che leadership!!

Quelle pagine mi scartano come fossi una caramella, e di alcune cose ero perfettamente cosciente, di altre mica tanto invece, e ci sto riflettendo.

Ad esempio (cito): In realtà la nozione di competenza serve soprattutto a giustificare il fatto che ai dipendenti non si chiede più solo di essere qualificati (un insieme di conoscenze e di capacità necessarie a compiere un certo lavoro), si chiede anche di raggiungere sempre i risultati richiesti dall’azienda. La competenza non più qualcosa che si possiede una volta per tutte, ma qualcosa di fugace, che bisogna costantemente alimentare perché un dipendente non sia considerato “inutile” appena le sue qualifiche sono giudicate inadeguate.

Cazzo, è una cosa che ho sempre giudicato normale, da qui il mio senso di impegno totalizzante per il lavoro e totalitario nei miei confronti: Sylvie, o raggiungi quello che ti dicono o sei inadeguata. Anche se l’obiettivo è irraggiungibile (o magari dovrebbe occuparsene un altro tipo di professionista) io mi sono sempre sentita (e sentita dire, vi ricordate GranCamiciaCifrata e il pensiero laterale?) di doverlo raggiungere, in un modo o nell’altro, pena il sentimento di fallimento e frustrazione (e di disprezzo da parte del capo).

Bene, fatte le confessioni mattutine vado nella mia gabbia dorata, dove per essere detenuta e schavizzata mi pagano. Normale no?


11 commenti on “Lettura: Estensione del dominio della manipolazione”

  1. Gf_66 scrive:

    Oh, c…o! Devo Leggerlo!!!!

  2. Sab scrive:

    Scusa solo un appunto: estensione non ha la Z. Correggi il titolo (sia del post che del libro che citi) e poi magari cancella anche il mio commento🙂

  3. Zoppas scrive:

    Beh è vero che oggi si richiede “solo” di raggiungere risultati, a qualunque costo. Non importa se hai dimostrato di essere una persona capace di comprendere quello che studi, di avere un livello di comprensione che va in profondità, di acquisire dimestichezza con la materia. Questo sarebbe normale, ma vige la dittatura della stupidità, come diceva Gaber, e della superficialità, come aggiungo io, e si è giudicati solo in base alle prime, fugaci, sbagliatissime e insulse impressioni. E’ scontato che da questo modello demenziale ma dannoso ci si deve separare!

  4. AkaiSuisei scrive:

    Non so…ho la vaga sensazione che ormai sia troppo tardi. Oggi sono sul pessimismo&fastidio, lo ammetto…Ma questi ingranaggi ormai mi sa che sono diventati una nostra estensione…Che tristezza…E che rabbia!😦

  5. stronggrond scrive:

    L’ho letto anche io, anzi l’ho letto, sono arrivato alla fine e l’ho ricominciato subito in uno di quei trip che ogni tanto mi prendono quando trovo un libro che mi coinvolge e che rileggo perché provo un bisogno fisico di farlo. La scelta è ardua, dopo queste letture: da un lato capisci molto, ti senti appagato, provi piacere nel vedere che quello scrive è proprio quello che senti, che ti offre qullo spunto di riflessione che proprio ti mancava, quella giustificazione al tuo malesse, quel nuovo modo di vedere due cose che prima erano scontate. Dall’altro…diventi sempre più inadatto a questo mondo e inizi a gaurdare gli altri, quelli “molto” integrati come fossero marziani.

  6. sestorasi scrive:

    io te l’avevo consigliato sylvie, io. E l’avevo a suo tempo consigliato anche ai miei ex colleghi che ritenevo più vicini e discreti(a uno l’ho anche regalato): discreti, perchè avevo raccomandato loro di non far troppo sapere in fatturificio che leggevano roba simile (specie se dall’uscirne erano ancora lontani): a uno di loro ha dato un contributo credo importante per fare il salto (ora è tornato in sicilia e tiene un blog che conosci bene).
    Tieni anche tu presente il consiglio: far sapere che leggi cose all’indice (ma soprattutto che le diffondi) può essere pericoloso, ti immagino come in matrix inseguita nell’ open space…)

  7. Zoppas scrive:

    Mi aggiungo alle letture consigliate citando i libri del professore Zygmunt Baumann, ho letto “Consumo, dunque sono” ed è straordinario (per quanto non di immediatissima comprensione…) e ho iniziato a leggere “Vite che non possiamo permetterci”. Lo straconsiglio è un grande. E pure il nostrano Galimberti, ho 2 suoi libri che devo ancora leggere ma guardandolo su you tube mi ha colpito molto.

  8. […] continua a leggere (insieme ad altri de libri…) Estensione del dominio della manipolazione di Michela Marzano e continua a trovare descritta se […]


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