Mi viene il vomito, è più forte di me…

Awoman sweeping the soot off of the deck, Thomas D. McAvoy

Ieri sono tornata in ufficio. Va male, ho mal di stomaco e gastrite. Non mi sento rigenerata, mi sento depressa, tipo quella della pubblicità del tour operator in cui una donna piange perché non riesce a dimenticare le vacanze. Solo senza humor. Adesso sono al desk, con la pancia gonfia e una perenne sensazione di vomito, sto guardando annunci di lavoro in paesini vicini al lago. Voglio andare via da Milano. Ma sono sempre troppo qualcosa per tutto. Adesso lo metto io, un annuncio:

Donna, anni 35, troppo qualificata, cerca urgentemente impiego di poca responsabilità, mal retribuito, possibilmente in nero, no fine settimana. Requisiti minimi: da svolgere all’aria aperta, in ridente paesello su lago di Garda.

Beh, tra un’oretta esco con una scusa e sto fuori almeno 2 ore e mezza. Passerà  e troverò le forze, lo so che la sto prendendo peggio di quello che in realtà è. I problemi sono altri, nella vita, e mi stupisco che io non l’abbia ancora veramente capito.

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9 commenti on “Mi viene il vomito, è più forte di me…”

  1. mantiduzza ha detto:

    non credo che i problemi veri siano altri.
    al momento non ti piace la tua vita, che è buona parte passata a fare un lavoro che non ti piace nè interessa più.
    mi sembra un bel problema, non qualcosa da sciocchi e ridicoli bimbi viziati.
    sei molto coraggiosa ad affrontare questo problema.
    e ti ringrazio per condividere tutto ciò con noi.
    per me sei stata una molla potente.

  2. Riccio84 ha detto:

    Io ci abito vicinissima, al lago di Garda. Se vuoi posso darti una mano.

  3. Laura ha detto:

    Abbi il coraggio di cambiare prima che sia troppo tardi: quando avrai una famiglia tutta tua (uomo e bimbi) non potrai più farlo. Fidati: parola di chi l’ha capito troppo tardi.

  4. Michela ha detto:

    Ciao – riconosco i sintomi. In maniera meno grave, perchè il mio lavoro è un po’ meno opprimente, sono li stessi che ho io. Con l’aggravante che io non sono così qualificata e… sono vecchia, ho più di 40 anni.
    Anyway… devi cambiare lavoro, non ci sono santi. Ma concediti di farlo con calma: prendi atto che qualcosa si è spezzato in questo lavoro (che magari in passato ha contribuito a “costruirti”, in senso positivo), e guardati attorno. Sei giovane, preparata ed esperta (quindi ahimé sovradimensionata più o meno per qualsiasi ruolo, dato che ormai viviamo in un mondo che funziona benissimo anche se ad avere il potere sono gli imbecilli, visto che ci siamo preoccupati di renderlo il più possibile “a prova di”). Hai un mare di talenti che puoi scegliere come usare: mica necessariamente nel lavoro. Insomma… serena. Sei in crisi, ma hai mai fatto caso della somiglianza tra le parole “crisi” e “crisalide”? Ti aspetta un futuro da farfalla, passato questo momento buio…
    In bocca al lupo (a te e a me)
    M.

  5. Lamberto ha detto:

    Credo che tu abbia già raggiunto un grado sufficiente di consapevolezza su ciò che vuoi. Il vortice del lavoro, soprattutto quando questo è denso di cose sgradite, tende a ricacciarla sotto strati di fuliggine. Le settimane e gli anni così volano, tra buio e speranze e velocità piena di nulla. Prima o poi la tua volontà vera però esploderà e non potrai resistere. Se ti sarai preparata bene interiormente e sul fronte dell’economia, allora potrai agire, scegliere un lavoro che ami – e magari molto meno retribuito – o semplicemente non lavorare più e dedicarti alle tue passioni.
    Io ho lavorato 22 anni. In una multinazionale. In una città enorme. Non mi pare vero. Un fulmine. Se fosse possibile, tornerei indietro e non li brucerei. Guadagnerei meno soldi ma proverei a sentire il tempo, non dico che riuscirei a fermarlo, ma qualcosa farei. Comunque, dopo gli ultimi sei anni di programmazione, a fine mese lascio. Pensavo di dover aspettare ancora un po’ per ragioni economiche ma una circostanza fortunata, un generoso incentivo all’esodo elargitomi dall’azienda, mi aiuta a smettere adesso. E’ necessario capire cosa si vuole e, nel caso, organizzarsi. Il momento buono, arriverà. E un po’ di paura è inevitabile. Ce l’ho anch’io. Più di un po’. Ma la vita è una. Forza.

  6. Lamberto ha detto:

    Credo che tu abbia già raggiunto un grado sufficiente di consapevolezza su ciò che vuoi. Il vortice del lavoro, soprattutto quando questo è denso di cose sgradite, tende a ricacciarla sotto strati di fuliggine. Le settimane e gli anni così volano, tra buio e speranze e velocità piena di nulla. Prima o poi la tua volontà vera però esploderà e non potrai resistere. Se ti sarai preparata bene interiormente e sul fronte dell’economia, allora potrai agire, scegliere un lavoro che ami – e magari molto meno retribuito – o semplicemente non lavorare più e dedicarti alle tue passioni.
    Io ho lavorato 22 anni. In una multinazionale. In una città enorme. Non mi pare vero. Un fulmine. Se fosse possibile, tornerei indietro e non li brucerei. Guadagnerei meno soldi ma proverei a sentire il tempo, non dico che riuscirei a fermarlo, ma qualcosa farei. Comunque, dopo gli ultimi sei anni di programmazione, a fine mese lascio. Pensavo di dover aspettare ancora un po’, per ragioni economiche, ma una circostanza fortunata, un generoso incentivo all’esodo elargitomi dall’azienda, mi aiuta a smettere adesso. E’ necessario capire cosa si vuole e, nel caso, organizzarsi. Il momento buono arriverà. E un po’ di paura è inevitabile. Ce l’ho anch’io. Più di un po’. Ma la vita è una. Forza.

  7. Clara ha detto:

    Sono d’accordo con mantiduzza, in questo momento tu stai male, anzi tu VIVI male. Perchè tutto il tempo che trascorri in ufficio è vita. Capisco che non si possa vivere perennemente in vacanza lontano da tutto e da tutti, ma non è nemmeno giusto angosciarsi e soffrire così per il lavoro. Sembra facile dire “molla tutto”, ma poi l’affitto o il mutuo chi lo paga? E le bollette? E le mille altre cose necessarie a vivere? Per quanto possa valere posso solo dirti che ti capisco e ti mando un abbraccio.
    Clara

  8. adryena ha detto:

    Coraggio, è la stessa brutta sensazioneche ho provato anch’io al mio rientro!
    Ti sono vicina cara!

  9. elisinob ha detto:

    Tra le tante cose che ci accomunano, ora scopro che possiamo aggiungere anche le gastriti e i mal di pancia psicosomatici.
    Ma rovinarsi la vita per un lavoro, credimi, non ne vale la pena. Fossi in te, cambierei ditta quanto prima…
    Un abbraccio!


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