Piano di inattività de LaStancaSylvie

 

Disappear, Maurizio Di Iorio

Come ho fatto a non scoprirlo prima, è tutta tattica:

  • cambiare la password della vpn e lasciarla in ufficio, così non si potrà controllare la mail aziendale da remoto
  • delegare il back office e la parte burocratica ai collaboratori
  • delegare le menate ai collaboratori (è la legge, lo hanno fatto anche con te, non puoi preservarli all’infinito dalle brutture del lavoro)
  • nel delegare non avere paura di far maneggiare ai collaboratori dati sensibili: tutti hanno già ottime ragioni e prove per denunciare l’azienda
  • pensare all’espressione “dati sensibili” e ripeterla più volte, perderà di senso e apparirà assurda come alle persone normali (possono dei dati inanimati essere definiti “sensibili”?)
  • lasciare accumulare i compiti in agenda, non rispondere alle mail, insomma, diluire gli impegni: quante persone non rispondono a te? quante mail che hai scritto non hanno ricevuto un feedback? perché devi essere più efficiente di tutti? hai mai avuto aumenti o benefici da questo comportamento?
  • imparare ad evitare le persone quando vogliono delle risposte: un po’ di sano nascondino è la sopravvivenza
  • stare in ufficio il meno possibile: andare a convegni, fiere, fare sopralluoghi, stare male spesso e andare dal medico di frequente per… accertamenti…
  • imparare a sparire come Houdini senza ragione apparente, spegnere il telefono, non lasciare tracce se non una borsa aperta sulla scrivania e il pc acceso, si potrà sempre dire che eravamo in bagno…
  • dichiarare di non essere capace di fare delle cose e non provare ad imparare a farle, tanto anche questo non porterà nessun beneficio aggiunto, ma solo delle mansioni aggiunte
  • non essere precisa nei report, nei piani di produzione, dgli action plan, creare un’aura di mistero e fumosità inorno a se stessi: questo confonderà le idee e non permetterà ai superiori di capire cosa si sta facendo
  • arrivare tardi e andare via presto, nessuno si è mai accorto della tua puntualità e delle intere serate spese a NoNothing Inc.

Next step: imparare a rompere i coglioni e a lamentarsi di continuo, chiedere chiedere chiedere chiedere (ferie, soldi, benefit, facilities, corsi di aggiornamento) e smettere di dare.

Eh sì, basta col dare, è ora di prendere.

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17 commenti on “Piano di inattività de LaStancaSylvie”

  1. AD Blues ha detto:

    Ottimo!
    Mi sa che inizio a prendere appunti.

    —Alex

  2. goldie ha detto:

    ottimo piano! mi associo con alex 😉

  3. marymichan ha detto:

    mamma mia, come vorrei anche io farlo… :S

  4. aritmia ha detto:

    bisogna esserci nati così…
    perchè appena abbassi un po’ la guardia,
    c’è la ricaduta

  5. Ar-Pia ha detto:

    Da lettrice assidua, ed ex sfruttata, confermo che si tratta di un ottimo piano; impegnarsi a NON fare stanca molto meno di impegnarsi a fare… nel mio ultimo lavoro, avevo deciso che non mi sarei licenziata, ma avrei aspettato di essere buttata fuori: così ho fatto, e ne è valsa completamente la pena!

  6. luca ha detto:

    dopo tanti anni di efficienza lavorativa e zero soddisfazioni, sto arrivando alle stesse conclusioni, ma che tristezza sylvie, andare contronatura. Meglio allora fare gli artigiani, non credi? Una libreria, un tavolo, un maglione, tutte cose che si possono toccare, valutare, apprezzare. Pensa a Geppetto, quando Pinocchio venuto tanto bene da iniziare a parlare con lui gli ha scaldato finalmente il cuore, ma fatto battere i denti per non averlo bruciato…

  7. Sherpa01 ha detto:

    ho cercato un punto che non condividessi. non l’ho trovato

  8. ventiquattro3 ha detto:

    Soprattutto il “next step” mi pare determinante.
    La saggezza popolare genovese dice “chi u nu ciange u nu tetta” e cioè il bambino che non piange non prende il latte dalla mamma.
    In ufficio è esattamente cosi. Chi sta zitto, non si lamenta e non da problemi viene parcheggiato e non prende nulla.

  9. manty ha detto:

    sadicamente perfetto.
    ma tu?

  10. Laura ha detto:

    Yes!
    Ho cominciato a fregarmene pure io da un po’ e pare che la cosa stia dando i suoi frutti 🙂

  11. neko7 ha detto:

    concordo pienamente… e tristemente…

  12. […] Downshifting Baby Voglio una vita normale Salta al contenuto HomeDownshifting?!LaStancaSylvieIl downshifting e LaStancaSylvie ← Piano di inattività de LaStancaSylvie […]

  13. stronggrond ha detto:

    Silvia, questo post è una meraviglia, meglio di una seduta dallo psicoterapeuta. Dobbiamo imparare a chiedere chiedere chiedere, sempre ed ogni giorno, chiedere, rompere le scatole. Dobbiamo inventarci mille motivi per assentarci dal nostro ufficio, non ci manderanno via, ma cominceranno a sentire che li stiamo abbandonando e soffriranno. Eccome. Perché saranno gelosi di quello che faremo fuori.

  14. […] non è la parola giusta, ma preferisco stare al gioco sporco piuttosto che essere una Don Quichotte che lavora 12 ore al giorno mentre tutti gli altri si fanno […]

  15. Juliaset ha detto:

    Un ottimo piano, il problema è che se forzi la tua natura anche in questo modo soffri senza motivo (parlo per esperienza personale, conclusasi quattro anni fa con il mio licenziamento, cosa di cui non mi sono mai pentita). Nel mio caso era l’azienda il problema, non io, ma finché ci sei dentro…
    Complimenti per il blog, realistico, divertente e scritto benissimo!

  16. […] dire che da quando il mio menefreghismo lavorativo ha preso il sopravvento sullo stakanovismo (o meglio, workaholismo, perché di letale patologia si […]

  17. […] Questa settimana non è andata bene al lavoro. Ho avuto un set dopo l’altro, uno shooting fotografico dopo l’altro, una presentazione dopo l’altra. Ho anche fatto tardi in ufficio dopo tanto tempo e non c’è stato modo di imboscarmi fra le fresche frasche, boicottare riunioni, fingere malattie tropicali improvvise. Mi impegno a recuperare la prossima settimana, seguendo i miei comandamenti per la sopravivenza. […]


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