I sogni e i soldi

Le vecchie 500 lire, trovato in rete

Eh sì, perché poi non c’è mica tanto da filosofeggiare. Sanguemerda, sogni e soldi. Tutto qua. Tutto quaaaa?????? Ok, ok, sì. Mi spiego meglio, o meglio, mi spiego.

Ieri sera sono venuti a cena due cari amici, lui è un mio ex collega che non trova un lavoro più o meno stabile da circa un anno e mezzo. Nella nostra vecchia azienda era uno molto promettente, ma con un carattere difficile, non disposto a molti compromessi, una testa discretamente calda, in tutti i sensi. Alla prima crisi la mia ex azienda si è liberata di tutti i personaggi più scomodi e precari, compreso lui. Da allora le sue collaborazioni lo hanno portato a fatturare (si è dovuto aprire la partita iva) un mese sì e tre no, per circa un 15k l’anno. Non ce l’avrebbe fatta se i suoi genitori non gli avessero pagato l’affitto e svariate altre cose.

Questa è la parte brutta, ecco quella bella: è da quando non ha lavoro che segue dei suoi progetti personali (è un artista, diciamo) con un grande successo (non ancora economico ma…. chissà??), fa mille cose che lo stimolano intellettualmente e fisicamente, ha conosciuto un sacco di gente in sintonia con lui e la qualità della sua vita è ovviamente migliorata. Ho visto i suoi lavori e non potuto non essere invidiosa e felice per lui (sì lo so è un po’ un ossimoro, ma è così). Anche io voglio avere tempo e la possibilità di dedicarmi ai miei sogni.

È già un po’ di tempo che pensavo: e se io mi licenziassi e mi cercassi piccole collaborazioni da 5-8 euro scrivendo post?

Eh sì, signori, queste sono le cifre che volano…. si va dai 2 euro (non sto scherzando) al massimo 30 euro a pezzo se sei il Boccaccio del web. Ne potrei scrivere una decina al giorno (e badate che non è facile scrivere così tanto, un bravo redattore ne scrive 4/5 al giorno, ovviamente dipende dalla tematica e dalle richieste dell’editore) e guadagnare così circa 1000 euro netti al mese. Me ne vado da Milano, scrivo dal lago di Garda e poi da cosa nasce cosa, se sto chiusa in ufficio non compiccerò mai niente.

Ma poi mi assale la paura.

E se non trovo abbastanza collaborazioni? Purtroppo c’è un sacco di gente che scrive gratis, per non contare gli stagisti che affollano le redazioni. E se rimanessi, come il mio ex collega, mesi e mesi senza lavoro? A me i genitori non mi possono sponsorizzare, anzi, sono io che mando di tanto in tanto soldi a loro. E l’assicurazione sanitaria privata? Questo è il benefit di cui più usufruisco. E la malattia? Ok, non mi ammalo mai, ma sto invecchiando… E la mia futura famiglia? Come posso pensare di trasferirmi, fare dei figli e guadagnare meno della metà? E se i miei hanno bisogno di me e io non ho un euro? E se succede qualcosa di grave e non ho un euro? E se il fidanzato perde il lavoro e io non ho un euro?

No, non sono solo paranoie.

Il fatto è che so cosa significa non avere una lira, essere sfrattati dopo mille avvisi e non avere una casa, non avere soldi per comprare libri di scuola, farsi staccare la luce per non avere pagato da mesi le bollette, non avere soldi per iscriversi ad un corso di nuoto con i compagni, non avere uno spicciolo per un gelato o la quota per andare in gita. So cosa significa doversi fare prestare dei soldi per fare una visita medica non mutuabile. E sapere già di non poterli restituire facilmente.

È per questo che sono così rigida, che mi sono imposta negli anni una disciplina ferrea che mi ha fatto fare università e master grazie a borse di studio, che dovevo vincere per forza,  e che mi ha fatto cercare e trovare lavori che non erano il mio sogno, ma sicuri. Dei lavori che  se devo otturarmi una carie da 300 euro mi permettono di farlo (con 1000 euro al mese e l’affitto non potrei).

Con il mio essere soldatino preprogrammato per funzionare egregiamente e non rompersi mai ho messo sotto il tappeto i miei sogni, che mi fanno paura, perché non si realizzano. Ma restare senza soldi mi fa ancora più paura.


28 commenti on “I sogni e i soldi”

  1. Ar-Pia scrive:

    Non voglio né posso dare “consigli”, la strada ognuno deve trovarla da solo compatibilmente con la propria storia e le proprie inclinazioni personali.
    Però un suggerimento ce l’ho; non te la senti di buttarti senza paracadute: e come si fa a darti torto? però potresti cercare di sovrapporre al lavoro A il piano B, non tanto per spostare ulteriormente il limite, quanto per vedere se il piano B riesce a prendere sufficiente consistenza da permetterti di… di fare, dire, baciare, lettera e testamento a No Nothing, e dovunque tu voglia…

  2. AD Blues scrive:

    Un discorso che non fa una piega…
    La vita del freelance può essere allettante ma secondo me la si più fare solo avendo un bel paracadute sulle spalle.

    Adesso verranno fuori coloro che, dall’altro del loro piedistallo virtuale nel cyberspazio ti diranno che sei una pusillanime, che non vuoi veramente fare una serio downshifting, etc. etc.

    La rete è (ovviamente? purtroppo? per fortuna?) piena di gente che trincerandosi dietro un (supposto ma falso) anonimato si permette di sparare su tutti e tutto…

    Vai per la tua strada, tranquilla!

    —Alex

  3. Margot scrive:

    Posso dirlo? Posso?
    Il tuo amico ha un gran culo. Non voglio polemizzare o esprimere giudizi sul carattere morale di questa persona che neanche conosco e quindi non mi permetterei mai. Però ha un gran culo ad avere dei genitori che possono permettersi di avere un figlio che vive fuori e non lavora.
    Capisco benissimo quello che intendi quando dici che sai cosa vuol dire non avere una lira e non solo per la quitidianità…se i miei avessero potuto pagarmi le spese per quelle gran figate di stage non retibuiti all’estero che hanno fatto i miei compagni di università chissà dove sarei adesso, non dico all’ONU, ma quasi…
    E ora che sono cresciuta e ormai quello che stato è stato e va bene così, cerco anche io di attuare un piano B…però è veramente difficile dopo 8 ore di ufficio, almeno 1 ora di strada e, insomma 9/10 ore fuori casa trovare il tempo e le energie per fare della gran figate “artistiche”. Però, e qui mi permetto di usare il plurale, dico: ce la faremo!!!!!!!!

  4. lordbad scrive:

    Ci saranno sempre cose che non capisco…

    Quindi è necessario cambiare!!!

    Ne parlo su Vongole & Merluzzi delle cose che non capisco…della necessità di un cambiamento…

    Bel post spero avrai modo di ricambiare la visita😉

    http://vongolemerluz​zi.wordpress.com/201​1/05/17/kose-che-non​-kapisko/

  5. pattylafiacca scrive:

    Uh, che dire?! Io ci ho aperto il mio blog su questo argomento.Boia chi molla Sylvie e tutti/e gli/le altre.Ce la si deve fare, non mi permetterò mai di arrendermi davanti (all’evidenza!) ai soldi.A giorni mollo ma poi riprendo, organizzo, leggo , mki informo.Lo sò non è facile, molti di noi non hanno genitori che sovvenzionano.Ma, se ti capita leggiti sul mio blog(non sò nemmeno fare i link!!!di sicuro non ti rubo il lavoro!)il Post: Obiettivi per il piano B e quelli subito dopo.Ci provo con tutte le forze, esco smarronata dalla banca e vado al corso di tedesco, mio moroso a ottobre si iscrive ad un corso di pizzaiolo…insomma le pensiamo a 360°.se mi si toglie la speranza, il sogno che mi resta?Ovvio, non è facile e ci vogliono i controc..zi e un pizzico di fortuna ma, posso trascriverti una frase di Tiziano Terzani? “…Ognuno la può fare (rif.una vita diversa), ci vuole solo coraggio, determinazione e un senso di sè che non sia quello piccino piccino della carriera e dei soldi…è fattibile fare una vita, una vita vera, una vita in cui sei tu.Una vita in cui ti riconosci”… Ho addirittura preso informazioni sulle comunità rurali!Sono anni che viaggio solo in luoghi dove eventualmente ci si potrebbe trasferire (grecia, spagna,canarie, isole dell’italia…)per vedere come butta.Un po’ di rischio ci sarà sempre ma arrendersi a questo no, ti prego!

  6. aritmia scrive:

    soldi soldi soldi, che angoscia. è da un paio di settimane che mi dedico solo alle mie velleità artistiche perchè non ho commesse e, siccome da free-lance si battono solo i chiodini, mi sono riversata sul superenalotto per risolvere il problema, spero in maniera definitiva…

  7. Zoppas scrive:

    Ciao, andrò per punti:

    – i 15000 euro fatturati dal tuo amico in un anno, in ottica downshifting, non sono affatto male. Ma ripeto, per un downshifter, ovvero per una persona che sa dare il giusto valore ai beni materiali, che è poco o per nulla incline allo spreco, che sa liberarsi di alcune paure
    – ecco le tue paure: l’assicurazione sanitaria a che ti serve? La sanità pubblica italiana al nord è buona/ottima e praticamente gratis; inoltre dici che stai invecchiando, ma avrai 35 anni o giù di lì… per l’osteoporosi è prestino🙂
    – lavori alternativi: io penso che la soluzione possa essere un mix di lavori, anche manuali, che ti consentano di avere del tempo per scrivere; oppure un part time (la tua azienda in tal proposito lo consente?) che ti libererebbe del 40% del tempo attualmente dedicato al lavoro, mica male
    – riguardo alla tua disciplina ferrea, io la metterei un po’ sul banco degli imputati, nel senso che se i risultati di tutto questo sacrificio sono stati non avere una casa tua, non avere un bel gruzzolo in banca e non avere tempo per se stessi, francamente penso che ci sia qualcosa che non va🙂 un conto avessi detto: “ho sgobbato come un mulo ma ho una casa mia (magari un rustico pagato poco…), pannelli solari sul tetto (e via le bollette) e qualche decina di migliaia di euro in banca che mi danno una tranquillità psicologica”. Ma se questa disciplina non ha portato certi frutti, o non è stata tanto ferrea, oppure è stato solo masochismo e allora abbi il coraggio di voltare pagina

    Infine, io penso che un downshifter (che poi dovrebbe essere una persona normale e completa, forte d’animo, che vuole vivere la vita) debba cambiare dentro di sè… debba considerare l’idea di fare più lavori, di dare il giusto valore alle cose, agli affetti, alle proprie passioni, debba vivere in una casa, anche modesta, ma propria, debba essere un generoso. Il vero problema non sono i soldi, ma cambiare noi stessi. In bocca al lupo (io sto facendo lo stesso)!

  8. Sab scrive:

    Sono anni che mi arrovello con gli stessi problemi. Ho un lavoro che non mi piace, si mangia quasi tutto il mio tempo ma mi da’ da mangiare. Un paio d’anni fa ho anche preso un’aspettativa, investendo tempo e soldi in formazione, pensando di iniziare a cercare lavoro in un altro settore, ma alla fine dell’aspettativa ho scoperto che lavoro in quel settore non ce n’era e che anche ci fosse stato era comunque lavoro, non un piacere. Tanto valeva tenermi il mio posto che lo stipendio era piu’ alto.

    Non ho mai avuto il problema di come fare la spesa, con che soldi pagare il medico o simili. Ma la paura di arrivare a quel punto c’e’. Anche la voglia di mollare tutto e vivere di… cosa??? c’e’ sempre, ma per ora rimango pigramente attaccata a questo comodo distributore di soldi (mica 3000 al mese, sia chiaro), pensando che un giorno chissa’… e intanto la vita va avanti e io invecchio.
    Soluzioni non ne ho purtroppo, ma non voglio nemmeno rinunciare ai miei sogni. Chissa’ se prima o poi…

    • Dante scrive:

      Scusa se mi permetto, pero’ dall’incipit della risposta traspaiono le tue attuali priorita’: ovvero stipendio alto !! Se la priorita’ e’ quella ,tranquilla, non riuscirai mai a fare downshifting. Se invece le priorita’ diventeranno le cose realmente essenziali, che possono essere si soggettive, ma le principali sono piu’ o meno uguali per tutti, allora vedrai che magari non lascerai il lavoro, ma per esempio potrai scegliere di passare part time (li dove sei, o trovare altro…), con uno stipendio non da buttare, ed investire tempo nei tuoi interessi, che alla lunga potrebbero anche rivelarsi fonti di entrate.
      Non pensare che sia una provocazione questa mia risposta, anche io ci sto ancora lavorando al mio DS, pero’leggere ‘si mangia quasi tutto il mio tempo ma mi da da mangiare’ suona davvero male. Per ‘mangiare’ , se intendi un sostentamento, pagare le utenze e le spese ‘normali’, un buon part time e’ piu’ che sufficiente. Se poi il ‘lauto stipendio’ deve servire a shopping sfrenato, amenicoli vari, tenore di vita come ce lo fanno vedere ad ogni tg, ovvero aperitivo ogni 3×2, cena fuori ogni weekend, e mi raccomando ferie ad agosto nei posti piu’ cari, allora non ne basteranno 2 di lavori full time. E’ questione di scegliere, di dare il giusto peso alle proprie priorita’. Io da qualche anno ho progressivamente ‘rallentato’, godendomi piu’ un paio di giorni di liberta’ piuttosto che cambiare cellulare (per esempio, come fanno molti) 10 volte l’anno. Da full time molto full (nel 1999 facevo non meno di 55-60 ore settimanali in media, dalla mattina alle 5.45 alla sera fin dopo le 20…),sono passato progressivamente full time normale (ovvero non piu’ di 38 ore) ed oggi part time, passando attraverso diversi lavori. E dopo l’estate spero di salutare anche il part time per dedicarmi al 100% a cio’ che voglio fare. Non posso andare fuori ogni weekend ?? Chissenefrega, io mi godo tutti i giorni della settimana allo stesso modo, impegnandoli in cio’ che mi piace e arrivando alla sera senza il patema del giorno dopo, senza la domenica sera ‘tragica’ in attesa del lunedi, come invece vedo sempre piu’ spesso fare da chi concentra tutto nel fine settimana, sfiancandosi invece di rilassarsi, per poi tornare al lavoro il lunedi piu’ inca**ato di prima. Per non rinunciare ai sogni ci vuole anche un pizzico di iniziativa, di coraggio, e di voglia di cambiare davvero!! Auguroni !!😉

      • Sab scrive:

        Ciao Dante,
        grazie della risposta. Nel mio commento non ho raccontato molto di me, ora ti spiego meglio: ho un posto fisso da 11 anni, prendo 1600 euro (14 mensilita’), ho i buoni pasto, un’assicurazione medica, permessi e ferie piu’ o meno quando voglio, lavoro solo le mie 8 ore e non mi porto il mio lavoro a casa, neanche mentalmente, nessuna responsabilita’, pero’ un lavoro palloso. 3 anni fa ho preso aspettativa per fare un master in turismo, mia passione: durante lo “stage” non retribuito, ho visto che le impiegate di mio pari livello prendevano 400 euro in meno al mese, senza 14a, senza buoni pasto o assicurazione, ma soprattutto (cosa x me decisiva) facevano molti straordinari e solo 1 settimana di ferie per volta, d’estate max 2. Dopo 1 mese di stage per di piu’ ho capito che lavorare in un ufficio al pc, anche se era in un settore che mi interessa, non era meno noioso che farlo nel mio settore. Alla fine dello stage le proposte non sono arrivate, io sono rientrata nel mio posto di lavoro e qui sono ancora, e sono passati 2 anni.
        Significa che non voglio rinunciare a circa 6-7000 euro di stipendio l’anno? No, significa che non voglio rinunciare a fare 3 settimane di ferie se mi va, e non voglio rinunciare ai miei sabati (nel turismo si lavora di sabato, di domenica etc). Per me viaggiare e’ FONDAMENTALE, senza non vivo.

        Quanto al mio stile di vita, ho un appartamento (finito di pagare), mi sono appena sposata e mio marito ha un terreno con una piccola villetta mezza costruita. A brevissimo ci faremo un mutuo per finirla, l’anno prossimo andremo a vivere la’, io affittero’ il mio appartamento e il mutuo dovrebbe ripagarsi da solo.
        Le mie spese mensili sono bassine, mangiamo sempre a casa, pochi sfizi, niente vestiti nuovi tranne quando i vecchi si rompono. I risparmi vanno o in viaggi e in attrezzatura fotografica (nostre due passioni comuni) o in cose motociclistiche (passione di mio marito che ho “accolto”). Viaggi = in moto con tenda o in ostelli, oppure in aereo economico + ostelli/hotel economici. Con quello che spendiamo noi per fare 3-4 viaggi l’anno, gli altri ci fanno 2 settimane ad agosto in Sardegna (e comunque che colpa ne ho io se le nostre aziende chiudono 2 settimane ad agosto, dovrei stare a casa e buttare le ferie?)

        Penso che una volta traslocato, l’anno prossimo vorremmo avere un bambino. Mi fa comodo avere la maternita’ pagata, per cui per ora mi tengo il mio posto fisso, e mi accontento delle ferie e dei weekend che ho. La mia passione (viaggiare per il mondo) che e’ il motivo per cui vorrei avere piu’ tempo libero rispetto a quello che gia’ ho (che non e’ poi pochissimo), dovra’ aspettare qualche annetto temo. Comunque appena avro’ un figlio cerchero’ sicuramente un part-time per dedicare piu’ tempo a lui e alla mia famiglia.

        Insomma le situazioni sono sempre piu’ complesse di quello che sembrano, per cui mi sa che il tuo commento non era molto adatto alla mia situazione.
        Grazie mille lo stesso🙂
        Sab

      • Sab scrive:

        Adesso che ho un po’ di tempo😉 visto che sono in pausa pranzo, vorrei aggiungere qualcosa a quello che ho scritto prima di fretta. Non e’ che io vorrei piu’ tempo libero solo per viaggiare. Anche se faccio un lavoro poco “impegnativo” trovo comunque che 8 ore al giorno siano tante e non si riesca a fare molto altro nella vita. Ho vari interessi oltre ai viaggi, e faccio molta fatica a seguirli, oppure per farlo devo rinunciare ad avere anche un po’ di tempo per il semplice sano relax senza fare niente.

        Mi piace leggere (e’ un’altra delle poche cose per cui spendo i miei soldi), mi piace fare foto e probabilmente ne faccio fin troppe visto che ne ho migliaia di arretrate da sistemare, e passo spesso le sere al pc con programmi di sviluppo fotografico aperti. Mi piace scrivere di me e il mio blog appena aperto vorrebbe un po’ di tempo per se. Mi piace seguire le notizie, mi piace partecipare a vari forum, mi piace leggere i blog altrui. Mi piace fare una vita il piu’ possibile rispettosa dell’ambiente e vicina alla natura, mi piacerebbe farmi da mangiare da me magari con cose coltivate da me (quando avremo la villettina magari pianto qualcosa…) ma non ho tempo neanche per quello. Mi piacerebbe avere piu’ tempo per stare con mio marito, per vedere gli amici, per andare ad una mostra, per tenere la mia casa in ordine (al momento sembra sempre che sia passato un tornado da poco). Mi piacerebbe seguire meglio il corso di francese che sto faticosamente portando avanti. Mi piacerebbe non dover incastrare le incombenze quotidiane (posta, medico, piccoli problemi auto, qualche spesa, banca, etc) in pausa pranzo o prendendomi dei permessi dal lavoro. Mi piacerebbe avere il tempo (e la voglia!! ehehe) di fare un po’ di movimento fisico. E mi piacerebbe tanto non dover piu’ arrivare a casa alle 6 e mezza di sera con tutte queste cose che vorrei fare (piu’ le normali faccende domestiche e la cura di se’) e non avere il tempo di rilassarmi e basta.

        Insomma vorrei non dover piu’ vivere con l’orologio, con i ritmi forsennati di oggi. E come ho detto nel mio commento precedente, il part-time ho intenzione di chiederlo, ma nella mia azienda e’ impossibile (gia’ tentato da innumerevoli colleghe neomamme e non, l’ultimo caso solo qualche mese fa) e dovro’ cercarlo in un nuovo posto di lavoro. Il mio unico “dilemma” e’ che a 38 anni (l’anno prossimo) e magari con un figlio piccolo, non mi si prendera’ nessuno, e sinceramente non mi va di stare del tutto a casa, anche solo come forma di sicurezza, visto che stiamo per aprire un mutuo. E poi se si ha un figlio e’ ancora piu’ necessario un minimo di stabilita’. Mio marito ha un contratto fisso anche lui, ma ormai anche con quelli non sei certo sicuro, ho visto piu’ persone licenziate (con “incentivi al licenziamento volontario”). Quindi io un lavoro stipendiato lo vorrei, anche fossero solo 800 euro al mese. Spero di trovarlo… l’anno prossimo vedremo!🙂
        Sab

    • Dante scrive:

      @Sab: replico qui alle tue due risposte qui sotto (non mi da il tastino ‘replica’ dopo le tue due reply… boh.. ^^).
      Non ti preoccupare, il mio commento, fatto ad un tuo commento al post, voleva essere un discorso ‘generale’ sul come io ho affrontato il DS, e su come secondo me andrebbe interpretato. Su moltissime cose di cui mi hai scritto sono super daccordo con te, certamente se pero’ un giorno sceglierai di ‘scalare marcia’ ho paura che uno stipendio come mi descrivi dovrai scordartelo, o meglio, dovrai scegliere se avere piu’ tempo libero (e quindi non pagato, tipo con un part time..) o se continuare a prendere ‘bene’ (ti garantisco che 1600 euro x 14 mensilita’ non sono in molti a vederli.. nel commercio si viaggia sui 1200 euro al mese, 1300 a spalare , per un full time, molto full…).
      Certo sarebbe che se riuscissi a conciliare la tua passione per turismo e viaggi, o fotografia, con attivita’ affini che ti facessero anche guadagnare, potresti scegliere di cambiare lavoro. Purtroppo pero’, come dici tu nel turismo si lavora quasi tutti i giorni (come del resto nel commercio), e quindi gia’ qui si pone una scelta. E’ certo che pero’ , almeno per quel che mi riguarda, non riuscirei a fare un lavoro che mi diventa ‘palloso’ per piu’ di un tot, anche con un guadagno come descrivi tu. Io sul lavoro ho bisogno di sentirmi bene, di fare qualcosa che mi piace, ed e’ per questo che per ora mi accontento di un part time, che tutto sommmato non mi logora la vita, e non mi prende granche’ in termini di liberta’, per avvantaggiarmi con cio’ che davvero amo fare. E’ ovvio che ci vuole tempo, pero’ anche io e mia moglie, come del resto voi, siamo a posto con la casa, dopo tanti sacrifici miei e soprattutto dei miei genitori (che mi hanno insegnato a risparmiare anche le 100 lire…), e non ci torna impossibile vivere con 2 stipendi part time (lei e’ una 30 ore, io 24 , ma ‘sforo’ spesso verso le 30..). Purtroppo il neo dei lavori da dipendente e’ sempre e solo uno: si DIPENDE, dagli altri, dalle aziende, e come dicevi tu, riguardo l’altro lavoro che avevi trovato, magari come stipendio andava anche bene, MA dovevi adattarti come periodi di ferie, o come giorni di lavoro. E’ una cosa che piano piano negli anni si e’ fatta largo nella mia testa, fino a farmi capire che bisogna in tutti i modi ridurre al minimo il tempo dedicato ad una attivita’ lavorativa per conto terzi ed in dipendenza da terzi: la cosa che davvero ci puo’ far star bene, e’ ,col tempo, indirizzare energie e forze verso quelle attivita’ che ci gratificano, e che il piu’ delle volte, se codivise o gestite bene, possono trasformarsi anche nelle nostre fonti di reddito.
      Comunque vada, in bocca al lupo, e ti auguro tanti e tanti viaggi felici !!😉

  9. Elisa scrive:

    Tocchi un punto molto importante: scegliere non solo per noi, ma anche per chi dipende da noi.
    Tu parli dei tuoi genitori, io penso a mia figlia. Se lascio un lavoro “sicuro” e poi non mi bastano i soldi per darle una vita serena?

    E’ questione di priorità, naturalmente. Le mie le ho stabilite e in parte le sto stabilendo ancora oggi (si smette mai?), ma so per certo che la mia bimba viene prima della carriera, artistica o aziendale che sia, ad esempio.

    Tu hai fatto la tua scaletta di priorità?
    A volte aiuta!

  10. sestorasi scrive:

    il downshifting senza avere da parte un po’ di soldini?Naaaaa!; e il proprio tenore di vita si è adattato ad anni di stipendio, quindi va calato. Rinuciare a qualcosa? Non proprio, quel qualcosa non deve sentirsi più come necessario, mica facile…e aggiungo un esperimento di qualche anno fa: un cane (femmina)e una volpe (maschio) vengono messi a vivere assieme per forza: la cagna non l’ha data al volpo perchè si riteneva socialmente superiore, in quanto facente parte di una specie che può vantare una schiavitù, cioè un inquadramento. La volpe, libera e selvatica (cioè socialmente emarginata), non insisteva nemmeno più di tanto perchè in fondo sentiva che era giusto così. Se un giorno quella volpe si sentirà superiore perchè libera (e non ci arriverà finchè vive rubando galline al padrone della cagna)….avrà fatto downshifting.

  11. Stefano scrive:

    Ciao Sylvie.

    Che bel pezzo, pieno di energia violenta. Hai sputato un bel demone: adesso lo guardi, ti fa paura ma ti accorgi che insieme alla paura ci sono anche i tuoi sogni, che ti danno forza.
    Questa consapevolezza ti aiuta a vedere oltre la trappola del “faccio un lavoro di merda che mi da’ da vivere” oppure “seguo i miei sogni e muoio di fame (o mi faccio mantenere)”. A nessuno piace morire di fame e ci si paralizza. Ma adesso tu sei in movimento.
    Ti invito a credere sia possible “sia seguire i tuoi sogni, sia vivere nell’abbondanza” (invece che “o … o….”). Ci vuole coraggio, perche’ e’ difficile crederci all’inizio, quando la realta’ e’ differente. A me sembra che tu abbia iniziato a crederci, nonostante la Paura. Per questo stai valutando modi per farlo accadere.
    Non credo piu’ al “buttarsi” e cambiare vita da un giorno all’altro. Se fosse cosi’ semplice, l’apprendimento non sarebbe necessario. Non ho mai sentito di nessuno che abbia scalato l’Everest con successo avendo deciso di buttarsi nell’impresa dopo aver fatto un po’ di camminate in montagna. Ma non mi e’ sempre stato cosi’ chiaro. Io non ho mai avuto problemi finanziari ma ho passato molti anni nella Paura. E c’era una parte di me che mi insultava ogni mattina dicendomi che ero codardo perche’ non avevo il coraggio di buttarmi e seguire i miei sogni. Non era piacevole e mi ricordo di quanto mi sentissi isolato (lo ero!). Poi un giorno ho cominciato a usare questa energia violenta per compiere azioni e chiedere consigli a chi ce l’aveva fatta. E piu’ facevo e chiedevo e piu’ la Paura aveva meno spazio e piu’ i miei sogni diventavano reali e realizzabili. Cose impossibili si rivelavano molto semplici.
    Ti chiedi: “se io mi licenziassi e mi cercassi piccole collaborazioni da 5-8 euro scrivendo post?” E se invece cominciassi prima a cercare piccole collaborazioni e poi, quando hai visto che funziona, ti licenziassi? Il modo lo trovi, la realizzazione pratica e’ la parte meno difficile. Basta Chiedere.
    E se cominciassi a trovare persone che hanno seguito i loro sogni e vivono ben e chiedessi a loro come hanno fatto?
    Non c’e’ bisogno di buttarsi nel vuoto per imparare a volare.

  12. lorenzo scrive:

    scrive uno che come professione vorrebbe disegnare, ed essere pagato abbastanza per farlo. quello che dici tu, cara Sylvie, è maledettamente vero, e sfido chiunque a non porsi le stesse domande; indendiamoci, se uno nasce cagando soldi allora magari non se le pone, e noi non possiamo farci molto. ho un collega che a 19 anni ha una paghetta mensile più alta del mio stipendio e guida un 4 ruote da 30mila euro. farà sempre il cazzo che vuole, perchè ha una base economica solida quanto il colosseo.

    ma posso forse biasimarlo? al suo posto, io, non approfitterei della fortuna con cui sono nato? io penso proprio che lo farei, come approfitto ora delle risorse che ho, se ne ho. è una questione di scelte: molli tutto sapendo il rischio che corri, e ci provi, oppure fai il sacrificio e tieni duro perchè hai un motivo per farlo?

    nessuna delle due è sbagliata, e nessuno può permettersi di dirti che “non hai le palle” perchè non molli tutto per inseguire i tuoi sogni. ci vuole coraggio anche a fare ogni santo giorno lo stesso lavoro che ci fa cagare… avete presente la puntata in cui homer lascia il lavoro alla centrale ma poi nasce la terza figlia? ecco, provate a guardarvi quella!

  13. pentapata scrive:

    toc toc …posso?
    daunsciftare temo significhi anche ridurre consumi e aspettative legate agli acquisti. E’ per questo che vorrei lavorare meno avere più tempo per gli affari miei, ma più denaro.

  14. lordbad scrive:

    Bel post, indicativo direi!

    Ripartiamo dunque dall’amore come reciproca crescita degli io! =)

    Su Vongole & Merluzzi ci ci chiede invece se il “mito della psicoanalisi” può condurre all’individualismo!

    Spero avrai modo e voglia di ricambiare la visita

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/21/psicofornication/

  15. adryena scrive:

    triste e profondo insieme questo post.
    tu sei forte e determinata, l’importante, secondo me, è non rinunciare mai alla propria felicità, solo così si prendono le decisioni giuste…credo!

  16. Dante scrive:

    Ciao Sylvie,
    da un po’ di tempo passo qua dal tuo blog, e stamattina, visto che ero in piedi molto presto ho letto questo post, che riguarda cio’ che sto facendo (cercando di fare) negli ultimi anni. Posso innanzitutto dirti che certamente bisogna fare delle scelte, ed esserne convinti, posso pero’ anche affermare che, come dice un vecchio detto popolare, “con i SE e con i MA non si conclude nulla”. Ovvero: sono stato nel settore terziario e servizi per oltre 15 anni, ho lavorato come responsabile di negozio per alcune grandi catene di distribuzione, fino a circa 7 anni fa, quando la mia passione per il disegno e la fotografia inizia a ‘premere’, ovvero inizia a stare stretta in quelle mezz’ore rosicate che potevo concedermi una volta a casa, dopo aver adempiuto anche alle faccende domestiche (sono sposato, ma all’epoca eravamo tutti e due full time, io addirittura forfettario, quindi via praticamente dalla mattina alla sera..). Poi succede un’altra cosa, non proprio bella, che inizia a farmi capire la direzione da prendere: nel 2003 il mio ‘io interiore’ decide di ribellarsi, e in un’estate torrida, fra le piu’ calde che io ricordi, finisco all’ospedale, una sera, dopo cena. Fiato corto, inspiegabili timori e tremori (ero poi appena rientrato da 15 giorni di ferie, passati a casa , quindi nulla di che..),e… e non ero piu’ io. Ho passato un anno (forse piu’) rimettendo in discussione tutto, da me stesso, alle priorita’, ai desideri, ai veri bisogni. L’ho passato a casa, curandomi, iscrivendomi a yoga (che fra l’altro ho scoperto piacermi un mucchio, e quindi poi l’ho continuato per alcuni anni..) e ripromettendomi di smetterla di farmi violenza da solo, ovvero di impormi cio’ che sentivo che dentro di me veniva rifiutato. Il medico mi spiego’ che, anche se in quel periodo non ero particolarmente stressato, tutto cio’ aveva avuto luogo da un sovrapporsi di stress covato internamente (che io avevo sicuramente ignorato..). Da allora mi sono ripromesso di non accettare mai piu’ lavori con incarichi di responsabilita’, di non accettare mai piu’ orari al limite della schiavitu’, di cercare di tradurre in qualcosa di concreto quello che sino ad allora era rimasto nel cassetto. Ho scoperto che per me vale di piu’ un pomeriggio da passare disegnando, o fotografando, o con mia moglie, piu’ che 50 euro in piu’ in busta, che alla fine magari vanno spesi in medicinali, o shopping compulsivo, o amenita’ del genere. Oggi sono tuttora nel settore, ancora per poco, sto lavorando come semplice addetto alle vendite, part time, stipendio decoroso , e fra qualche mese, alla scadenza dell’ennesimo contratto a tempo determinato, penso di non accettarne un eventuale rinnovo. Voglio provarci, provare a mettermi al 100% a disposizione della mia passione per il disegno , l’illustrazione, la fotografia, perche’ finche’ non ci si prova, non si puo’ sapere se poteva andar bene. Ovviamente le tue paure sono condivisibili, se pero’ queste ti bloccano la vita, il futuro, diventano dannose. Davvero pensi che rimandendo impiegata, lavorando magari 12 ore al giorno, sara’ piu’ facile metter su famiglia grazie al maggior ingresso di liquidi? O forse, raggiungendo un equilibrio fra necessita’ reali e un lavoro magari piu’ ‘leggero’, forse riusciresti comunque a vivere bene e ad avere piu’ tempo per te e i tuoi sogni. Sia chiaro, lungi da me il voler dare consigli, io ho raccontato in breve cio’ che mi e’ successo e che mi ha portato al mio personale downshifting, pero’ e’ anche vero che proprio la parola ‘downshifitng ‘ vuol dire ‘scalar marcia’ e non ‘tagliare con tutto’. Molte volte invece vedo che viene interpretata come un taglio netto con tutto cio’ che si sta facendo, mentre invece penso che vada intesa proprio nel suo significato, ovvero ‘rallentare’. Non so quanto possano essere le tue competenze attuali, non conosco le tue incombenze finanziarie, pero’ sicuramente eliminando qualche SE e qualche MA, riuscirai, se vorrai, a trovare il modo di cambiare le cose. Partendo magari, come gia’ qualcuno ha consigliato, dal cercare quelle collaborazioni di cui parli, ampliarle, renderle produttive, e poi staccandoti dall’occupazione attuale, cercando chesso’ un part time per integrare. Scusa la lughezza della risposta, ma ci tenevo a scrivere queste cose, anche solo per condividerle. Buona fortuna😉

  17. Ar-Pia scrive:

    Solo una precisazione per chi ha parlato di chiedere un part time:
    lavoro part time = stesso carico ma metà tempo per farlo.

    • Zoppas scrive:

      Non credo affatto sia una verità assoluta!

    • Dante scrive:

      Beh, dipende da chi fa il part time, se e’ incline a ‘farsi comandare a bacchetta’ oppure se e’ uno che il suo lo fa, onestamente , ma senza farsi mettere il pepe al culo da chi vorrebbe tutto e subito. Puo’ esser vero per un novellino del mondo del lavoro, ti garantisco che , almeno per quel che mi riguarda, io faccio il mio, ma senza correre come un forsennato .. e se rimane della roba da fare, beh, la fa chi, pur facendo il full time, rende quanto un part time, ovvero quelli che alzano un gran polverone (in genere i responsabili o di reparto o di negozio..) che corrono avanti e indietro facendo finta di essere super impegnati , e a fine giornata hanno prodotto esattamente ZERO !!
      Penso che nel mondo del lavoro di oggi si debba prendere anche un po’ il toro per le corna, per non venire ripetutamente sfruttati o ridicolizzati: dal lavoro ‘teorico’ a quello pratico la differenza si fa sempre piu’ grande: chi ci dice “in tot ore si fa questo, e questo e quello” e’ sempre piu’ spesso una persona che pensa di essere furba scaricandosi di lavoro e buttandolo sugli altri, sta quindi in noi capire fin dove SI DEVE e si PUO’ fare un determinato lavoro. Se poi non si vuol mai contraddire nessuno, per paura che poi non ci venga rivolta piu’ la parola, o per altre paure astruse, allora poi si fa il gioco di chi ci comanda a bacchetta …

  18. donella scrive:

    Guarda. L’hai detta giusta. Il Downshifting è cosa bella e giusta – ed editorialmente interessante- solo se: hai casa di proprietà. Una discreta sommetta in banca o investita (almeno 500.000euro, tanto per andar sul concreto),non hai figli -fondamentale-, non hai parenti che contano su di te.
    Non guasta poi: sei maschio, hai un bel net di amici, la tua fidanzata è ricca, sei uno spilorcio tendenziale.
    Questo è il profilo di uno dei più celebrati D.shiffter italiani del momento.
    Appena fuori da queste categorie, si tratta di tirare la cinghia, risparmio domestico,


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