Il diavolo veste BlackBerry

 

Devil Case BlackBerry

Dopo la sclerata, eddai sì, un po’ romanzata, della scorsa settimana, PollyCanna deve aver fatto dei ragionamenti nella sua testolina sempre incoronata da una piega perfetta.

Stavo brieffando dei redattori quando mi chiama e mi chiede di salire. Abbandono i collaboratori e vado, lo sapete che ormai non le propongo più di aspettare e lasciarmi finire ciò che sto facendo.

Un piccolo urto di nausea mi sfiora lo stomaco mentre salgo le scale. Non ci faccio caso.

PollyCanna mi accoglie con un sorriso bianco lancinante e mi fa sedere.

La nausea si è trasformata in un malessere diffuso, penetrante, dalle articolazioni al cuoio capelluto, dai muscoli delle gambe alle tempie, non so darmi una spiegazione. Anche l’odore mi disgusta: Poison by Dior (si può dire tutto, ma La Nostra ha dei gusti celestiali…) misto a… a cosa? La tisana anti ritenzione idrica? Mah.

Sospira e prende dal cassetto laterale della sua super postazione, degna di un presidente di mulinazionale, una scatola, appoggiandola sulle riviste che inondano la scrivania.

Sommo orrore. La nausea si fa fortissima, la testa mi esplode, gli occhi fanno fatica a stare al loro posto, forse potrei parlare anche in aramaico antico tanto sono fuori di me. È un BlackBerry Torch.

Ho un brivido che mi scuote la cassa toracica, poi uno sprizzo di lucidità: ho capito tutto.

Tipico, abbiamo litigato e invece di mettere a tacere quei due stronzetti e rendermi giustizia, mi fa un regalo. Mi vuole tentare, sedurre! Malefica!! Sono imbarazzata e irritata, oltre che sull’orlo di vomitare, non sopporto il suo sguardo da Sono o non sono il miglior capo del mondo, oltre ad essere una gran gnocca di classe?

PollyCanna (sguardo da cerbiatta e sopracciglia ad ala di gabbiano): Allora? Che ne dici?

LaStancaSylvie (sguardo incredulo, fronte madida): PollyCanna… io non posso accettare… (soffoco un ruttino dovuto al caos nel mio stomaco).

PollyCanna: Ah ah, sciocca, ma certo che puoi, te lo meriti, sai, è comodissimo! In quanto quadro poi dovevi averlo già da tempo, ma sai, sono periodi di grande austerity nel gruppo.

LaStancaSylvie pensa (disgustata dalla puzza ormai manifesta): Eh sì, il tuo ufficio-santuario arredato da una designer esotica ne è la prova. Hai pure uno che ti viene a curare il bonsai!

LaStancaSylvie dice (voce nasale per tentare di non respirare troppo la mefitica aria): No, ma guarda, a me non serve proprio, sai che sono sempre connessa e sempre reperibile comunque (bugia! non più ormai!). Ne ho uno praticamente uguale! (bugia! o meglio, è vero nel senso che ricevo mail sul mio smartphone, dove non ho però sincronizzato la mail aziendale e mai lo farò).

PollyCanna (sguardo di una che spera di aver capito male): No, no, no, il BlackBerry è diverso da tutti…

LaStancaSylvie pensa (in preda a conati e crampi che le deformano la faccia): Il BlackBerry è il simbolo di ciò che non voglio essere nel lavoro, di ciò che mi terrorizza, di quelli che non ti guardano mentre gli parli manco avessero paura che gli rubi l’anima, del benefit trasformato in malefit, dell’ubiquità lavorativa, dei manager perduti. È un bell’aggeggio, ma non lo voglio, posso resistere.

LaStancaSylvie dice (cercando di NON guardare la scatola): Ti credo ma… davvero, non è necessario… sei stata fantastica a pensare a me, a volermi comprar– ehm… premiare ma, sai, non lo voglio davvero, ma non ti devi offendere. Fa’ come se lo avessi già attaccato alla corrente.

PollyCanna (a-l-l-i-b-i-t-a, offesa, a voce alta): Mi spieghi cosa vuoi allora?

LaStancaSylvie (educata ma decisa, anche se sull’orlo dello svenimento): Io voglio ringraziati ancora una volta, tornare al piano di sotto, finire il brief, finire i file di previsione produttività, finire la presentazione per la forza vendita, fare un paio di telefonate e uscire per le 18.00-18,30. Stasera vado al cinema con due amiche.

PollyCanna (mi trapassa con lo sguardo e si volta verso il monitor): Fa’ come credi. Puoi andare.

La scatola del BlackBerry mi osserva dalla sua scomoda posizione sempre in bilico su un mare di riviste patinate e scivolose. Ha un’aura intorno, un’anima nera, pece liquida, zolfo in polvere.

Mi alzo, esito un attimo sulla porta, non so nemmeno io perché, forse perché sto ancora decisamente male, e mi si infrange addosso un’onda sonora e d’odio:

PollyCanna (violenta): Ho detto che te ne devi andareeee!!!!! Sono occupataaaa!!!!!!

Mi ritraggo come una lumaca ferita dentro al guscio e scappo.

Questa me la fa pagare. Ho rifiutato un BlackBerry (che per il suo metro di giudizio è  come l’Ostia per i cristiani) dalle sue mani fresche di trattamenti alle mandorle dolci. Ai suoi occhi è un affronto, una dichiarazione di guerra. Mi sono pentita?! Dovevo prenderlo e fingere di perderlo o di essere stata derubata. O accettarlo, vivisezionarlo e affogarlo in un’acquasantiera.

Oppure va bene così e me ne sbatto, ecco sì, l’ho deciso adesso: me ne sbatto. Amen e così sia.



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29 commenti on “Il diavolo veste BlackBerry”

  1. Locomotiva ha detto:

    Uiomama, nobbbbuono.

    Uno, hai messo in discussione il valore dello scettro del comando, il simbolo stesso del Potere. Il Suo potere.
    Bisogna vedere quanto è psicolabile anche su questi dettagli.

    Due, pensava di chiudere la menata col dinamico duo grazie alla caramella tecnologica e lasciando tutto com’è.
    Mentre adesso c’è il pericolo che gli ritorni sul tavolo mentre è lì che smanetta col suo diabbbolico ordigno.

    Il che promette che non sia così psicolabile con il punto uno.

    Comunque, tieni botta. Chi l’ha detto che la strada in discesa sia più semplice che quella in salita fino al fianco delle GrandiCamicieCifrate?

  2. clandestinamentemente ha detto:

    io semplicemente…ti amo!

  3. Adblues ha detto:

    Io che sono ancora più mefistofelico penso fosse non il prezzo della pace ma un modo per controllarti meglio.
    Dovevi accettarlo e poi tenerlo spento 😉

  4. Laura ha detto:

    preparati perché te la farà pagare.

    Circa sei mesi fa la mia azienda ha regalato a tutti gli store manager un blackberry dando la possibilità eventualmente di rifiutarlo. Un paio di persone della mia area si sono rifiutati (io no perché mi fa comodo visto che non ho i soldi per comprarmi uno smartphone) e l’azienda ha preteso di sapere i motivi scritti sul perché non avessero accettato il cellulare aziendale.
    Semplicemnte ridicolo.

  5. lorenzo ha detto:

    io l’avrei accettato. lo so, sono una puttana, ma l’avrei accettato. sono come quelle spade maledette dei samurai, dove chi le impugna viene posseduto dal demone che alberga nella spada, e si trasforma. amenochè la sua anima non sia abbastanza forte da vincere.

    io ho sempre pensato di avere un’anima forte!

  6. Zoppas ha detto:

    Beh forse la mia critica nel post precedente ha influito su questa tua reazione, o forse lo vedo solo io, ma ritengo che tu finalmente abbia agito finalmente come un essere umano integro, senza se e senza ma, capace di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Ora puoi andare avanti con una importantissima consapevolezza in più. Brava!

    Ci sono momenti in cui ingoiare cacca è veramente impossibile, costi quel che costi…

  7. (in)determinata ha detto:

    cavolo..sei proprio tosta!
    (in)determinata

  8. […] È un BlackBerry Torch. Ho un brivido che mi scuote la cassa toracica, poi uno sprizzo di lucidità: ho capito tutto. Tipico, abbiamo litigato e invece di mettere a tacere quei due stronzetti e rendermi giustizia, mi fa un regalo. … Approfondisci: […]

  9. vicozzarecords ha detto:

    Io sento puzza di rivoluzione…

  10. Antonio Patti LdF ha detto:

    Respect!
    (e comunque il BB non vale un altro smartphone..per me..)

  11. Io penso che se la decisione di non accettarlo è nata da un sincero stato di grazia dal lavoro, hai fatto bene: il problema del “se si è incazzata” a quel punto è solo suo.

  12. donnaincorriera ha detto:

    Grazie. Per tutto.

  13. Ar-Pia ha detto:

    Potevi prenderlo, fingere che te l’avessero fregato, e rivenderlo su ebay

  14. ondalunga ha detto:

    Ar-Pia prpone una cosa interessante. Comunque il tuo atto di ribellione è da manuale di sociologia. Rifiutare il BB è rifiutare di vendere l’anima all’azienda. MITICA.

  15. pattylafiacca ha detto:

    Il mondo lavorativo si svolge su un piano diverso da quello esistenziale….se nella vita vera ti direi “perfetto, ben fatto” in questa vita parallela del lavoro noto che la miglior maniera per ottenere il massimo con il minimo sacrificio e’ assecondare le persone facendo loro credere quello che vogliono per poi fare di testa propria…quindi… quoto Ar-Pia…..

  16. Zoppas ha detto:

    Comunque questo è uno dei post più belli e divertenti che tu abbia mai scritto!

  17. widepeak ha detto:

    e se era un Iphone? o magari un Ipad?

    perfida me 😀

    però fai bene, a sbattertene, si!

  18. […] Articolo originale: Il diavolo veste BlackBerry Share and Enjoy: Tecnologia […]

  19. M di Ms ha detto:

    Odio il Blackberry.

    Pollycanna ha detto “vedo” e tu hai calato una scala reale.
    Ora i giochi sono chiari.

  20. Zoppas ha detto:

    Per esperienza personale ti posso dire che essere se stessi è sempre la soluzione migliore. Il punto semmai è che spesso essendo noi stessi non siamo in grado di affrontare le situazioni. E allora fingiamo, cerchiamo scorciatoie, ci nascondiamo. Non è sbagliato in senso assoluto: non si può sempre fronteggiare tutto. Tuttavia non si può neanche rimanere sempre nel proprio guscio! Ecco, tu stavolta sei stata te stessa e hai dimostrato di essere pronta per esserlo.

    E’ successo qualcosa di simile anche a me negli ultimi giorni e ne ho guadagnato su tutti i fronti… almeno così pare!

  21. […] Downshifting Baby Voglio una vita normale. Ma un po' punk e un po' deluxe. Salta al contenuto HomeDownshifting?!LaStancaSylvieIl downshifting e LaStancaSylvie ← Il diavolo veste BlackBerry […]

  22. aritmia ha detto:

    Io odio il BB.
    Nell’azienda dove lavoravo, su 65 dipendenti, solo 10 non erano stati dotati. E’ inimmaginabile il danno che crea quello strumento: e-mail a tutte le ore e telefonate pure di domenica o dopo-cena. Ha annullato qualsiasi barriera tra il tempo lavorativo e il tempo libero. Non c’è nemmeno più ritegno, perchè bisogna sfoggiare l’arnese in ogni contesto, pure in coda al supermercato…
    Io odio il BB, l’ho già detto?
    L’ho tenuto spento da subito, fuori dalle ore di lavoro, e la reazione non è stata per niente buona.

  23. Giorgio ha detto:

    … non ho letto tutti i commenti ma per chi come me con il BB ci (purtroppo lavora) l’unico trucco è spegnerlo dopo una certa ora… diciamo quando metto piede giù dal treno al ritorno (quindi circa 12/13 ore dopo che sul treno ci ho messo piede alla mattina) e per tutto il w-e rimane spento (a meno non si debbano fare chiamate PERSONALI CON AMICI/COLLEGHI)…
    A dicembre me l’hanno rubato, ad oggi sono passati quasi 5 mesi… in fondo non ne sento poi tanto la mancanza… :-p

  24. emily ha detto:

    io l’ho usato una settimana e poi giace spento nel mio cassetto. mi inquieta un pochino a dire la verità, e comincio a nn reggere nemmeno più il cellulare a dire la verità. questa cosa di essere sempre reperibile anche quando sei dentro un ospedale a farti i cavoli tuoi e invece devi rispondere e mantenere un tono professionale la trovo….allucinante.
    mi sa che hai fatto bene

  25. […] parlando con qualcuno dell’ufficio accanto (sento le due voci dal vivo), certamente con il BlackBerry (lei crede che il telefono fisso sia un […]

  26. […] vale senza dubbio spenderci qualche minuto. Proviene da lì la citazione in apertura, tratta da questo post. Mi sono presa al libertà di riportarla perchè esprime esattamente il mio pensiero davanti a […]

  27. […] Ecco cosa sento dall’ufficio di CatWoman, adiacentissimo a quello di PollyCanna: […]

  28. […] tenta di raggiungere Il BlackBerry, pensando di cavarsela distraendosi come fa di solito, ma LaStancaSylvie le blocca la presa […]

  29. […] clienti. Una sfregatina sul dorso liscio dell’oggetto più desiderato dai manager (DOPO il BlackBerry) ogni 60 km, e l’accordo verrà chiuso di sicuro. I top manager più anziani riescono […]


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