La Vanna Marchi del fund raising

Michael D. Roberts

Quando uno dice che non c’è fine al peggio. Quando uno pensa che siamo in mano a dei personaggi ai quali non affideremmo nemmeno il cane zoppo del vicino. Quando ti convinci del fatto che l’azienda italiana è, in piccolo, la perfetta riproduzione dello stato italiano, fatto di magnoni, gente strapagata per negare l’evidenza, giratori di frittate e fuffologi. Ecco, quando certi pensieri diventano certezza cristallina, significa che forse si è incontrata lei, l’unica, la sola, l’inimitabile Vanna Marchi del fund raising.

Questa era la terza riunione. Vi giuro che anche PollyCanna era infastidita, il Blackberry non la distraeva abbastanza. La domanda che avrei voluto porre sarebbe stata: ma scusate, perché l’abbiamo fatta venire per la terza volta? Se avevate voglia di farvi sollazzare da una così non so, potevamo contattare la venditrice di zona delle pentole AMC, non so, potevamo spingerci oltre e far arrivare dall’estero lo Chef Tony … ma lei cosa ci fa qui?

Nessuno l’ha veramente capito. GranCamiciaCifrata sperava che ci portasse dei soldi, ma lei, invece, la nostra Vanna, ci ha portato questi preziosi stralci di monologo urlato a disperazione:

Io sono la pr più conosciuta nei palazzi romani, quelli che contano, se volete ve lo dimostro, volete telefonare a qualcuno?

Come potete vedere nella cartella stampa c’è il logo della Presidenza del Consiglio, del Ministero Della Gioventù, delle Pari Opportunità e dei più importanti organi ed enti pubblici e privati, si fidano tutti di me, ah ah ah!

Tu, GranCamiciaCifrata, se ti fa piacere far parte del comitato centrale basta che mi compili un modulino e via! Non ti preoccupare, non devi fare niente, al massimo una cena all’anno con gita sui monti a sbafo dei contribuenti, ah ah! È brutto da dire ma è proprio così, ah ah ah!

No, ma non vi preoccupate, io sono una donna concreta, eh, sennò mica sarei dove sono! La prossima volta volete il cash? E io vedrò di presentarmi con del cash, o con un foglio che attesta che ce l’ho, anche se non proprio cash, ma insomma, vedete la cartella stampa? Non è che non ci si possa fidare, no?

No, no che non ci si può fidare. No. Bisognerebbe anzi dare fuoco alla tua pellicia. Rigarti la macchina. Mandarti in miniera. Ossidarti l’argenteria. Farti fare una bella corsa davanti ad un pitbull. Chiuderti in una stanza, piena zeppa di contribuenti.

Comunque, visto che l’idiozia nutre l’idiozia, le devo preparare due presentazioni e ben quattro preventivi.

That’s the biz.

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5 commenti on “La Vanna Marchi del fund raising”

  1. AkaiSuisei ha detto:

    Ma che tristezza…questi saprofiti urlatori….In Cina, in miniera. Tacco 12 e profumo e pelliccia, concessi. Ma senza casco. Subito, per cortesia. Grazie! Coraggio…. Bax, Akai

  2. Clara ha detto:

    A volte ho l’impressione di lavorare in un circo, ma devo dire che anche tu sei messa bene! 😉
    Guardiamo il lato positivo della cosa: per lo meno abbiamo qualcosa da raccontare nel blog.
    Clara

  3. Azzurrapensiero ha detto:

    Non puoi avvelenare le pagine del preventivo come ne “Il nome della Rosa”?
    Kisses
    Azzurra

  4. widepeak ha detto:

    oddio. secondo me questa la conosco. o ne girano diverse identiche!!!

  5. elisinob ha detto:

    Una VannaMarchi da panico! E anche le tue parole si stanno trasformando in allucinazioni psichedeliche. Attenta, Sylvie, qui rischi di perdere la ragione 😉
    Comunque, ricorda, noi ti siamo vicini. Ciao!


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