Io del SEO me ne frego

Vintage Typewriter, trovata in rete

Nel mio periodo da scrittrice senza valore del web mi sono anche chiarita le idee su un tema che per chi lavora nel digitale con le parole è un’ossessione: il SEO in generale e la scrittura SEO nello specifico. Ne avevo già parlicchiato, ma adesso è un’altra cosa. Bene, vorrei dire a tutti i caporedattori di testate digitali e ai manager digitali che venderebbero l’anima e la madre per dei click in più che:

  • sono  felice di scrivere nel mio blog sconosciuto
  • sono felice di non dover fare traffico
  • il primo lettore è Google? Peccato, è un lettore senza gusto
  • non scriverò più titoli di massimo 50/60 caratteri con le parole chiave più a sinistra possibile*, ma scriverò dei titoli che mi piacciono
  • non riassumerò nelle prime righe il contenuto dell’intero articolo (abbondando di parole chiave, di nuovo) solo perché Google legge solo quelle, lo farò se ne sento il bisogno
  • non impiegherò più tempo a mettere metadati del cazzo che a fare ricerca sull’articolo e scriverlo, il contenuto pensato per il lettore è più importante
  • io non voglio essere codificata dagli spider di Google ma letta da occhi umani, anche se pochi e giunti per caso, lo trovo molto più romantico
  • io voglio formattare l’articolo come cazzo mi pare, non voglio dividere in paragrafi brevi, non voglio inserire 4 link, di cui 2 esterni e 2 interni ma da mettere non nelle prime righe, sennò magari Google mi vede come spam
  • io voglio critiche per le mie idee, non per i miei tag
  • io voglio pensare a migliorare il mio stile non a compiacere un algoritmo che cambia ogni mese
  • per scrivere io voglio consultare un dizionario non il Google Keywords Tool
  • per diventare brava io voglio leggere Proust, non un manuale di SEO

Insomma, io non voglio essere nessuno per Google e del SEO me sbatto altamente. Ah, e per tutti i fanatici della condivisione a tutti costi di qualunque cosa: no, non aprirò mai un Facebook o un Twitter di questo blog sconosciuto perché lo riterrei un’operazione di markettttting digitale più che una necessità o una cosa carina. E io qui non sono schiava del markettttting. Fidatevi, non diventerete web star nemmeno voi e in più avrete scritto e condiviso col mondo delle cose di mmmmerda.

*ma si può dire e scrivere continuamente una cosa del genere? Scrivi il titolo con le parole chiave a sinistra. A me viene da rispondere Pensavo di metterlo in fondo a destra, come il bagno

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24 commenti on “Io del SEO me ne frego”

  1. Exodus scrive:

    Cavoli ma davvero facevi tutte quelle cose?

    • LaStancaSylvie scrive:

      Ci puoi giurare, e mille ancora di più con le quali non sto a tediarvi.
      LaStancaSylvie

      • Exodus scrive:

        Allora non ho speranze, non sapevo neppure che esistessero cose del genere. Io prendo una penna e scrivo circa 5 fogli, di getto, ogni giorno, il mio diario. Se ho tempo dieci. Se ho ancora tempo non mi fermo più. commetto errori, strafalcioni, ripetizioni, scrivo stupidaggini, di tutto di più. Sono momenti meravigliosi, di pace, quando ho finito sono rinato. Se dovessi prestare attenzione, scrivere di testa e non di pancia, mi annoierei, non sarebbe bello.

        Lo stesso quando scrivo sul PC, vado talmente veloce che non guardo mai il video, altri errori, strafalcioni, stupidaggini, altri momenti meravigliosi, con il battere sulla tastiera che per me è la più bella musica ritmata che si possa immagginare. Benedico questo lavoro che mi permette di trovare il tempo per farlo, io arrivo al lavoro pregustando il momento in cui potrò scrivere e scrivere e scrivere cose che poi butterò, ma quel momento, ecco può esserci momento più bello di questo?

        Però mi sa che non diverrò una star del web :-(

  2. GC scrive:

    Prima volta che commento… sei un mito! Vaffanculo Google, il SEO, il marketing digitale, la condivisione a tutti i costi (gente che fa il check-in di FourSquare anche quando va al cesso…).

    W la vita, i pensieri profondi, pochi affezionati lettori, il piacere di scrivere.

    P.S. da domani il Grande Fratello (Google) traccerà estensivamente le nostre vite per profilarci meglio e guadagnare valore agli occhi degli inserzionisti. Ma vaffanculo va’! E per fortuna che sono evil… sono peggio, sono stronzi.

  3. goldie scrive:

    Mamma mia che angoscia… se anche la tua passione deve diventare una fonte di stress, per di più senza nessun ritorno ne’ di soddisfazione personale ne’ economico, goditi il piacere di scrivere per noi, che qui ci siamo capitati per caso, e ci restiamo perchè ci piace come scrivi e come sei ;)

  4. La solita mamma scrive:

    Beh, direi che è un bel riprendere in grande stile dopo il post di ieri!
    Ciao e a presto in questa bellissimo angolo incazzato di “non-star del web”…

  5. pattylafiacca scrive:

    Evvai.Sembra il Documento di Riscatto dalla Schiavitù Digitale. FtS

  6. AD Blues scrive:

    Per come la vedo io, le mia presenze digitali sono una roba completamente ludica.
    Mai pensato di farne una professione o men che meno una fonte di reddito.

    Chi mi legge sono i miei amici oppure amici di amici che sono giunti da me per caso o per passaparola. Se ci restano è perché si divertono o trovano gli sproloqui interessanti o patetici (ma è la stessa cosa in fondo)

    Quindi posso serenamente concludere che di tutte le astuzie SEO me ne strabatto i cosiddetti cabasisi; oggi, ieri e sempre che non voglio certi frantumarmi i “gioielli” mentre mi diverto!

    —Alex

    PS = bentornata di nuovo.

    • Ar-Pia scrive:

      Volevo lasciare un (ennesimo) commento, ma sarebbe stato una fotocopia del tuo. Condivido tutto, e il mio blog non lo troverete MAI

  7. Colors scrive:

    Fantastico! come sempre ogni tuo articolo è geniale…Questo argomento mi tocca davvero da vicino (sono un Web designer e Seo Marketer) ma apprezzo alla grande il tuo “fuck” alle pippe digitali legate al marketing al Seo e ai motori di ricerca!

    Luca

  8. Locomotiva scrive:

    Io, ammetto, sto entrando nel Lato Oscuro.

    Ho fatto tutto un gioco di prestigio di spostare post in pagine staccate, mettendogli un titolino bellino carino adatto a Google.
    Mi son fatto i bannerini interni che puntano a sei pagine che, in sostanza, erano post ‘a casaccio’ – parlavano della pausa caffè dei metalmeccanici, della differenza tra la metro per Rho o per Bisceglie e dalla oyster card per la metro di Londra, dell’orario di un ristorante, della caserma dei ghostbusters.
    E poi son stato lì come una padre fuori dalla sala parto a vedere se Gugol scopriva i link: una pagina l’ho trasferita e ci ha messo un po’ a scovare quella nuova, le altre le ho indirizzate tagliando man mano il post originale fino a ridurlo al link, una l’ho creata ex-novo appiccicando assieme le cose sparse su più vecchi post.
    E facendo puntualmente il primo del mese un post con lo schemino coi punteggi. Il prossimo esce ovviamente domani.

    Tutto questo per avere dei post ‘forti’ che attirano traffico e allo stesso tempo la classifica dei post della settimana o del mese non bloccata.
    Ora il purulino delle visite gira, oh, se gira. Anche se il traffico alle pagine strane batte il blog dieci a uno.

    Adesso, col senno di poi e letto questo tuo post, mi sto facendo delle domande…

  9. Sab scrive:

    Ma per carita’! Io scrivo poco e lo faccio piu’ per me stessa, come sfogo e come mezzo di auto-chiarificazione, che altro. SEO e compagnia cantante, ma che roba e’???? :-) Brava e bentornata!!!!!

  10. lafiammiferaia scrive:

    Bentornata… mi sono mancati i tuoi post! :)

  11. Siderea scrive:

    Beh, intanto ho imparato un sacco di cose che non immaginavo neanche. :D

  12. Silver Silvan scrive:

    Sì, é ora di finirla. Si dichiari guerra al SEO politico!

  13. Marco scrive:

    Bisogna ritrovare l’umano, senza dubbio. E fregarsene del resto.

  14. Silver Silvan scrive:

    Ma perché, c’é gente che va a guardare i blog solo perchë sono molto frequentati? Povera me, non lo sapevo. Pure i centri commerciali sono molto frequentati. Io però preferisco le bottegucce nascoste e piene di prelibatezze. Da girare con calma e senza frastuono e illuminazione da cataratta garantita.

    • LaStancaSylvie scrive:

      No, non è questo il punto (anche se condivido il discorso dei negozietti). Il punto è che i manager digitali o i consulenti SEO, credendo di “ingannare” Google, fanno scrivere gli articoli in un certo modo affinché compaiano in ottima posizione nei risultati di ricerca e vengano cliccati più di altri. Quindi invece di scrivere bene su un argomento interessante (che è poi quello che consigliano anche gli sviluppatori di Google, ovviamente) e documentarsi, secondo loro basta attuare tattiche sul titolo, le parole chiave e la formattazione.
      Quindi la situazione è peggiore di quella descritta nella tua metafora: non è una scelta consapevole quella del centro commerciale, è che le strade portano solo lì.
      LaStancaSylvie

      • Silver Silvan scrive:

        O grazie, Sylvie, sono incredula e basita. Molto gentile delucidarmi da parte tua. Ero ignorante e lo sono ancora e non mi sembra grave, visto l’andazzo.

  15. Ramingo scrive:

    Prima di leggere il tuo articolo ignoravo completamente l’esistenza del SEO. Credo che continuerò a farlo.
    Sia per due o tre gatti che capitano per caso e per qualcuno che passa in risposta alle mie girate sui blog altrui, sia e soprattutto per me stesso (e quando riuscirò a ritagliarmi il tempo per farlo, continuerò ;( ).

  16. succede spesso che l’uomo inventi delle cose bellissime, come il mondo digitale.
    poi, invece che coltivarne le virtù, ne espande i vizi e ne alimenta le patologie, spesso subendole egli stesso. e il seo è una patologia del web.
    complimenti per il post che rebloggo volentieri.

  17. nottebuia scrive:

    Reblogged this on nottebuiasenzaluna and commented:
    se avete idea di cosa è il SEO leggete il post. se non sapete cosa è Il SEO leggete il post.
    pe rtutti gli appassionati all’onestà intellettuale.

  18. cucinadigio scrive:

    Grazie, grazie, grazie. CI voleva! Lavoro in questo mondo, anche se non come SEO-Uèb-content-copyuràiter-con-scappellamento-a-sinistra. Ti ammiro un sacco, ora!


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