Il corso di taglio e cucito e LaSaggiaMaestra

 

Dressmaking form, CSA Images

Per i miei vecchi amici è cosa nota: io avrei voluto fare la sarta. Non la stilista: proprio la sarta. Ma ho sempre pensato che fare un lavoro intellettuale sarebbe stato più fico da raccontare, in più mi riusciva benissimo, quindi sono diventata una manager infelice. E pensare che potevo essere una sarta felice! (Ok, lo confesso: ho da sempre nutrito scarso interesse per la manualità e moltissima inclinazione all’inutile contemplazione delle idee …)

Ma visto che ho deciso di iniziare a pensare che è stupido credere che sia sempre troppo tardi per tutto, mi sono iscritta ad un corso del comune, praticamente gratis: Le basi del taglio e del cucito.

È iniziato il mese scorso e sono tronfia d’orgoglio per quello che sto imparando in queste tre serate settimanali, in cui faccio di tutto per volare via dall’ufficio all’improbabile orario delle 18.00 per arrivare puntuale alle 19.00, orario d’inizio delle lezioni. L’altra sera mi facevano male le punte delle dita dopo avere cucito per tre ore e mezzo. Ma sotto le mie mani qualcosa di tangibile stava prendendo forma, e non era esattamente la stessa cosa che spaccarsi le dita su una tastiera per scrivere mail prive di senso.

Ecco le cose che ho imparato:

cos’è una gugliata o una dima, come si riconosce e si trova il drittofilo, a cosa serve e come si fa il punto molle,  che mestiere è la modista, perché su ogni tessuto c’è la cimosa, come si tengono le forbici per tagliare la stoffa, come si prendono le misure ad una persona, si disegna un cartamodello, si riconosce un tessuto naturale, perché per imbastire servono aghi più lunghi …

Ho anche imparato che, con il fortunato mischiarsi delle razze, i riferimenti per le misure del corpo umano sono cambiati, che per fare le cose bene ci vogliono per forza tempo e pazienza, perché la velocità non è necessariamente un requisito indispensabile:

Ognuno ha le sue tempistiche, non importa quanto tempo ci metti, l’importante è che capisci ciò che sta facendo –  dice la mia insegnate, LaSaggiaMaestra.

Ma perché non è lei il mio capo?

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26 commenti on “Il corso di taglio e cucito e LaSaggiaMaestra”

  1. Pris ha detto:

    Siamo tutti *qualcosa* infelice, mi sa… Tu ti sei regalata un corso di taglio e cucito, io intere serate e weekend a infilare perline e abbinare colori. Ma quale sarà il problema? Forse non ci accontentiamo mai di nulla? Comunque, se decidi di mollare tutto e darti definitivamente alla sartoria, fammi un fischio: mi occupo volentieri di accessori e bijoux! (al massimo buttando qua e là qualche nome alle nostre creazioni, ma senza esagerare…) Ciao e grazie per la visita che hai fatto dalle mie parti!

  2. Francesca ha detto:

    Questi post fanno bene al cuore e alla gente. Forse è l’unico caso in cui possiamo nominare la speranza senza fare danni, anzi.
    Grazie per la visita!

  3. mrsimpleliving ha detto:

    Ecco, forse sei sulla strada giusta…chissà, c’è sempre bisogno di qualcuno che sappia tagliare e cucire. 😉

    Ciao Sylvie

  4. guido mura ha detto:

    Evviva… abbandoniamo al suo destino questa società parolaia e nullologica e torniamo ai lavori veri, alla creazione di oggetti belli e utili, come nelle botteghe rinascimentali, finiamola di creare bisogni inutili e lavori fasulli

  5. vincenzillo ha detto:

    Saggia davvero, sta Maestra.
    Da copywriter claustrofobizzato sono sempre molto attento alle voci su possibili vie d’uscita. Sabato ho saputo che l’amica di un amico ha mollato il marketing per un corso di cucina cui seguirà periodo di lavoro nel nord Europa…

  6. AkaiSuisei ha detto:

    Oooh! Brava! Sono contenta che tu il passo l’abbia fatto!! Ma…sono quelli organizzati dal comune di MI? Ci stavo pensando anch’io…Se solo non pendolarizzassi…uff….Io invece volevo fare il pane…Si…Creare con la pasta del pane quelle magnifiche varietà croccanti! Mmmmm… Peccato l’intolleranza alla glutine…Ma…ci penso…ci penso…. Tienici aggiornata! Bax, Akai

  7. Fede ha detto:

    bello usare le mani e la creativita’ cosi’. io ci provo con il lavoro a maglia…
    grazie per la visita.
    ciao

  8. Chiara ha detto:

    Ma che bello!! Mi piace!! BRAVA! Io, confesso, da sempre vorrei imparare a restaurare mobili. Prima o poi ce la farò anche io a far rivivere le mie mani, ad oggi utili solo a pigiare molto velocemente sulla tastiera del pc… 🙂

  9. fulvio ha detto:

    Il corso di taglio e cucito è stata la mia cura. Raramente mi sono sentito così pieno di me, uscendo da quelle aule la sera. Faccio una fatica immane a conciliare tutto, ma la soddisfazione dopo avere fatto le prime gonne, i primi vestiti è davvero grande.

  10. Clara ha detto:

    Bella idea! Io vorrei tanto imparare a suonare il pianoforte, ma vuoi la pigrizia vuoi gli orari non proprio concilianti ho abbandonato l’idea. Ma prima o poi realizzerò questo desiderio (spero prima della pensione 😉 )
    Clara

  11. elisinob ha detto:

    Più che lezioni di cucito sembrano lezioni di vita! È vero, per fare le cose bene ci vuole tempo, molto tempo. LaSaggiaMaestra me la immagino come una donna in gradi di trasmettere agli altri la pace interiore che ha dentro di sé, soddisfatta della sua vita e appagata dai suoi interessi.
    Poi magari mi sbaglio 😉
    Sono felice che tu ti stia dedicando ad altro, oltre che a lavorare.
    Un saluto e a presto.

  12. precaria09 ha detto:

    Io direi che nessuno ti obbliga ad essere una manager infelice. Se tu continui ad esserlo, vuol dire che in qualche modo ti piace ciò che fai. Altrimenti saresti potuta rimanere una semplice impiegata, o qualsiasi cosa tu fossi prima. Stai attenta a non farti accecare dal potere… E ricordati chi sei. Imparare il taglio e il cucito mi sembra un bel modo per impiegare il tuo tempo. Non scordare mai le tue passioni! E trova sempre qualche ora per te. E’ necessario per sopravvivere.

  13. adryena ha detto:

    io mi distraggo lavorando a maglia, faccio e disfaccio ormai da quasi tre anni una sciarpa, ma la mia maestra è mia madre ed è piena di pazienza!

  14. fulvio ha detto:

    Domani mattina consegno la lettera. Dimissioni: terremoto dentro me. Ma me lo devo, come uomo. Così non si va da nessuna parte, al massimo mi resterebbero 5 anni prima di ammalarmi. Voglio ritmi meno intensi e più vita, adesso ho il coraggio di dirlo, serenamente. So già che mi risponderanno: ma è così dappertutto, sei giovane, sei in carriera avviata, potresti pentirtene, dove lo trovi un altro posto così. Spero da nessuna parte. Cucio. Punto.

  15. Monias ha detto:

    si dice: impara l’arte e….

  16. widepeak ha detto:

    c’è stato un periodo intorno ai 18/19 anni che cucivo tanto, per ore. e pensavo tantissimo. mi rilassava e liberava la mente, mi faceva sentire pienamente bene, presente, illuminata. mi ricordo che pensai ma quanto dovevano essere intelligenti le donne una volta quelle donne che passavano ore in silenzio concentrate su un lavoro manuale con la mente libera di lanciarsi verso mete ignote. secondo me c’è tutta una storia femminile sconosciuta del pensiero legata alle attività manuali delle donne

  17. denise ha detto:

    E io che pensavo scherzassi quando lo hai scritto in un commento sul mio blog! Brava, togliti questa soddisfazione! Io come bene sai, invece, sognavo di fare quello che faccio ma ovviamente non nelle condizioni in cui mi costringono a farlo, così per un periodo ho pensato a come sarebbe stata la mia vita se avessi provato a fare la cuoca… poi sulla mia strada è capitato un cuoco-autore vanesio, molto poco umile e irrispettoso del lavoro altrui e per due giorni non sono riuscita nemmeno a sfiorare una pentola!

  18. […] le imbastiture e di aver lasciato qualche spillo in giro. Bisogna fare delle correzioni, ha detto LaSaggiaMaestra, perché ho fatto qualche sbaglio nell’attaccare la lampo e in più bisogna adattare meglio […]

  19. BabEle ha detto:

    Abbasso PollyCanna! Forza SaggiaMaestraZen!! 😀

  20. […] Che la saggezza e il buon senso non si imparino al lavoro in azienda, è ormai assodato. Che non puoi essere chi sei veramente in azienda è chiarissimo. Che tutti non facciamo altro che notare in noi e negli altri difetti non conformi a chissà  chi o a cosa, è lapalissiano. Che abbiamo tutti una fottuta paura dei nostri simili, tanto da non guardarci in faccia e non sfiorarci è esperienza comune. Bene. Per fortuna non è sempre e comuqnue così: non al mio corso di cucito. […]

  21. […] Ho fatto un corso di cucito serale, mi sono innamorata di questo mestriere, lavoravo di giorno e studiavo la notte, non è stato […]

  22. […] gonna, ma soprattutto terrò le orecchie aperte per cogliere la lezione più importante, quella de LaSaggiaMaestra, che taglia e cuce la sua saggezza. […]

  23. […] Tutte le cose belle finiscono, solitamente un filo prima di quelle brutte, e mercoledì è stato l’ultimo giorno del corso di cucito. […]

  24. […] non molto, no. Ma qualcosina sì: cucire da principiante, prendermi tutti i miei fine settimana senza toccare il pc per lavoro, pitturare […]

  25. […] rammendato un paio di calze ferite dal mio alluce serial killer (quelle del fidanzato a dire il vero no, sembravano vittime di […]


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